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"Io non sono invalida, portatrice di handicap, portatrice di disabilità, disabile, appartenente ad una categoria debole, ad una categoria svantaggiata, ad una categoria meno fortunata, diversamente abile, io sono innanzitutto una persona, sono Daniela Bas - ha affermato con decisione la giornalista di Radio 24 - e ho una disabilità"

Sulle persone e non sui disabili si è concentrato, quindi,  il convegno di Arezzo "Autonomia e Integrazione: una strada da percorrere insieme", un Meeting che ha voluto parlare di come la comunicazione possa e debba mettere in contatto le esperienze sulla disabilità a livello nazionale.
Tutti, ma proprio tutti i relatori, quasi che pareva si fossero messi d'accordo, hanno messo al centro del loro discorso il significato della parola persona.
E non solo Daniela Bas, ma anche Enzo Cucco del Segretariato Sociale della Rai, Antonio Diella Presidente Nazionale Unitalsi, il Presidente di Fiaba Giuseppe Trieste, Alessia Ferri della Federazione Italiana Sport Disabili, Tiziana Bartolini di Special Olympics Italia e Elisabetta Proietti dell'agenzia di stampa  Redattore Sociale.

E l'accento è stato messo anche sull'importanza della formazione sulla comunicazione: importantissima - è stato il coro unanime - non solo quella per gli operatori del settore, ma anche e soprattutto quella per i comuni cittadini.
Questa è l'unica strada per eliminare pregiudizi e luoghi comuni e per inserire le problematiche delle persone disabili in contesti più ampi.

E alla tre giorni ha partecipato anche il Sottosegretario al Welfare On. Grazia Sestini, che esprime il rammarico, in questo finale dell'Anno dei Disabili, per "non essere riusciti a mettere in piedi una risoluzione comune a causa delle ancor troppe le diversità di leggi, di normative, ma anche di sensibilità tra i Paesi europei."
Eppure, come sottolinea lo stesso Sottosegretario, in Europa i disabili sono 28 milioni, che potrebbero arrivare a 50, con l'allargamento verso i dieci Paesi dell'Europa dell'Est.

E la tavola rotonda si è proprio conclusa con la presentazione della prima esperienza a livello europeo di Censimento delle Persone Disabili da parte dell'Associazione Superamento Handicap di Foggia.
A questo censimento hanno collaborato medici di base e pediatri, in modo non solo di ottenere una mappa dettagliata della situazione, ma anche di capire quali sono le reali condizioni di vita e le difficoltà quotidiane di queste persone.
Insomma, è stato disegnato un quadro completo della situazione per adattarvi le giuste politiche sociali della scuola e dell'università, del lavoro e delle attività quotidiane.
L'indagine è stata promossa dall'ISTAT - Sistema Informativo sull'Handicap, Ministero della Salute, TIM, Università di Foggia, Ordine dei Medici della Provincia di Foggia, Ass. It. Medici Famiglia (AIMEF), Federazione It. Medici Pediatri (FIMP), Società Italiana Medicina Menerale (SIMG), Società Italiana Medici di Famiglia (SIMF) e si può capire, senza tante spiegazioni, il motivo per cui il progetto abbia ottenuto il patrocinio del Parlamento Europeo.

Questo censimento, infatti, presenta delle differenze sostanziali rispetto ai precedenti fatti dall'Istat, questo perché è stata proprio la collaborazione con medici e pediatri a far nascere la consapevolezza della diversità delle disabilità dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: senza questa differenziazione non è, difatti, possibile un intervento territoriale mirato.
Ad esempio, l'Istat rileva la disabilità a partire dai sei anni, senza tener conto di una fascia importante e numerosa.
Oppure è interessante sapere che i quesiti sulla disabilità rientrano tra quelli sensibili, tra quelli, cioè, a cui si può non rispondere. E questo tipo di quesiti sono spesso difficili da porre nella giusta forma, che permetta di riscontrare la situazione reale.
Infine, come evidenziato anche dall'indagine sulla "Condizione di salute e ricorso ai servizi sociali", non è possibile rilevare le disabilità soprattutto di tipo mentale per una normale reticenza da parte delle persone nell'esplicitare tale condizione.

La prima fase di questa iniziativa, che ha già riscosso l'interesse di numerosi Paesi europei ed extra Europei e degli gli Stati Uniti, si concluderà a fine dicembre: i dati raccolti verranno elaborati dall'Istat e successivamente pubblicati con l'obiettivo di estendere in tempi brevi questo censimento a tutto il territorio nazionale.

Ecco le parole conclusive di Mirella Ricci, Vice Sindaco del Comune di Capolona, promotore del Convegno insieme a Subbiano e Castiglion Fibocchi: "Questo progetto di Censimento, che ci piacerebbe realizzare anche nel nostro territorio, è un altro tassello che aiuta a conoscere sempre più il mondo della disabilità.
Solo il dialogo costante tra cittadini, enti locali, istituzioni, associazioni, famiglie può aiutare questi cittadini, portatori più di altri di bisogni e titolari di diritti che non sempre riescono ad esigere.
Credo che l'esempio concreto che stiamo dando attraverso le sinergie create tra i nostri Comuni vada in questa direzione.
E il successo di questo Convegno, che con impegno e tenacia siamo riusciti a realizzare ad Arezzo, al quale hanno partecipato tanti operatori, addetti al settore, così come tantissime famiglie e persone sensibili a queste tematiche, unito all'alto livello dei relatori e degli espositori presenti, non possono che confermare queste impressioni"
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