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Dalla Caritas diocesana di Vicenza parte l'appello solidale "Una famiglia per Maria e il suo bambino". Destinatarie del messaggio sono chiaramente le famiglie della provincia, perché possano contribuire a dare un taglio, o per lo meno una svolta, al problema delle donne, spesso straniere, costrette a vivere sole e con figli a carico in situazioni di precarietà economica e sociale.

Un'emergenza cresciuta considerevolmente nel Vicentino durante il 2005 e alla quale lo Sportello Donna organizzato dalla Caritas fa fronte quotidianamente. I dati resi noti dalla Caritas dimostrano le notevoli dimensioni del problema: senza calcolare le situazioni precedenti, nei primi undici mesi del 2005 hanno chiesto aiuto 154 donne, con una media di un caso ogni due giorni.

Nel complesso, le italiane hanno chiesto aiuto allo Sportello Donna perché vivono sole con i figli o in famiglie monoreddito con bambini.
Tra le straniere, i problemi riscontrati sono l'abbandono del compagno, la mancanza di lavoro, di abitazione e di persone a cui affidare i figli per potersi dedicare a qualche impiego. Non mancano difficoltà dovute al disagio sociale o a ricongiungimenti familiari, soprattutto se avvenuti in concomitanza con la perdita di lavoro da parte del coniuge.

Lo Sportello Donna ha cercato di venire incontro alle richieste di tutte coloro che si sono rivolte al servizio; in particolare, le esigenze più sentite hanno riguardato l'alloggio, i documenti, vestiario e contributi per il sostentamento.

Di fronte alle molteplici situazioni che la Caritas deve affrontare, ecco che la comunità vicentina può venire in aiuto.
"Un sollievo potrebbe essere individuato nell'accoglienza e nella solidarietà di qualche famiglia vicentina che voglia star loro vicino per un periodo di tempo", afferma don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas vicentina.
Un sostegno notevole, quindi, per la Caritas che comunque, ribadisce Sandonà, "non intende sostituirsi ai servizi sociali preposti, semmai tentare di far fronte a vere e proprie emergenze che vedano, se possibile, un coinvolgimento solerte dei comuni o comunque l'individuazione di percorsi che permettano anche a donne che non possono restare in Italia la speranza di un futuro nella loro terra".

Come sono diverse le vicende dietro ogni caso affrontato dallo Sportello Donna, così sono molte le maniere in cui le famiglie possono aiutare la Caritas: oltre all'accoglienza in casa, si possono anche solo accudire i bambini, mettere a disposizione appartamenti, oppure donare pannolini e alimenti per l'infanzia.

Un'iniziativa, dunque, dal grande valore umanitario, soprattutto in questo momento dell'anno: perché l'aiuto di una madre e del figlio faccia ancor di più capire il vero senso del Natale.

Per approfondire:
Caritas Diocesana Vicentina

Ci siamo già occupati di iniziative a sostegno di chi vive in condizioni di disagio:

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[Roberto Bonaldi