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"E' prevista un'area riservata ai disabili, come in tutti i concerti che organizziamo", ci avevano detto al telefono gli organizzatori del mega-concerto di Ligabue, tenutosi lo scorso 10 settembre al Campovolo, Reggio Emilia.
E lo spazio destinato ai disabili, di fatto, c'era. Ma era praticamente inaccessibile. Una barzelletta, sembra, che non ha certo fatto ridere Fabio: "i signori dell'organizzazione non hanno pensato ad allestire con delle transenne dei corridoi per permettere di raggiungere la piattaforma. Evidentemente non si sono chiesti come avrebbe fatto un disabile a passare in mezzo ad una folla di 160.000 mila persone senza rimanere schiacciato!".
Stiamo infatti parlando di un evento entrato nel guinness dei primati per il maggior numero di presenze in tutti i tempi per un concerto europeo tenuto da un singolo artista.
Un mega-concerto quindi, visto però solo a metà; "visto" si fa per dire, dal momento che i maxischermi erano lontanissimi, l'audio insufficiente e la visuale pessima. E così Fabio ha sentito la necessità di scrivere questa lettera; che più che una testimonianza vuole essere un appello, "sperando che arrivi anche a chi organizza simili eventi, affinché si renda conto che nel nuovo millennio non è possibile che queste cose succedano ancora. I mezzi e le risorse per evitare questi episodi vergognosi ci sono, usiamoli per cortesia!".
Un'odissea durante e dopo il concerto. Leggete la lettera di Francesca che, come in una cronaca in tempo reale, ci racconta le interminabili ore passate al freddo, in mezzo a migliaia di persone nell'attesa che i cancelli della stazione del treno venissero aperti. Alle sei!

Sabato 10 Settembre sono partito da Vicenza in direzione Reggio Emilia per il grande evento Live del concerto Ligabue, e all'arrivo ancora una volta ho potuto vivere in prima persona la classica situazione di disorganizzazione e incompetenza che si crea spesso intorno a questi eventi, circa l'accoglienza e servizi destinati a noi Disabili.
Ma vi descrivo subito cos'è successo.
All'arrivo mi dirigo ai parcheggi disabili, e fino a qui nessun problema dato che ci avevano riservato un'area ampia. Sceso quindi dalla mia auto, vado all'entrata preferenziale riservata a noi e all'ingresso mi chiedono se avevo prenotato.
"A chi e dove dovevo prenotare", chiedo al tipo dell'organizzazione? Nessuno mi aveva informato di questa cosa e nessuno aveva informato la mia fidanzata quando è andata nel negozio a prendersi il biglietto. Comunque nessun problema, solo qualche momento di imbarazzo da parte del responsabile, che ci chiede nome e cognome, lo scrive su un foglio e ci fa entrare.

Andiamo verso la pedana allestita appositamente per noi al centro dell'area concerto, dove si può salire e dalla quale avremmo potuto assistere all'evento; dico "avremmo potuto" perchè siamo riusciti ad arrivare solo alle spalle del palco: infatti i signori dell'organizzazione non hanno pensato ad allestire con delle transenne dei corridoio per permettere di raggiungere la piattaforma. Evidentemente non si sono chiesti come avrebbe fatto un disabile a passare in mezzo ad una folla di 160.000 mila persone senza rimanere schiacciato!
Quindi dopo nemmeno metà concerto me ne sono andato perchè i maxischermi allestiti si vedevano solo a enorme distanze, l'audio era insufficiente e non si sentiva niente, ed io ero praticamente dietro ai palchi.
La stessa mia situazione l'hanno vissuta anche altre persone non disabili, dai vari commenti che ho potuto sentire all'uscita.
Credo sia una vergogna che un evento di queste dimensioni sia organizzato da persone così incompetenti: c'è gente che ha pagato un biglietto parecchio caro, senza contare le centinaia di km fatti per arrivare e trovare poi l'amara sorpresa di non potere assistere al concerto.
E' una vergogna che nel 2005 esistano ancora questi problemi e penso che chi organizzano queste manifestazioni dovrebbe rivolgersi alle associazioni disabili, per capire meglio come allestire il tutto, andando incontro alle nostre esigenze e garantendo quindi un servizio adeguato.
 
