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Quante volte la gradevolezza prevale sulla funzionalità di una comunicazione?
Troppo spesso, e a rimetterci sono la chiarezza, la leggibilità, l'accessibilità dei messaggi.
Il più delle volte infatti, perché il messaggio sia efficace, non basta scriverlo: è necessario farlo in modo graficamente corretto, affinché anche chi ha dei disturbi alla vista, come i disabili visivi o le persone anziane, possa leggere senza fatica. Provate a guardarvi in giro con attenzione: troverete date di scadenza di alimenti scritte con caratteri microscopici, apparecchi con tasti mimetizzati (gradevoli, ma inutilizzabili da molti), modulistica illeggibile, orari negli aeroporti o alle stazioni incomprensibili...
L'esperienza empirica dei professionisti e, soprattutto, quella vissuta delle persone, evidenziano come si possa fare molto per migliorare la leggibilità dei testi che quotidianamente consultiamo al fine di garantire a tutti l'accesso alla cultura e all'informazione.

Un passo in avanti, in questo senso, è stato fatto con la pubblicazione di "Questione di leggibilità - Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi", uno strumento realizzato dal Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia.
Non un manuale tecnico, ma uno strumento di proposta e sensibilizzazione che si compone di cinque capitoli. Il primo affronta la questione della leggibilità dal punto di vista sociale ed evidenzia i rischi di emarginazione che il problema potrebbe causare. Nel secondo si analizza lo stesso tema dal punto di vista medico; si entra poi nel cuore del problema con l'esame dei singoli fattori che condizionano la leggibilità. Due capitoli infine sono dedicati allo studio della leggibilità in rapporto ad ambiti specifici quali il web e le tecnologie di uso quotidiano.
Un tema scontato? Solo apparentemente, perchè in realtà è tenuto ancora in scarsa considerazione. Oltre alla popolazione anziana ed agli ipovedenti gravi, esiste una considerevole fascia di popolazione che presenta una minorazione visiva tale da non essere considerata disabilità, ma certamente in grado di creare problemi e disagio di fronte a prodotti poco leggibili. Parliamo di quella fascia di persone che ha una visione compresa, con tutte le correzioni, tra i 3/10 e i 6/10 e che, assieme al gruppo degli anziani in generale, costituisce una vastissima e crescente zona grigia, mai sufficientemente considerata, sia dagli esperti oculisti, sia dalla società che continua a produrre comunicazione e oggetti sempre più formalmente elaborati, ma sempre meno accessibili. Una zona grigia, si diceva, perché composta da gente che non si vede, che non viene riconosciuta come svantaggiata, che non è rappresentata da alcuna associazione.
Per queste persone non esistono prodotti specifici e nessun ausilio, a parte gli occhiali.

"Questione di leggibilità - Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi" è il risultato di un progetto co-finanziato dalla Regione Veneto - Assessorato alle Politiche Sociali nel 2003 Anno Europeo delle Persone con Disabilità. Per visualizzare e scaricare l'intero volume, clicca qua

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[Francesca Lorandi]