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A misura di bambino.
E' la prima volta, a livello italiano.
Per aiutare due categorie di minori: i bambini maltrattati, e quelli affetti da patologie inguaribili, disabili o meno.
Si tratta della Casa del Bambino, sede di due Centri di riferimento Regionali per il Veneto, con sede a Padova.
C'è l'Hospice pediatrico, ovvero un centro residenziale di cure palliative, e l'Unità di crisi per la diagnostica dei bambini maltrattati.
Due realizzazioni che "sembrano molto diverse - ha spiegato la d.ssa Paola Facchin, che dirige il centro anti maltrattamento - ma che condividono l'essere situazioni che riguardano non solo l'ambito sanitario. Un bambino che è coinvolto in uno di questi due problemi vive un problema che inizia come fisico, ma che poi va a toccare tutti gli aspetti della sua personalità".

La presa in carico di queste situazioni multiproblematiche richiede un approccio multidisciplinare, e che coinvolga la rete degli enti del territorio.
E qui sta una delle chiavi di volta del progetto: la compartecipazione della Regione Veneto, della locale Azienda Uls 16, dell'Azienda ospedaliera di Padova, l'Università, il Ministero della Salute, la Fondazione CaRiPaRo, la Fondazione Salus Pueri.
E ancora, i volontari, le famiglie dei piccoli degenti, e tutto il personale del Dipartimento di Pediatria dell'Ospedale di Padova, diretto da Franco Zacchello.
Grande soddisfazione è stata espressa da Fortunato Rao, Direttore Generale dell'Ulss 16, e da Adriano Cestrone, Direttore Generale dell'Azienda ospedaliera.
Proprio quest'ultimo ha ripercorso la genesi del progetto: "E' stato un lungo lavoro, iniziato circa 20 anni fa con uno dei primi momenti di sinergia tra i due enti. Il risultato è una struttura che è vicina all'ospedale senza esserlo, a misura di bambino".

"La Casa del Bambino si inserisce in una filiera di servizi già attiva - ha sottolineato per parte sua il dottor Rao - con un modello unico in Italia, e che nasce nel segno dell'umanizzazione dei servizi".
E' toccato al direttore della Clinica Pediatrica, il Prof. Giorgio Perilongo, individuare i fili conduttori dell'intervento: "Ne sono stati scelti due, che hanno ispirato il nostro agire. Il primo è lo sforzo di rendere pediatria un ospedale senza dolore. Il secondo è la necessità di porre attenzione al bambino anche nei suoi bisogno meno espressi. Lo facciamo anche con questa nuova struttura, innovativa non solo nell'approccio, ma anche da un punto di vista scientifico e assistenziale".


Lo stabile in cui si sono insediati i due centri, in via Ospedale Civile 55

Orgogliosa di poter presenziare a un momento tanto importante si è detta anche Francesca Martini, assessore alle politiche sanitarie delle Regione Veneto: "la sofferenza del bambino è la sintesi della fragilità. Come regione dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere percorsi che aiutino queste persone e le loro famiglie a vivere la loro situazione nella maniera meno traumatica possibile. C'è ancora molto da fare: speriamo che casi di eccellenza come la Casa del Bambino possano essere un volano di positività per tutti gli ospedali del territorio, e che possano trovare il seguito anche in altre realtà regionali".

  • Hospice pediatrico cosa è
    Lo spieghiamo avvalendoci della presentazione della dott.sa Franca Benini, direttrice del Centro.
    "Nonostante i progressi delle medicina, ci sono bambini che non ce la fanno. Abbiamo un dovere di presa in carico anche nei loro confronti, anche quando il dolore diventa drammatico, nei casi in cui non basta il controllo dei sintomi. In questa struttura, composta di spazi residenziali, ovvero 4 stanze di degenza, ciascuna con bagno e cucina, si affronteranno le malattie pediatriche inguaribili, per dare sollievo alla sofferenza. I casi in questione non sono pochi: circa 650 bambini hanno bisogno di cure palliative in Veneto. Di loro circa 60 all'anno muoiono. Le patologie presenti sono oncologiche in circa il 25% dei casi, mentre per il resto sono soprattutto persone colpite da malattie rare".

  • Centro regionale per la diagnostica del bambino maltrattato cosa è
    Già esiste in Veneto una rete di 5 centri che si occupa di questo problema.
    La nuova struttura completa questo servizio, andando a intervenire nello specifico sulla diagnosi, nel frangente in cui si inizi a sospettare il maltrattamento, in seguito a segni e sintomi acuti che si manifestino in ambito ospedaliero. I casi di abuso e maltrattamento in Veneto sono all'incirca 3500 all'anno.
    Le diagnosi vanno a toccare tre punti:
      - la malattia, ovvero quale tipo di maltrattamento il bambino ha subito, se lo ha subito.
      - il danno, come effetto del maltrattamento. Si valuta sia il presente, ovvero il danno attuale, sia in prospettiva, quale potrebbe essere nell'evoluzione della vita
      - le risorse, ovvero quali potenzialità si possono andare a sollecitare, nel bambino e nella sua famiglia.

Entrambi i centri potranno effettuare il ricovero dei pazienti, percorsi integrati di presa in carico, e consulenze formalizzate a distanza, grazie al collegamento telematico con gli ospedali della regione, e con le case delle famiglie più a rischio.

INFO:

Il sito dell'Azienda Ospedaliera di Padova

Il coloratissimo sito del Dipartimento di Pediatria dell'università di Padova

Il sito dell'Ulss 16 di Padova

La pagina dedicata alla sanità nel portale della Regione Veneto 

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[Alberto Friso