Ho sentito il dovere di scrivere questa lettera, sperando che arrivi anche a chi organizza simili eventi, affinché si renda conto che nel nuovo millennio non è possibile che queste cose succedano ancora.
I mezzi e le risorse per evitare questi episodi vergognosi ci sono, usiamoli per cortesia!
Fabio Ronchi

Ecco la testimonianza di Francesca:
"Questa breve lettera di protesta ha lo scopo di denunciare lo scenario vergognoso e irreale che migliaia di persone sono state costrette a vivere al termine del concerto-evento di Libague a Campovolo.
L’organizzazione del concerto si è rivelata totalmente inadeguata a sostenere il deflusso degli oltre 170.000 fans accorsi per partecipare all’evento.

Ecco, nel dettaglio, l’accaduto:
Il concerto entra nel vivo verso le 18.00 e termina verso le 00.30. Il mio gruppo attende il defluire della massa e si incammina verso la stazione di Reggio Emilia quando sono le ore 1.30.
La stazione dista dall’area del concerto circa 1,5 km che abbiamo percorso a piedi.
Arriviamo esausti, ma il "dramma" deve ancora arrivare.
h:2.00
Il sottopasso che porta alla stazione viene bloccato dalle forze dell'ordine: migliaia di persone si ritrovano accalcate nel tentativo di arrivare in stazione in tempo. Ma nessuna notizia, solo un altoparlante che annuncia l’arrivo dei treni. E fuori, la protesta.

h:3.00
Ancora ammassati davanti al sottopasso. Scenario irreale: gente distrutta dal sonno, distesa un po’ ovunque, con un freddo assassino, senza alcun tipo di assistenza: niente acqua, niente cibo, nessun servizio igienico disponibile.    

h.4.00
Il sottopasso viene aperto, ma questa volta è l'ingresso della stazione ad essere bloccato dalle forze dell'ordine. Iniziavamo a renderci conto che solo dopo le 6 saremo riusciti ad entrare. Come se non bastasse inizia a piovere e la gente resta in piedi, sotto l'acqua, davvero esausta.

h:6.00 (circa)
Finalmente si entra in stazione: un unico sportello aperto. Fila per i biglietti. Treni stracolmi. Neanche 1 bar aperto per un bicchiere d’acqua.

Nessuno può dire che non erano previste tante persone perché il numero è entrato nei record.
E allora, perché nessun intervento? Perché nessun mezzo alternativo? Almeno per raggiungere Bologna che è un nodo ferroviario più adeguato?
Perché 1 treno ogni ora, insufficiente per contenere tutti coloro che viaggiavano?
Chi ha voluto organizzare un evento così “straordinario” doveva tenere presente che l’organizzazione deve salvaguardare il concerto nella sua interezza: prima, durante e dopo. Se la città prescelta, nel caso specifico Reggio Emilia, non ha i mezzi adeguati per sostenere l’evento, l'evento non va nemmeno organizzato!

Ma questo non succede... e non per non deludere i fans, ma solo perché ci sono troppi soldi in gioco.
Un afflusso di 170.000 persone porta un tornaconto non indifferente sia all’artista che al comune dove l’evento viene organizzato. E questi soldi sono stati portati proprio da quei ragazzi che si sono trovati abbandonati sotto la pioggia, ammassati, in piedi, senza cibo né acqua per ben 4 ore.
Non lasciamo che un fatto del genere cada nel silenzio perchè è vergognoso.
La protesta sollevata per la scarsa qualità dell'audio sarà ben presto cancellata dalla valanga di parole che esalteranno l’eccezionale performance dell’artista, il record di biglietti venduti, e resterà solo un applauso a Campovolo per la realizzazione di un concerto indimenticabile.
Probabilmente anche il numero di persone in attesa di un treno in condizioni disumane come è successo davanti alla stazione di Reggio Emilia potrebbe entrare nel Guinness dei Primati... ma questo non interessa a nessuno!
Francesca"

Quelle di Fabio e di Francesca non sono le prime lettere che ci raccontano della partecipazione ad un concerto, uno spettacolo, un evento speciale. E, dispiace dirlo, la maggior parte delle volte sono esperienze negative, legate ad inaccessibilità se non, addirittura, maltrattamenti.
Leggete queste:
AL CONCERTO DI BAGLIONI VOLANO LE OFFESE CONTRO I DISABILI

UN BELLISSIMO CONCERTO... MA NE SARÀ VALSA LA PENA?

CONCERTI, CI RISIAMO. E QUESTA VOLTA AD ESSERE 'INCRIMINATO' È QUELLO DI PINO DANIELE A NAPOLI

Ma non sempre di critiche si tratta! Guardate queste testimonianza:
NON TUTTI I CONCERTI SONO UGUALI... PER FORTUNA!

Volete raccontare anche voi la vostra esperienza? Scrivete a redazione@disabili.com

[Francesca Lorandi]

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