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Creare un Fondo nazionale di solidarietà per integrare i contributi previdenziali dei disabili in età lavorativa, impegnati in percorsi di formazione e in progetti di inserimento lavorativo, titolari di
un reddito inferiore ai limiti di legge, ovvero al di sotto della pensione minima sociale.

La proposta è dell'Assessore regionale al Lavoro, alla Formazione professionale e alla Previdenza Giorgio Venier Romano, che ha presentato una relazione in Giunta sulle finalità del Fondo, precisando che esso "non determinerà oneri aggiuntivi a carico del Bilancio dello Stato, poiché sarà alimentato esclusivamente dalla contribuzione di coloro che ricoprono pubbliche funzioni o percepiscono indennità in enti e società a prevalente capitale pubblico".

"Alla contribuzione degli Amministratori - ha aggiunto l'assessore - si accompagnerà quindi il concorso di tutti i lavoratori occupati (normodotati o disabili) e dai titolari di trattamento pensionistico superiore ai 100 mila euro annui, mediante introduzione di una ritenuta alla fonte, in misura percentualmente analoga a quella relativa all'ex Gescal".

La proposta è stata fatta propria dalla Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia che ha incaricato il Presidente Renzo Tondo di inviare una lettera al Capo del Governo Silvio Berlusconi, ai ministri del Lavoro, della Salute e dell'Economia, nonché ai segretari nazionali dei sindacati Cgil, Cisl, Uil,
Confasal e Ugl, sollecitando l'istituzione del Fondo stesso.
Nessun onere aggiuntivo quindi a carico del Bilancio dello Stato, ma un atto di solidarietà verso le persone più deboli e che incontrano maggiori difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro, nonostante la loro attiva partecipazione ai progetti di formazione e di soggiorno lavorativo.

La proposta di Venier Romano parte dalla constatazione della difficoltà che le persone disabili trovano nell'inserimento nel mondo del lavoro nonostante i progetti, avviati anche nel Friuli-Venezia Giulia, che prevedono tirocini di formazione, soggiorni di lavoro, borse di inserimento occupazionale.
Sono state alcune associazioni di disabili a chiedere un'azione politica della Regione affinché il Parlamento provveda ad equiparare all'apprendistato, ai fini pensionistici, questi periodi di tirocinio dei portatori di handicap.
Ma ciò, come osserva Venier Romano, porrebbe a carico del datore di lavoro gli stessi costi e obblighi che devono essere sostenuti per l'apprendista normodotato, rischiando di compromettere l'obiettivo dell'inserimento dei disabili. È nata così la proposta innovativa del Fondo di solidarietà sociale.

L'istituzione del Fondo potrebbe trovare posto, secondo l'assessore regionale al Lavoro e alla Previdenza, all'interno dei progetti di riforma con i quali il Governo nazionale si propone di intervenire in materia previdenziale, di occupazione e mercato del lavoro.

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