Menu

Tipografia

5E' stato un provvedimento atteso, quello dell'Amministratore di Sostegno, afferma Luigi Giacco, Responsabile area disabili dei DS e primo firmatario di una delle proposte di legge collegate, che poi aggiunge: ''E' ormai da tempo che aspettavamo l'approvazione di questo provvedimento. L'Amministratore di sostegno è una nuova figura voluta dal centro-sinistra, e in particolar modo dalle famiglie dei disabili che è ormai da diversi anni che aspettano l'approvazione di questo provvedimento".
L'introduzione di questa nuova figura, già da tempo presente in molti altri Paesi europei, è una grossa novità e rappresenta uno svecchiamento di quelle norme del codice civile, che prevedevano l'interdizione o l'inabilitazione per tutti coloro che, a causa di una malattia o dell'età avanzata o di una menomazione, si fossero trovati nell'impossibilità di amministrare il proprio patrimonio.
E questo, inoltre, significava che chi fosse stato "interdetto", avrebbe perso ogni diritto a compiere la propria volontà, in qualsiasi campo o con qualsiasi grado o tipo di menomazione.

Il 18 aprile scorso il Ddl, che prevedeva l'istituzione di questa figura, ha ottenuto anche l'approvazione della Commissione Affari Sociali.
In quella sede L'on. Giacco definì questa iniziativa come "una risposta di civiltà per la tutela della qualità e della dignità della vita di persone disabili, anche quando i loro familiari non saranno nella condizione di poterli assistere, uno strumento più adeguato rispetto a quanto previsto dall'ordinamento attuale in grado di semplificare e snellire le attuali procedure in sede giurisdizionale che risultano lunghe, complesse e talvolta anche estremamente dispendiose".

Sono, infatti, più di un milione in Italia i disabili considerati gravi, a causa di patologie e disturbi psichici, che sono coinvolti in questo cambiamento.
Con questa modifica, tutte le forze politiche sono d'accordo, si lavora nell'interesse della dignità e dei diritti civili del disabile e di tutta la sua famiglia.
Secondo il nuovo art. 404 del Codice Civile, l'interdizione, quindi, non è più obbligatoria per queste categorie di disabili, perché l'Amministratore di Sostegno li aiuterà ad avere cura dei propri diritti e della persona, pur nel rispetto della loro autonomia e volontà.
Per quanto possibile verranno rispettate le scelte dell'interessato, che avrà anche la capacità di compiere alcuni atti giuridici, quelli "necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana".
E il disabile e la sua famiglia avranno anche il diritto di sapere con chi hanno a che fare: sarà il giudice tutelare a nominare e revocare l'Amministratore di Sostegno e a designare i suoi poteri, ma questi andranno notati a margine dei registri di stato civile, per consentire, appunto, di sapere se si tratti veramente di un Amministratore e di quali poteri effettivi sia, in realtà, dotato.

Adesso la parola spetta al Senato: meno durerà la discussione, prima si potrà dare una risposta concreta alle famiglie che da anni aspettano questa modifica.
Sembra, quindi, che si entri in Europa non solo con le monete, ma anche con la mentalità e con una nuova visione dei diritti civili.
In realtà, un po' tardivamente, visto che alla fine dell'Anno Europeo dei Disabili - ricorda Giacco - questa è l'unica proposta di legge a favore dei disabili, nata peraltro dal Centro-sinistra, ad essere stata approvata.

Eh, sì! La nostra bella Italia è un Paese lento quanto è antico... speriamo almeno che, cominciato a muoversi, non si fermi subito.