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Siamo sempre all'erta quando si parla di integrazione.
Così, anche se non si parla direttamente di disabilità, nella situazione che vi presentiamo non manca di certo il riferimento all'abbattimento delle barriere, alla cultura solidale e accogliente, alla partecipazione condivisa.
Stiamo parlando del microcredito sociale, e in particolare di un esempio tra i tanti che stanno sempre più mettendo piede nell'idea di vicinanza con le persone in situazione di disagio.

Qui ad essere aiutate sono donne immigrate, nel contesto di Venezia. Protagonista della realizzazione è la Fondazione di Venezia, che ha erogato oltre 100mila euro per finanziare i progetti imprenditoriali di questi soggetti.
14 sono le richieste di finanziamenti per progetti legati all'occupabilità, 68 le domande per l'avvio di attività di impresa. E dal giugno del 2005 sono 16 le operazioni approvate.
L'iniziativa, che mira al sostegno delle categorie sociali deboli, prevede l'attivazione di prestiti solidali ed estesi a soggetti non "bancabili" secondo il sistema creditizio tradizionale (ovvero privi di garanzie patrimoniali). Superando un criterio meramente assistenzialistico, il progetto si propone quindi di trasformare il lavoro potenziale in lavoro effettivo e di prevenire il fenomeno grave e diffuso dell'usura.

I prestiti già attivati permetteranno in particolare alle donne immigrate di avviare un'attività di impresa o di riqualificarsi professionalmente sostenendo il processo di integrazione sociale e culturale, contribuendo al miglioramento della qualità della vita delle loro famiglie.
Dei 79 progetti proposti 23 rientrano nella categoria dei servizi (imprese di pulizie, call-center internazionali), 15 sono di tipo commerciale (commercio itinerante, prodotti tipici del paese di provenienza, prodotti alimentari) e ben 12 sono relativi all'apertura di attività come ristoranti e gastronomie, spesso con cucina tipica della nazionalità delle richiedenti.

Le 14 domande per il miglioramento delle condizioni e delle prospettive di occupabilità delle donne pesano per il 32% sul totale dei finanziamenti erogati e sono riferite ad esempio alla copertura di rate universitarie e alla copertura dei costi necessari alla frequenza di master professionalizzanti.
L'entità media del prestito per l'occupabilità è infatti pari a 4.943 euro contro gli 8.242 euro medi per l'avvio o lo sviluppo di un'attività imprenditoriale. E il progetto che fino ad oggi ha avuto la maggiore quota di finanziamento - 20mila euro - riguarda l'apertura di una fotocopisteria vicino all'università nel centro di Venezia.
Secondo i dati forniti, tra i paesi che rappresentano i principali bacini di provenienza delle 82 persone richiedenti emergono: Ucraina e Moldavia (9 e 7), Senegal (6), Nigeria (6), Marocco (7).

INFO:

Il sito ufficiale della Fondazione di Venezia

Altre occasioni in cui ci siamo occupati di microcredito:
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E di integrazione con gli immigrati:
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[Redazione]