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Nelle strutture sociosanitarie le visite dei familiari agli anziani e disabili ricoverati potrebbero riprendere per tutti entro il mese di maggio

Tra gli strascichi più dolorosi che la pandemia da Coronavirus lascerà in tutti noi, ci sono quelli che hanno segnato le persone ricoverate in RSA e le loro famiglie. Non solo l’inaccettabile e altissimo numero di morti tra gli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali, ma anche la solitudine alla quale sono state per forza di cose costrette per preservare la loro stessa incolumità, seguendo le norme di isolamento e distanziamento.

Un lockdown rigido che ha in molti casi contribuito a peggiorare la condizione degli assistiti, anziani o disabili, costretti così a non vedere familiari, parenti ed amici per lunghi mesi, oltre a prostrare anche le loro famiglie. Si pensi ad esempio che cosa può significare questo stretto regime di isolamento per gli anziani già provati, senza possibilità di avere la carezza degli affetti, il sostegno di persone amiche. Un dolore che ha piegato moltissime famiglie italiane in questo lungo anno di pandemia e restrizioni, che ancora continuano nelle RSA di alcune regioni, dove da tredici mesi accade ancora che le famiglie non possano accedere, anche per valutare le condizioni in cui si trovano e sono trattati i propri congiunti.
Un’indagine della Comunità di Sant’Egidio su 240 di queste strutture in 11 città e 10 regioni italiane ha rilevato che il 64% non consente alcun tipo di visita, i volontari e gli amici sono ammessi solo nel 15% delle strutture, inoltre l'81% delle strutture stesse non ha una stanza degli abbracci, e il 61% non permette uscite neanche per visite specialistiche .

Mentre timidamente, grazie all’avanzare della campagna vaccinale, si inizia a parlare della ripresa di talune attività, - si pensi ai ristoranti e agli stadi, ad esempio - le strutture residenziali per anziani e disabili sono in alcune regioni ancora interdette alle visite in presenza da parte dei familiari. Alla voce riaperture potrebbe finalmente venire accolta la richiesta che arriva dalle famiglie: quella di una riapertura in sicurezza delle visite alle RSA. Lo chiedono in tanti, considerando anche che la quasi totalità degli ospiti ha ricevuto la prima dose di vaccino e l'80% ha la seconda dose, compreso il personale.

Le richieste arrivano in primis dai familiari, in singoli o riuniti in gruppi o associazioni. Tra loro, l’OFIRSAD (Osservatorio Famiglie in RSA e RSD) che ha lanciato una campagna di raccolta firme per chiedere appunto la riapertura alle visite con regole che ad esempio prevedano l'accesso alla struttura ai familiari/persone di riferimento, amici e conoscenti in sicurezza (mani sanificate, ffp2, vaccino fatto o immunizzazione da malattia o testata negatività) a prescindere da nuovi ingressi in struttura di ospiti non ancora vaccinati e  dalla situazione epidemiologica nazionale.  Tra le richieste, il fatto che l'accesso possa estendersi ai luoghi di degenza, in particolar modo per gli ospiti allettati per qualsiasi motivo, anche temporaneo.  Ancora, la necessità di garantire una frequenza ed una durata dell'incontro con l'ospite significativa (idonea a facilitare la comunicazione e a favorire un miglioramento del quadro psico-clinico del degente, minimo 7 ore settimanali), finalizzata al mantenimento effettivo della relazione affettiva tra ospite e visitatore. Le rchieste prevedono anche la possibilità che vengano vaccinati uno o due familiari della persona anziana o disabile degente, come pure la ripresa delle attività riabilitative ed occupazionali per gli ospiti, e la possibilità di sottoporli a visite mediche all’esterno delle strutture senza obbligo di quarantena fiduciaria.
Ma anche UNEBA, l’Unione Nazione Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale ha avanzato al Governo la richiesta di regole e protocolli chiari per riaprire in sicurezza ai familiari degli ospiti delle strutture socio sanitarie. Lo stesso si dica per il comitato ORSAN – Open RSA Now.

Ebbene, sembra che quella delle riaperture di viste e familiari alle RSA potrà finalmente essere una delle voci del prossimo Decreto Aperture, tutt’ora al vaglio del Parlamento e in dirittura d’arrivo. È di queste ore, infatti, l’annuncio di Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, che su Rai Radio1 ha confermato che l’esecutivo sta lavorando a un emendamento che verrà inserito nel decreto Aperture che consentirà il ritorno delle visite dei parenti ai propri cari nelle Rsa. Il testo dovrà stabilire e contenere regole e modalità univoche per riaprire gradualmente le visite ai parenti degli ospiti delle RSA in tutto il territorio nazionale.

Sul fronte tempistiche non si è ancora in grado di dare una data certa, ma maggio probabilamente sarà decisivo, a quanto pare. Finalmente.

Redazione

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