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Lo slogan lascia l'amaro in bocca: "Fermiamo l'AIDS. Manteniamo la promessa".
Nella 18° "Giornata mondiale dell'AIDS" non serve poi molto fare il punto della situazione, snocciolare dati e statistiche: è bastato il "mea culpa", arrivato ad una settimana dall'appuntamento, di Jim Yong Kim, direttore della sezione Hiv/Aids dell'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) per capire che ci troviamo di fronte ad una vera e propria tragedia.

L'obiettivo che l'OMS si era fissato di raggiungere entro la fine del 2005, ossia fornire a 3 milioni di persone nei paesi poveri medicinali che potessero salvarli dall'AIDS, non è stato raggiunto. "Sono molto deluso di me stesso e dei miei colleghi - ha detto Kim - perchè non ci siamo mossi abbastanza rapidamente, non abbiamo salvato abbastanza vite".
Anzi, le vittime sono in continuo aumento: solo nel 2005 sono state 3,1 milioni, di queste 570 erano bambini; le persone che hanno contratto il virus sono salite a 4,9 milioni, che hanno permesso al numero di sieropositivi nel mondo di arrivare a quota 40,3 milioni. Il livello più alto nella storia.

La situazione nel mondo
Ed è l'Africa subsahariana l'area maggiormente colpita, con 25,8 milioni di persone infette, che rappresentano i 2/3 dei sieropositivi del mondo. L'AIDS si sta mangiando giorno dopo giorno un pezzo d'Africa, e lo sanno bene i Medici con l'Africa Cuamm: "Alla luce degli attuali tassi di sieropositività, e se le proiezioni relative all'espandersi dell'epidemia non dovessero subire alcuna variazione di tendenza - dichiara un operatore che si trova in Monzambico - nel 2010 la vita media si attesterà intorno ai 36 anni, così da annullare tutti i progressi faticosamente guadagnati nell'ultimo secolo".
E in Asia non si respira certo aria di ottimismo. Attualmente ogni cinque infetti dal virus, uno risiede in questo continente, mentre questa proporzione dieci anni fa era uno su dieci. Solo in India ci sono 5,31 milioni di persone infette, che proiettano il Paese al primo posto in Asia e al secondo posto nel mondo.

E in Italia?
Ogni due ore in Italia una persona si infetta. E va ad aggiungersi ai 120mila sieropositivi attualmente presenti nel nostro Paese. Si infetta e non lo sa. Lo scoprirà solo quando ormai è troppo tardi, quando il virus è nella forma conclamata. Perchè anche il test è dimenticato: nella metà dei casi i malati dichiarano di non essersi mai sottoposti prima ad un test. Hanno vissuto da sieropositivi senza saperlo. E senza evitare di diffondere il virus: sono i nuovi "inconsapevoli untori".
Il problema è che non se ne parla più. L'AIDS è stata dimenticata, pur continuando a colpire.
"Dilagano i comportamenti a rischio perchè la gente è convinta che l'Aids è stata sconfitta - afferma Gianni Rezza dell'Istituto Superiore di Sanità- Sempre più persone scoprono di aver contratto il virus solo quando, sentendosi male, vanno dal medico. Fino a quel momento hanno condotto una vita normale senza prendere precauzioni".
Un abbassamento della guardia che riguarda anche chi dovrebbe tenere alta l'attenzione, per rendersene conto "basta leggere il dato del Lazio - spiega il presidente Anlaids Fernando Aiuti - secondo il quale nei primi sei mesi di quest'anno si sono avute solo 11 nuove diagnosi di Aids, ci si rende conto che il ritardo di notifica è un problema concreto".

Droga, prostituzione e...
Queste le sfide: lotta alla disinformazione, alla droga e alla prostituzione. L'ONU non si è certo fissato obiettivi indifferenti.
Per quanto riguarda le conoscenze generali sull'AIDS, i canali di trasmissione e i modi per autotutelarsi, la popolazione mondiale è carente. Prendiamo l'Africa subsahariana: un indagine ha rivelato che più di 2/3  delle donne tra i 15 e i 24 anni non conoscono i metodi di trasmissione del virus IIV. Ne segue che la propaganda e l'istruzione rappresentano l'anello fondamentale per la prevenzione efficace dell'AIDS.
E poi ci sono la droga e la prostituzione, mali sociali che si sovrappongono e provocano il contagio intrecciandosi: fino ad oggi non è stato ancora trovato un metodo efficace per affrontarsi. In Africa i lavori di diagnosi sono inconsistenti e i pochi programmi di controllo attivi non includono quella parte di popolazione ad alto rischio per l'infezione.

