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La parola "handicap" indica le barriere che la società pone a una persona. E allora parliamo di bambini handicappati. Che la società non solo discrimina, ma che proprio non riconosce!
Esclusi e invisibili.

E' il titolo del rapporto 2006 UNICEF sulla condizione dell'infanzia nel mondo.
Si calcola che nel mondo ci siano 50 milioni di bambini invisibili.
Cioè non registrati in nessuna anagrafe, persone che non compaiono in nessuna statistica, e che non hanno nessuno servizio.
Quindi veramente handicappati.
Dice Alfredo Zannini, presidente Unicef per Padova, che abbiamo avvicinato per l'occasione: "tra gli invisibili ci sono anche quei bambini disabili, che sono ulteriormente svantaggiati. Povertà, ignoranza, disabilità e nessun riconoscimento fanno un insieme devastante. Si pensi che stiamo parlando di bambini".

Questi bambini non registrati alla nascita di fatto non sono riconosciuti come membri delle loro società. Non è garantita l'istruzione, un'assistenza sanitaria di qualità e altri servizi di base che influiscono sulla loro infanzia e sul loro futuro. Semplicemente, i bambini senza identità ufficiale non sono contati e non contano.

Notizie importanti anche sulla situazione dei bambini disabili: si stima che, globalmente, siano 150 milioni, la maggior parte in situazioni di discriminazione ed esclusione. La stragrande maggioranza dei bambini con disabilità del mondo in via di sviluppo non ha accesso a servizi di riabilitazione o sostegno e a molti è negata la possibilità di ottenere un'istruzione regolare. Ogni anno, tra i 250.000 e i 500.000 bambini continuano a diventare ciechi a causa della carenza di vitamina A, una sindrome facilmente prevenibile con gli integratori orali, che costano appena pochi centesimi.

Oltre ai 50 milioni di invisibili bisogna mettere in conto 171 milioni di bambini impiegati in lavori ad alto rischio, 2 milioni sfruttati dall'industria del sesso, oltre 100 milioni che non hanno mai visto un'aula scolastica, centinaia di migliaia di vittime di catastrofi naturali o guerre sconosciute.

Sfogliando la guida i dati impressionanti non mancano. Ma l'UNICEF non si limita a presentarli: propone anche delle strategie internazionali per abbattere drasticamente il numero dei bambini che si trovano in queste situazioni drammatiche. La responsabilità primaria di raggiungere in qualche modo questi bambini invisibili spetta ai governi, che devono incrementare gli sforzi in quattro settori chiave:

  • Ricerca, monitoraggio e reporting: i sistemi per registrare e monitorare la natura e la portata degli abusi sono essenziali per raggiungere i bambini esclusi e invisibili. 
  • Legislazione: le leggi nazionali devono essere adeguate agli impegni internazionali presi nei confronti dell'infanzia e le leggi che favoriscono discriminazioni devono essere modificate o abolite. Le leggi per perseguire chi fa del male ai bambini devono essere applicate coerentemente: per esempio, l'inefficace applicazione della legge perpetua l'atmosfera di impunità che circonda lo stupro dei bambini. 
  • Risorse e sviluppo delle capacità: legislazione e monitoraggio devono essere accompagnati da stanziamenti di risorse dedicate ai bambini e da un rafforzamento delle istituzioni che provvedono alle necessità dei bambini. 
  • Programmi: molti paesi e comunità hanno urgente bisogno di riforme che eliminino le barriere per i bambini esclusi dai servizi essenziali; per esempio, eliminare l'obbligo di presentare il certificato di nascita per l'iscrizione scolastica.

Per saperne di più il sito da visitare è quello della sezione italiana dell'Unicef.

A questo link si può poi scaricare il file pdf completo del rapporto 2006 (1770 kb).

Di seguito altri articoli in cui ci siamo occupati dell'azione dell'Unicef a favore dei bambini.

SOS SUDAN: L'APPELLO DELL'UNICEF

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[Alberto Friso]