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Lalitha ha finito di farsi operare, usa le stampelle e finalmente non e' piu' costretta ad avanzare a quattrozampe. Adesso frequenta la scuola con regolarita' e continua la riabilitazione. E'una piccola dalit, una fuori casta della regione del Tamilnadu, nel sud dell'India. Oltre ad essere dalit, ha avuto anche la sfortuna di ammalarsi di poliomielite. La sua vita e' migliorata molto da quando e' stata adottata a distanza, insieme ad altri quaranta giovani che frequentano il Cater Trust della citta' di Tiruchirapalli, da due gruppi vicentini di volontariato (con e per i disabili) Oltre le mura e Adelante.

La proposta delle adozioni a distanza di disabili nel sud del mondo e' stata una delle iniziative della Caritas della Diocesi di Vicenza per l'anno giubilare. Vi hanno aderito in molti, pertanto il progetto continua.

<< I dalit - racconta don Giovanni Cecchetto, coordinatore della commissione Caritas "Handicap e comunita' cristiana", tornato recentemente da un viaggio in India proprio per conoscere i partner locali del progetto - non hanno diritti, non hanno voce per farsi ascoltare, sono i servi dei
latifondisti che li sfruttano e li trattano come schiavi. Lascio immaginare, in questo contesto, quale possa essere la situazione in cui vivono i disabili, chiusi o relegati in casa e senza prospettive per il futuro >>.

Attualmente il Cater Trust ne segue 740, sparsi in tanti villaggi. Per mezzo di terapie, protesi, interventi chirurgici i disabili vengono portati fuori casa, inseriti nella scuola, avviati a qualche lavoro artigianale.

La maggior parte dei disabili e' affetta da poliomielite, che, non curata, produce terribili malformita'. Con i contributi delle adozioni si pagano le carrozzine, ma soprattutto le operazioni che permettono ai disabili di star seduti e di iniziare la riabilitazione, vengono comprati i libri di scuola, si aiuta la famiglia a comprare una mucca, una capra, magari una bici.

Adesso ci sono altri ottanta giovani che, grazie a un'adozione a distanza, potrebbero veder cambiare la loro vita. E' la nuova proposta che la Caritas fa a gruppi, famiglie, singole persone: adottare uno di questi ragazzi e ragazze. C'e' anche la possibilita' di scrivere loro in inglese. L'impegno per l'adozione (che varia dalle 300 alle 600mila lire all'anno) dura tre anni, alla fine dei quali il Cater Trust si e' impegnato a comunicare se il giovane necessita ancora di aiuto.

Il progetto delle adozioni a distanza dei disabili riguarda poi anche l'Africa. Ne beneficiano gia' quindici ragazzi disabili ghanesi seguiti dai missionari di don Guanella al Centro Santa Teresa di Abor, vicino ad Accra.

In tutti e due i casi - India e Ghana - l'aiuto, economicamente modesto, non cambia il tenore di vita in rapporto a quello delle altre famiglie della zona. Non si creano ingiuste sperequazioni fra chi e' seguito a distanza e chi no, ma si aiutano semplicemente i disabili e le loro famiglie a uscire
dall'emarginazione e dall'isolamento, progettando un domani migliore.

La proposta di adottare a distanza un disabile in India o in Ghana e' rivolta a singole persone, famiglie, gruppi. Chi fosse interessato puo' rivolgersi a don Giovanni Cecchetto (tel. 0444/547413) o direttamente alla Caritas diocesana di Vicenza in contra' Torretti 38 (tel. 0444/304986,e-mail
segreteria@caritas.vicenza.it, www.caritas.vicenza.it).


Barbara Favaron

Barbara Favaron - bieffe@disabiliforum.com