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Sono il papà di un bambino di 10 anni affetto da Sindrome di Down e scrivo questa lettera per denunciare la situazione, che non so se definire disastrosa o scandalosa, in cui si trovano i genitori che decidono di far affrontare un percorso scolastico ad un figlio con handicap.
In Italia abbiamo la Legge 5 febbraio 1992, n.104, "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".
Leggendo i 44 articoli che la compongono potremmo affermare che l'Italia può essere posta al primo posto mondiale per come affronta i problemi dell'handicap.
Quando però un genitore come il sottoscritto si trova a dover affrontare i problemi quotidiani connessi al rapporto con le varie istituzioni, si rende conto che tra quanto deliberato e il quotidiano vi è una distanza di chilometri di anni luce.
In ogni modo per parlare della mia situazione:
ASSISTENZA
A pochi mesi dalla nascita di mio figlio, dopo molte ricerche, vengo inviato al S.I.M.E.E. della mia zona, a detta di molti il migliore della città, a cui rimaniamo in carico per cinque anni, i primi cinque anni di vita di un bambino, molto importanti per la sua crescita.
Cinque anni buttati ! Ho dovuto poi rivolgermi ad associazioni private.
INTEGRAZIONE SOCIALE (scolastica)
· Anno 1995/96:
Presentata domanda di iscrizione per l'asilo nido, ma non viene accettata.
Dopo essere stato passato come un pacco postale tra due nidi, finalmente si libera il posto ma con una insegnante di sostegno rientrata dalla maternità e quindi con orario ridotto ma con retta intera.
· Anni 1996/97 - 1997/98 - 1998/99:
Iscritto e accettato alla scuola materna con personale sotto-numero e insegnante di sostegno a tempo pieno o parziale mai vista.
· Anno 1999/2000: 1* Elementare
Dopo un inizio con cambio di vari insegnanti finalmente arriva una insegnante senza titolo ma che prende talmente a cuore la situazione al punto da frequentare corsi di specializzazione che le consentono di arrivare ad avere dopo due anni di studio la qualifica. Grazie a lei mio figlio si integra benissimo nell'ambito della classe e di tutta la scuola.
· Anno 2000/01:
Viene riconfermata la stessa insegnante di sostegno e mio figlio prosegue bene il suo percorso scolastico.
L'insegnante però alla fine dell'anno affronta i concorsi e vince quello per la scuola materna e quindi non potrà esserci l'anno successivo.
· Anno 2001/02: In un anno scolastico (nove mesi), mio figlio cambia sette insegnanti di sostegno.
· Anno 2002/03:
Nuova insegnante di sostegno.
Quest'ultima abita in una città a più di 1.000 km. di distanza dove ha lasciato una bimba di pochi mesi.
Mio figlio sta rifacendo a scuola lo stesso programma di due anni prima.
Dopo sette mesi e mezzo e dopo numerosi periodi di assenze sostituita da diverse supplenti, l'insegnante lascia la classe.
DIRITTI
Tralascio di parlare di tutta la burocrazia ed il tempo speso per far riconoscere l'invalidità di mio figlio.
Un solo episodio è che mio figlio, frequentando la scuola e sedute diverse di terapia riabilitativa, ha diritto ad una indennità di frequenza ( € 234,23 al mese per nove mesi/anno).
La domanda viene presentata ogni anno intorno ad ottobre, ma per la sua erogazione ci vogliono dai sette ai nove mesi.
Penso che tutta questa situazione non necessiti di commenti.
Io sono una persona tranquilla e in questi anni ho sempre pazientato su questa situazione, però nel nostro paese pare che, per usufruire dei propri diritti, conti solo chi fa la voce grossa ed è per questo che ho deciso di scrivere questa lettera per far sapere che, se qualche persona od istituzione mi volesse contattare per cercare insieme di smuovere qualche ostacolo che serva a migliorare la situazione di tutti quei genitori che si trovano nella mia stessa situazione, sono a disposizione.

Cordiali saluti

Giudici Rizziero
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