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Un unicum in tutto il Veneto: è Casa Madre Teresa di Calcutta, struttura per malati di Alzheimer aperta alle accoglienze diurne da un anno e mezzo e ora anche centro residenziale. Da quando sono cominciate le presenze nel nuovo reparto, il 19 febbraio, i pazienti inseriti sono stati 13. Al primo seguirà a breve l’apertura di un secondo nucleo, entrambi previsti per una ricezione di massimo 20 persone ciascuno. 

I nuclei residenziali sono stati presentati ufficialmente alla stampa in questi giorni: pensati sia per gli inserimenti permanenti delle persone, sia per quelli temporanei di sollievo alla famiglia, sia per alleviare situazioni di emergenza, si compongono di stanze da letto a due posti, cucina, sala da pranzo, stanze occupazionali (per la riabilitazione motoria e per le attività di laboratorio, che aiutano a mantenere le capacità cognitive), sale per le attività di classe, luoghi comuni.
Al centro il cosiddetto “giardino Alzheimer”, studiato appositamente, nella disposizione, costruzione e abbellimento, per utenti con problemi di demenza. 

Nella struttura, che rientra nella categoria socio-assistenziale, si utilizza la terapia di stimolazione cognitiva, un tipo di riabilitazione neuropsicologica che si è sviluppata nel trattamento della demenza e mira alla stimolazione costante e ripetuta delle funzioni che l’individuo non esercita più e che per questo andranno perdute. Dove possibile, punta anche a rendere abile il paziente nel raggiungere i suoi scopi aggirando la funzione perduta con l’uso di strategie e ausili esterni.
“L’obiettivo degli interventi riabilitativi nella demenza, infatti, non è ripristinare la funzione persa, ma, tenendo conto della disabilità del paziente, gli si permette il miglior funzionamento possibile nella propria rete sociale, affettiva e relazionale, migliorando la qualità della sua vita e rallentandone il peggioramento” spiega Emanuele Vignali, direttore sanitario di Casa Madre Teresa

Un recupero funzionale che può essere intensificato da interventi esterni come l’attività fisica, l’esperienza sensoriale, l’interazione sociale. Questa terapia è un elemento qualificante l’attività della struttura padovana: “I soggetti che ancora non si trovano in una fase troppo avanzata della malattia vengono sottoposti quotidianamente ad attività volte al mantenimento di funzionalità ancora residue e quindi al rallentamento dell’evoluzione del decadimento cognitivo” aggiunge il dottor Vignali.

Quali i risultati? Conclude Vignali: “L’analisi effettuata sui dati relativi alle prime persone che hanno cominciato a frequentare i centri diurni mostrano come anche in una realtà socio-sanitaria sia possibile ottenere risultati simili a quelli raggiunti in centri specializzati dell’area sanitaria. In particolare si è visto come con il protocollo di trattamento adottato a Casa Madre Teresa di Calcutta dopo 4 mesi di trattamento circa l’80% dei pazienti ha riportato un miglioramento del profilo cognitivo o, almeno, non ha presentato peggioramenti.
A distanza di 8 mesi dall’inizio del trattamento la percentuale di soggetti che continuavano a presentare un miglioramento o, almeno, una stabilizzazione del profilo cognitivo rispetto all’inizio del trattamento è stata di circa il 60%.
Anche per quel che riguarda l’autonomia nelle attività di vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, ecc.) a distanza di 8 mesi nel 60% dei soggetti si è osservato un mantenimento delle capacità; lo stato emotivo dei pazienti a 8 mesi dall’inizio del trattamento è migliorato in circa il 90% dei casi, mentre i disturbi comportamentali sono diminuiti per il 90% circa”.

  • La struttura:
    Il Centro Servizi Casa Madre Teresa di Calcutta è nato per accogliere persone affette dal morbo di Alzheimer e offrire a queste e ai familiari un supporto e un aiuto concreto. L’obiettivo è duplice: favorire il mantenimento delle funzioni dell’anziano il più a lungo possibile, ritardando la perdita dell’autonomia e l’esclusione dalla società; sostenere i familiari nell’impegnativo lavoro di assistenza e cura, fornendo loro nuove energie e nuovi strumenti per convivere con i loro cari ammalati.
    La struttura è suddivisa in due nuclei diurni (aperti rispettivamente il 25 settembre e 4 dicembre 2006) e due residenziali (il primo divenuto operativo il 19 febbraio 2008).
    I nuclei diurni sono un servizio dedicato alle fasi lieve e moderata della malattia, costituiscono un importante punto di riferimento occupazionale, socializzante e riabilitativo per le persone affette da demenza e integrano la rete familiare nell’organizzazione dell’assistenza a domicilio.
    Sono modulati in due livelli, uno a caratteristiche riabilitative e uno a caratteristiche prevalentemente socio-assistenziali, per meglio adattarsi alle necessità che variano nelle diverse fasi della malattia. Quando questa raggiunge le fasi più avanzate spesso risulta impossibile la frequenza stessa ai servizi diurni.


Il giardino Alzheimer

  • Il programma riabilitativo:
    Al momento dell’ingresso in struttura il paziente viene sottoposto a una valutazione cognitiva mediante il Mini Mental State Examination (MMSE) e l’Esame Neurologico Breve (ENB), a una valutazione dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana (B-ADL e I-ADL), a una valutazione emotiva e a una valutazione del comportamento.
    Il trattamento in quanto tale comporta la partecipazione a gruppi strutturati in cui alle persone vengono proposti interventi di Terapia di orientamento alla realtà, di Terapia della reminiscenza per l’orientamento personale, di Terapia della rimotivazione per sollecitare l’interesse verso gli stimoli esterni e per favorire l’interazione sociale, di Terapia della validazione per comprendere il personale vissuto di realtà dei pazienti e entrare in un contatto relazionale ed emotivo con loro. Oltre alla partecipazione a questi gruppi strutturati il trattamento riabilitativo prevede la partecipazione a gruppi di stimolazione delle attività quotidiane, di stimolazione delle abilità strumentali e di conversazione, a laboratori musicali, ad attività occupazionali come la cucina terapeutica e a momenti di attività motoria.
    La valutazione dei risultati del trattamento avviene sottoponendo ogni quattro mesi i pazienti agli stessi test della valutazione iniziale.

  • Per accedere ai servizi:
    Gli ingressi, sia diurni che residenziali, avvengono su progettazione delle Unità Valutative Multidimensionali (UVMD) dei distretti dell’ULSS di residenza che, dopo un’attenta valutazione dei bisogni della persona e della famiglia, attivano le risorse ritenute più idonee.
    L’attivazione della UVMD avviene per iniziativa dell’interessato o di un suo familiare, direttamente presso il Distretto Socio Sanitario o attraverso il medico di base o l’assistente sociale del Comune.

INFO:

Centro Servizi “Casa Madre Teresa di Calcutta”,
Via Mazzini 93,
35030 Sarmeola di Rubano (PD).
Tel. 0498972611,
fax 0498989232,
segreteriacmt@operadellaprovvidenza.it

Su Casa Madre Teresa vedi anche:
CASA MADRE TERESA APRE I CANTIERI 

Per approfondire sulla malattia:
LE PRIORITA' DELL'ALZHEIMER INTERPELLANO LA SOCIETA' CIVILE 

LA REGIONE VENETO IN PRIMA LINEA CONTRO L'ALZHEIMER
 

[Cinzia Agostini