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disability in action: una ragazza durante il flashmobDisability in Action è un punto di osservazione europeo, con radici tutte italiane, sulla condizione  e percezione della disabilità

Chi l'ha detto che i giovani sono pigri e senza speranze nel futuro? Diamo spazio alla "meglio gioventù" che si impegna, costruisce, ricerca, impara, si apre al prossimo, sia "diverso" o lontano! E proprio un respiro internazionale è quello che anima Disability in Action, un progetto - tutto italiano -  incentrato sulla disabilità in Italia ed Europa, che fa parte delle iniziative promosse dalla Youth in Action finanziati dalla Commissione Europea.
Per scoprire che cosa fanno e dove vogliono arrivare, abbiamo fatto qualche domanda a Maria Laura De Luca, rappresentante legale del gruppo informale di giovani ideatori e realizzatori del progetto Disability in Action!

Maria Laura, sappiamo che siete un gruppo di ragazzi - disabili e non - agguerriti e propositivi. Ci spieghi in poche parole cos'è Disability in Action?
Siamo un gruppo di amici accomunati dalla sensibilità per il tema della disabilità . Abbiamo deciso di portare avanti la nostra iniziativa per conoscere più da vicino il mondo dell'handicap vivendolo in una dimensione tutta europea e guardandolo con occhi meno "spaventati": ci siamo resi conto che nasconde potenzialità troppo spesso sottovalutate. Le nostre attività si sono svolte a Viterbo presso i locali dell'Associazione EURECA ma il nostro lavoro ha posto le sue radici nell'intera Europa.

Il nome stesso "Disability in Action" presuppone uno slancio alla non passività . Cosa significa essere disabili  - e non -  attivi? Cosa promuovete, affinchè la disabilità sia sempre più attiva, e chi coinvolgete in questo?
Essere disabili - e non -  attivi, essere cittadini europei attivi, significa prima di tutto conoscere la realtà in cui si vive e metterla a confronto disability in action: workshop di creazione del logocon le altre. Un esempio significativo del nostro essere "attivi" è stato il Disability Exchange che abbiamo realizzato: per un pomeriggio ognuno dei partecipanti ha provato a girare per la città vivendo sulla propria pelle una disabilità o una disabilità diversa dalla propria. Questo significa integrazione, crescita, partecipazione sociale.
Oltre al Disability Exchange abbiamo realizzato workshop di fotografia, fototerapia e fotografia partecipativa con l'esposizione pubblica delle foto realizzate. La fotografa professionista Lietta Granato ha curato i corsi e ci ha fatto scoprire modi diversi di esprimere la propria creatività : dietro l'obiettivo non esistono differenze‑¬¦ siamo tutti "artisti".

So che qualche settimana fa avete realizzato un flash mob a Piazza San Lorenzo a Viterbo. Ci racconti come è andata? Come hanno reagito i passanti?
Il flashmob consisteva in una "danza collettiva": persone disabili e non si sono mosse a tempo di musica bloccandosi poi improvvisamente di fronte ad un ostacolo ovvero una barriera architettonica. Abbiamo voluto così dimostrare la differenza tra disabilità e handicap: mentre la disabilità è personale, l'handicap è creato dall'inadeguatezza dell'ambiente, e le barriere architettoniche ne sono un esempio. I passanti incuriositi si sono fermati a complimentarsi per l'iniziativa: per questo abbiamo scelto il flashmob, perché sapevamo che avrebbe avuto un forte impatto.

Il vostro progetto ha un respiro internazionale, e nasce proprio per un confronto con altri paesi europei; sul fronte disabilità , per molti aspetti l'Italia è ancora indietro. Qual è la vostra sensazione, in merito?
Abbiamo avuto modo di confrontarci con diverse realtà : l'Italia ha molto da imparare sotto alcuni aspetti: a Vienna e a Dublino per esempio si può liberamente girare la città perché tutti i mezzi di trasporto sono accessibili, ma garantisce una completa uguaglianza nell'istruzione primaria tra persone disabili e non mentre in Irlanda e Austria, secondo alcune ricerche che abbiamo effettuato, ci sono delle seppur lievi differenze.

A proposito di Europa, come raccogliete i dati e le informazioni sulla condizione delle persone disabili e la percezione della disabilità negli altri Stati?
Abbiamo creato dei questionari relativi alla qualità della vita delle persone disabili in diversi paesi europei e così abbiamo raccolto dati significativi a creare un quadro chiaro della situazione. I questionari sono aperti a chiunque e sono disponibili in diverse lingue: non solo italiano ma anche inglese, tedesco, olandese.

Domanda d'obbligo: prossime iniziative? E chi volesse partecipare, anche da lontano, come può seguirvi?
Il progetto ha una durata periodica e si è concluso ad agosto, sono stati mesi intensi di lavoro e di crescita per noi e per chi ha partecipato alle nostre iniziative. Il nostro blog è sempre attivo: è nato con Disability in Action! ma continuerà ad esistere. Per chiunque voglia collaborare con noi o seguirci, c'è il nostro blog: sono graditissimi commenti interventi e qualsiasi tipo di scambio.

PER INFO:


Canale flickr del progetto
Pagina facebook
http://europeandisabledyouthnetwork.wordpress.com/

Per info: delucamarialaura@gmail.com


IN DISABILI.COM:

LAVORO E DISABILITA': LA CORTE EUROPEA BOCCIA L'ITALIA

CITTA' ACCESSIBILI: E' SFIDA EUROPEA!


Francesca Martin



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