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Punti di vista, molti e qualificati.
Sono quelli di Civitas, che per la sua tredicesima edizione si identifica con un mosaico, tanto da farne il logo della manifestazione.

Tra i diversi punti di vista non manca quello sulla disabilità, affidato ad ad alcuni eventi congressuali, ma soprattutto agli stand di associazioni, impegnate nel proporre i propri sussidi, attività, lavori artistici nei casi dei centri diurni.
Tra le sigle più importanti del panorama associazionistico nazionale, girando tra gli stands, abbiamo visto Anffas, Uildm, Aifo, solo per citarne alcune.
Poi molte istituzioni, regionali provinciali e comunali, ciascuna con almeno qualche riferimento all'ambito disabilità, coniugato in varie attenzioni, a copertura dell'intero spettro di politiche a disposizione di questi cittadini.

La nostra attenzione però è stata attratta in particolare dalla Campagna italiana contro le mine Onlus, e dal suo efficace "laboratorio" open space, cui si riferisce anche la foto qui sotto.

Una vasca piena di puristirolo in palline impediva a chi si avventurava all'interno di capire cosa fosse nascosto sotto il livello disponibile alla vista.
E' solo un gioco per i visitatori, che con i piedi potevano trovare, attraversando la piscina, una sorpresa al tatto.
Ben più tragica l'eventualità - una terribile realtà per molti - di trovare sotto il pelo del terreno una mina, per tanti bambini e adulti di paesi martoriati dalla guerra.
L'esito lo conosciamo tutti: morte, o grave disabilità.

La raccolta firme che l'associazione sta portando avanti ha superato intanto quota 50mila adesioni.
L'obiettivo è arrivare alle 200mila firme da consegnare al presidente Napolitano, perchè siano messe al bando le mine antiuomo.
Usciamo da Civitas con questo messaggio, che speriamo di fare un po' anche vostro.

INFO:

Il sito di Civitas 2008

Ci siamo occupati di Civitas anche nelle precedenti edizioni, che in alcune occasioni ci hanno visto tra i partecipanti:
SOCIETA' CIVILE, QUALI FRONTIERE?! CIVITAS PROVA A RISPONDERE

PROGETTO LAVORABILE, IL ‘GIUSTO ATTEGGIAMENTO’ PARTE DAI COLLEGHI


[Redazione]