Il punto di vista dei disabili
Alla domanda "Che fare per arginare il fenomeno?" proposta da Disabili.com in un sondaggio, i navigatori non hanno avuto dubbi: per il 50% è necessario individuare i soggetti sieropositivi.
Un numero diviso tra coloro che consigliano di rendere obbligatori a tutti il test (43%) e coloro che sostengono la necessità di manifestare la propria sieropositività (7%).
Nel forum si legge: "Bisognerebbe che ognuno di noi si rendesse conto che nessuno è immune, e non capita sempre solo agli altri e non sempre solo alle categorie a "rischio" ormai questa considerazione è superata, un pò più di rispetto per se e per gli altri, una controllata ogni due o tre anni non sarebbe male".
E poi per il 33% dei navigatori c'è il grande ostacolo della disinformazione, soprattutto fra i giovani (7%); un problema che secondo molti (11%) affonda le radici nei condizionamenti imposti dalla Chiesa.

Le iniziative di LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS)

  • Avete tempo fino al 15 dicembre per partecipare all'iniziativa degli SMS solidali: Tutti potrete contribuire alla lotta contro l'AIDS inviando al costo di 1€ un messaggio al numero (unico per TIM, VODAFONE e WIND) 48584.
    I tre operatori telefonici devolveranno per intero la cifra alla LILA, a favore del progetto counselling, a sostegno dei centralini telefonici della LILA: sono 17, sparsi su tutto il territorio nazionale, che svolgono la loro opera di informazione e sensibilizzazione rispondendo a domande di ogni tipo e confrontandosi, giornalmente, con mille richieste e mille quesiti tra i più disparati.
  • In collaborazione con MTV, fino al 5 dicembre, LILA lancia un'asta di beneficenza su www.ebay.it (sezione Beneficenza) di oggetti della scenografia della famosa trasmissione TRL autografati da personaggi famosi.
  • LILA partecipa alla presentazione del libro fotografico di Caterina Farassino “31! Vs AIDS” nella trasmissione Loveline alle ore 22, su MTV. "31! Vs AIDS" è un’indagine fotografica sui gruppi musicali che hanno dato un contributo culturale e artistico. La campagna fotografica consiste in ritratti in bianco e nero e a colori scattati durante esibizioni dal vivo ma anche nei back-stage. L’obiettivo di Caterina era quello di valorizzare le realtà musicali del territorio sensibilizzando la popolazione alla prevenzione del virus HIV e mettendo a disposizione il proprio progetto a sostegno delle attività della Lila. Il libro si potrà acquistare al prezzo di 18 € presso la mostra fotografica che avrà luogo a Torino presso la galleria Allegretti (dal 1° dicembre al 15 gennaio) o direttamente on line sul sito della Lila.
  • The Body Shop Italia e la LILA Nazionale lanciano una campagna di sensibilizzazione che dà la possibilità a chiunque di esprimere la propria sensibilità e solidarietà nei confronti del mondo HIV/AIDS. Il simbolo della campagna è un bracciale – ideato e prodotto da The Body Shop Italia – disponibile nei 43 negozi italiani della casa a un costo di 1,50 euro.
    Parte del ricavato è destinata a sostenere le attività che la LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS porta avanti ormai da quasi vent’anni: prevenzione, informazione, difesa dei diritti delle persone HIV+.
  • In occasione della giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS, l'Istituto Superiore della Sanità attiva dalle 10 alle 18 un telefono verde: un'intera giornata per ricevere informazioni sull'infezione. Un'opportunità in più, anonima e gratuita, per quanti vogliono sapere come e dove effettuare il test, conoscere meglio la malattia e i suoi effetti, e soprattutto imparare a conviverci bene.

Per saperne di più:
LILA - Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS

Istituto Superiore della Sanità

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GIORNATA MONDIALE DELLA LOTTA CONTRO L'AIDS: UN CONCERTO A CAPE TOWN

[Francesca Lorandi]