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"Non sono d'accordo: andare in Tv è un segno dell'accettazione della loro esistenza, è un mostrarsi persone in mezzo alle altre persone": così Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell'AIPD l'Associazione Italiane della persone down, commenta il polverone sollevatosi negli ultimi giorni, in seguito alla partecipazione di Ettore e Silvia, due giovani fidanzati down, a "C'è posta per te", il programma di Maria Di Filippi.

Ridicolizzazione ai fini dell'audience, questo il motivo della polemica. I commenti si sprecano, e le reazioni sono diverse... "Per fortuna" ammette la Contardi, dichiarando di aver trovato esagerata quella polemica: "E' vero che chi partecipa a quel genere di trasmissioni si espone ad un rischio, ma è una libera scelta, condivisa evidentemente anche dai gennitori. I programmi di dibattito sono diversi da quelli 'di spettacolo', e chi vi entra a far parte porta la propria storia personale. Ma questo vale per tutti, non solo per le persone down".

Un giudizio favorevole quello della Contardi, che si somma all'entusiasmo che quella puntata di "C'è posta per te" ha sollevato tra chi ne era direttamente coinvolto. Come i navigatori di Disabili.com, che hanno fatto nascere una discussione nel forum, applaudendo Ettore e Silvia, il loro amore e il loro desiderio di vivere una relazione 'normale'.

"Non c'è diversità ", sembrano infatti dichiarare queste trasmissioni. Come "Le iene", che in una recente puntata ha coinvolto proprio alcuni ragazzi down. In un gioco di normalità . Facendoli diventare €˜iene‑¬, per un giorno. "Un'idea che ho molto apprezzato", commenta Anna Contardi.

E la controparte? Maria De Filippi si è difesa dalle polemiche, facendo poi un passo indietro: non ci saranno più ragazzi down nel suo programma. «Dopo aver letto queste parole ‑¬â‚¬ spiega in un'intervista ‑¬â‚¬ ci ho pensato su, sinceramente, a lungo. Non condivido minimamente le critiche. Non ho cambiato idea, abbiamo fatto bene a portare quei ragazzi in tv, nessuno li ha derisi. Ma faccio un passo indietro: poiché l'Apgd rappresenta una parte delle famiglie Down, forse ne sa più di me. Forse avrò sbagliato. Solo, vorrei che ora si spiegasse con le tante altre famiglie Down che sono d'accordo con noi».

E ce ne sono stati parecchi, infatti, di genitori che hanno sorriso davanti ad Ettore a Silvia. O davanti a Marco, che in un'altra puntata ha incontrato il suo idolo Totti, a ad Elvira: sua mamma, dopo la partecipazione a "C'è posta per te", dice che "ora in paese la conoscono tutti, nessuno crede più che sia stupida».

Non solo l'audience pare quindi essere la risposta a questa "epidemia di 'downite' che dilaga su tutte le tv», come la definisce Carmen Rotoli, presidente dell'Agpd. E voi, cosa ne pensate? Il dibattito è aperto nel forum!

Link al sito dell'AIPD, l'Associazione Italiane della persone down

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