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Il Comitato famiglie disabili rivolge un appello alle istituzioni per poter essere messi in condizione di esercitare il proprio diritto di voto

Il caregiver familiare è quella persona che, ben lo sappiamo, per dedicarsi h 24 all’assistenza del proprio congiunto non autosufficiente, rinuncia a gran parte della propria vita sociale, rinuncia al proprio lavoro, rinuncia a volte addirittura a sottoporsi a visite mediche per la difficoltà ad allontanarsi da casa. Oltre tutte queste rinunce, il caregiver familiare rischia anche di non poter adempiere al proprio diritto e dovere di cittadino votante, essendo difficile e talvolta impossibile lasciare alle cure altrui i propri congiunti non autosufficienti anche per poco tempo.

L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI - A ricordarlo è il Comitato famiglie disabili, che nei giorni scorsi ha scritto  alle istituzioni e ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere che si intervenga in modo da garantito l'esercizio del diritto di voto anche a loro. Se la legge, infatti, prevede l’esercizio del voto domiciliare per poter votare da casa per le persone inferme, disabili, o affetti da patologie gravi o gravissime che non consentono di recarsi ai seggi elettorali, lo stesso non è contemplato anche per chi li assiste. L’appello, quindi, è quello a prevedere delle misure per far sì che anche i caregiver familiari possano a tutti gli effetti far valere il loro diritto di voto come qualunque cittadino.
https://www.disabili.com/aiuto/speciali-famiglia-a-aiuto/voto-assistito-disabili

CHI È IL CAREGIVER FAMILIARE – Nel fare questa richiesta, il Comitato Famiglie disabili ricorda chi sono i caregiver familiari, così come definiti dall’articolo 1 comma 255 della legge 205/2017: "Si definisce caregiver familiare la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18."

IL RISCHIO DI ESCLUSIONE - Ebbene, ad oggi le norme presenti nel nostro ordinamento giuridico in materia elettorale e di garanzia per l'esercizio di voto di cui all'art. 4, d.p.r. 361/1957, non appaiono tuttavia atte a garantire l'esercizio di tale diritto da parte dei caregiver familiari che si prendono cura di un familiare che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sè, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua e che, per tali motivi, si trovano nella condizione di non poter lasciare il loro assistito solo neppure per il tempo necessario per recarsi a votare – dichiara il Comitato.

VOTO DOMICILIARE E SEGGI ATTREZZATI – Di fronte a questa situazione, i caregiver familiari proponenti (e insieme a loro, tutti i cittadini che abbiano firmato la petizione) chiedono alle Istituzioni della Repubblica Italiana in indirizzo e all'OSCE, Office for Democratic Institutions and Human Rights, di attivarsi con urgenza al fine di consentire e garantire il voto domiciliare contestualmente al loro assistito che ne abbia diritto, ma non solo.
Sempre al fine di una piena attuazione dell'art. 4, d.p.r. 361/1957,il Comitato chiede di adeguare le disposizioni di legge relative all'esercizio del diritto di voto presso i seggi elettorali, prevedendovi adeguati spazi protetti e personale adeguatamente formato, che prenda in affidamento temporaneo i minori disabili o le persone, anche maggiorenni, con disabilità grave e gravissima che, in relazione alla gravità della malattia o della loro disabilità, pur potendo spostarsi, anche con l'ausilio delle idonee attrezzature, non possono essere lasciate sole dal loro caregiver familiare, neppure per il tempo strettamente necessario alle operazioni di voto.

L’appello si chiude con l’auspicio: “Siamo certi che le Istituzioni della Repubblica Italiana, ciascuna per la propria competenza, porranno in essere quanto in loro potere per evitare ad una particolare e numerosa categoria di cittadini un "astensionismo" da essi non voluto ma "obbligato" dal mancato coordinamento delle norme in materia di esercizio del voto con la loro condizione di caregiver familiare, oggi riconosciuta per legge”.

Segnaliamo che nel nostro Speciale di approfondimento sul Voto Disabili abbiamo raccolto tutte le informazioni utili per quanto riguarda le varie tipologie di voto previste per persone con disabilità: dal voto dei cittadini non deambulanti, a quello degli interdetti, a quello domiciliare, a quello delle persone ricoverate.

Redazione