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Quando le necessità delle persone interpellano, e non si sa più dove sbattere la testa, ci si ingegna.
Se poi a soffrire è il presente e il futuro dei propri figli, non ci si risparmia nel trovare soluzioni.
Anche se magari si potrebbe credere che piena responsabilità della soluzione dei problemi dei disabili mentali - di questo stiamo parlando - sia della società. Che sia l'istituzione pubblica a dovere intervenire, punto. O comunque prioritariamente.

La storia che vi raccontiamo dimostra che a volte può succedere anche qualcosa di diverso.
Per farlo vi si porta in provincia di Padova, nella località termale di Abano.
Dodici famiglie, accomunate dall'avere al loro interno persone con disagio di tipo psichico.
E il problema di cosa fare in previsione di un inevitabile "dopo di noi". Intanto si costituiscono in Associazione dei Familiari "Il Fa.R.O.".
Coscienti delle difficoltà di ricezione delle strutture già presenti (sempre troppo poche), e della parallela carenza di risorse dell'istituzione pubblica, le famiglie si sono autotassate, investendo 20mila euro ciascuna, per la realizzazione di una comunità alloggio da 12 posti.

Tanti soldi: ma comunque non sufficienti. Sono bastati per il 75% della spesa.
La restante parte l'ha messa la Regione Veneto, con l'interessamento di Antonio De Poli prima, e di Stefano Valdegamberi poi, assessori alle politiche sociali regionali negli ultimi anni.
Il terreno l'ha messo in comodato d'uso il Comune di Abano.
L'Ulss di riferimento, la numero 16, ha inserito il progetto nel proprio piano di zona.
La cooperativa Nuova Idea ha condiviso con l'associazione il percorso, e gestirà la casa alloggio.

Non è solo una "storia". E' una delle fasi del Progetto Orizzonti, che si conclude in questo inizio di giugno con l'inaugurazione della struttura.
Duplice inaugurazione: perchè oltre alla comunità alloggio si apre la nuova sede del Centro Riabilitativo Diurno per la salute mentale, che trova così una più appropriata base per le proprie attività, iniziate fin dal 1997. Le due strutture sono vicine l'una all'altra, e immerse nel verde del quartiere residenziale.

"Quanto si è realizzato - ha commentato Michela Carmen Gurian, Presidente della cooperativa Nuova Idea - è un esempio di sussidiarietà concretizzata, che ha portato a un arricchimento di servizi per tutto il territorio. Le famiglie si sono proposte alla comunità come risolutrici di difficoltà, dando una forma di risposta a un bisogno, invece di chedere tutto al pubblico".

La location è sottolineata da Paolo Gruppo, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Abano Terme: "Il centro sorge vicino alle case, e al contesto di vita delle persone che verrano a vivere in questo centro. I diversi consigli comunali che si sono succeduti hanno fatto tutto il possibile, senza differenza di schieramento, per sostenere questo progetto, che finalmente vediamo andare in porto".

A maggior ragione soddisfatto è Emilio Sollier, presidente dell'associazione dei Familiari Il Fa.R.O: "E' un traguardo che abbiamo fortemente voluto. La casa alloggio è già in rodaggio: sono ospitate 7 persone, diventeranno 10 a fine anno. E' un servizio alla comunità: solo alcuni degli attuali ragazzi ospitati sono i figli delle famiglie dell'associazione. Perchè il progetto è per quando non ce la faremo più, e per quando non ci saremo più. Ma finchè abbiamo le energie, i nostri figli vivono con noi, sapendo che avranno una casa anche un domani".

Il taglio del nastro è previsto per sabato 9 giugno, col programma che trovate nella nostra sezione agenda. Siete tutti invitati!

INFO:

Cooperativa sociale Nuova Idea 
Centro riabilitativo diurno
via Puccini 49/a
Abano Terme (PD)
tel. 049 860 13 77
fax 049 861 03 45
centropsy@cooperativanuovaidea.it

Il sito del Comune di Abano Terme

Altre iniziative della Cooperativa Nuova Idea di cui ci siamo occupati in passato:
IDEE VERDI E NUOVA IDEA VINCONO… IN FERTILITA'

L'APPELLO DELLE COOPERATIVE SOCIALI IDEE VERDI, IDEOGRAMMI, NUOVA IDEA E ASSOCIAZIONE IL FARO


[Alberto Friso]