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CondominioIl caso della lettera minatoria contro la famiglia con due figli disabili provoca reazioni

Lo avevamo già capito dai tanti messaggi lasciati nel forum.
Il tema sollevato dalla denuncia di Lilia Manganaro, che ha deciso di rendere pubblico l'attacco anonimo ricevuto nel suo condominio (vedi questo articolo) è di quelli che scotta.
Le prime a schierarsi sono le mamme.
In questo senso pubblichiamo allora la lettera che ci ha fatto pervenire Patrizia Tolot, già ospite di Disabili.com, mamma e presidente di un'attiva associazione a favore dei ragazzi down.


Grazie alla famiglia di Lilia Manganaro per averci raccontato questa "assurda" storia e averci dato modo di scoprire il velo di omertà che da anni copre la disabilità intellettiva.
Non che di "brutte storie" siamo a digiuno: i telefilm alla Tv ci rendono esperti con truculenti particolari sui tavoli delle autopsie, corpi straziati che ci vengono propinati prima e/o dopo i pasti. "Ma questa, è un'altra storia" come dice il giornalista Carlo Lucarelli.

Quando il disabile intellettivo cresce e crescono il suo corpo e la sua forza, spesso cresce anche la sua rabbia. Eterni bambolotti senza futuro, o quanto meno un futuro accettabile per un giovane. Se poi ha qualche problema in più due sono le strade: o resta a carico della sua già provata famiglia o va in un istituto specializzato.
Proviamo a spiegarci meglio. Caro disabile: o resti con i tuoi genitori che inevitabilmente invecchieranno e saranno soli in quanto gli altri fratelli/sorelle lasceranno il nido verso il proprio futuro, o inizia il tuo inequivocabile processo di emarginazione all'interno di qualche istituto.
Ma è proprio questo che il "gentil condomino" ci chiede : rinchiudeteli santo cielo!

E allora la solitudine non è più solo la solitudine della famiglia ma anche quella del condominio; forse non dobbiamo accanirci con l'anonimo "scrittore", lui ha paura, ne ha talmente tanta che non ha il coraggio di firmarsi.
Ha paura di questi due ragazzi, delle loro reazioni spesso improvvise: non più bambolotti ma uomini, uomini sicuramente non facili.
Succede allora che la prima comunità sociale con la quale ti confronti sul pianerottolo di casa si trova essa stessa sola ed abbandonata, perché è una comunità che non è stata aiutata nella gestione della "situazione".
Succede ancora che voi padre e madre sarete due condannati a vita con il vostro problema e alla fine la vostra colpa sarà di esistere con il vostro problema.

E' un'accusa davvero forte che dobbiamo rivolgere a quei servizi sociali che in tanti anni avrebbero dovuto creare progettualità mirate all'intergrazione vera, è successo invece che con la loro assenza abbiano assecondato processi di emarginazione.
Lilia è stata una donna forte e coraggiosa e negli anni passati ha battagliato, ma quanti genitori riescono ad uscire da quel "maledetto cono d'ombra" che li emargina dentro quel loro problema che tanta sofferenza e vergogna provoca quando si devono relazionare con il mondo fuori?.
E' tempo di cambiare signori delle Istituzioni, e vi diciamo che noi famiglie cresciute nella consapevolezza della dignità dei nostri ragazzi saremo i loro primi guardiani e non permetteremo che con il vostro vuoto rubiate il loro futuro.

Patrizia Tolot, la presidente dell'Associazione Down, Autismo e Disabilità Intellettiva

INFO:

Ne stiamo anche parlando in questo messaggio del forum

Questa reazione fa riferimento all'articolo LETTERA ANONIMA: "ANDATEVENE VIA, AVETE ROTTO I ...!"

Ass. Down, Autismo e Disabilità Intellettiva - D.A.D.I. onlus
via Gabelli - Corte Cà Lando int 4
Padova
Tel 0498303024

Sull'associazione Dadi vedi anche:
DOWN SULLE MONTAGNE RUSSE: MAURIZIO COSTANZO PRO, GARDALAND CONTRO

DISASTRO GARDALAND, VIETATO AI DOWN

DOWN A BORDOCAMPO E BARRIERE CULTURALI


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