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Vi ricordate dei due fantomatici raccoglitori di fondi per l'anno del disabile, nel bellunese?
La vicenda, che abbiamo commentato in un articolo del 9 marzo (clicca qui), aveva subito destato stupore e indignazione nel mondo della disabilità e tra le persone di buon cuore sensibili ai problemi degli altri, che hanno visto far leva ancora una volta sulla loro disponibilità all'aiuto per essere raggirate.

Passato il primo momento di sconforto, la conseguenza più importante e costruttiva dell'episodio è stato l'interrogarsi, da parte delle associazioni bellunesi che operano nel settore, sulla trasparenza del proprio agire in termini di gestione delle risorse economiche, frutto di donazioni e ricavato di varie iniziative di autofinanziamento.
Non che questa sensibilità non fosse già ben presente e oggetto di attenzione.
Tuttavia, l'occasione di fare una riflessione in merito è stata colta al volo molto autorevolmente dal Comitato d'Intesa delle Associazioni Volontaristiche della provincia di Belluno, che ha proposto un protocollo di norme per l'autofinanziamento.
In pratica, tutto ciò che bisogna sapere, le attenzioni da avere, i particolari da curare, per gestire in maniera ineccepibile l'economia della propria associazione, senza rischiare nessuna ambiguità, voluta o non.

Le indicazioni comportamentali proposte mirano principalmente a tutelare due soggetti: il privato, o l'ente, sostenitore di una determinata iniziativa, che vede garantita la propria donazione fino alla realizzazione del progetto proposto, e l'associazione stessa, che ha un ritorno di immagine sia in termini di visibilità che di trasparenza.

Gli elementi fondamentali risultano dunque essere l'adeguata pubblicizzazione dell'attività di autofinanziamento, mediante i canali informativi disponibili; la chiarezza nei contenuti proposti, nei tempi e nelle modalità del progetto che si va a pubblicizzare e a finanziare aderendo; la redazione dei risultati ottenuti, che devono essere verificabili al massimo alla distanza di un anno.
Un ulteriore attenzione che il Comitato d'Intesa segnala con il suo documento è infine la necessità di una maggior coordinazione tra le iniziative proposte dalle diverse associazioni: sviluppare sinergie è una ricchezza e una necessità sempre da rivalutare.
L'utilità di certe indicazioni sulla trasparenza formulate dal Comitato Bellunese travalica evidentemente i confini della provincia.

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