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equitabileAttraverso "il gioco dell'equitazione" è possibile imparare una comunicazione "nuova"

Nel pensiero di ognuno di noi, il cavallo è da sempre uno straordinario simbolo di libertà e di forza: se ad esso associamo una persona o un bambino disabile si parla sempre e solo di Ippoterapia, come se la somma di questi due elementi possa dare sempre come risultato finale la riabilitazione.
Qualunque attività proposta ad un disabile cambia spesso di nome con l'aggiunta della parola "terapia": sembra che il timore verso qualsiasi tipo di diversità possa venire allontanato dando un nome diverso a quello che spesso tutti noi facciamo magari in maniera del tutto simile‑¬¦
Il "lavoro" di un normodotato diventa così per un disabile "ergoterapia"; le attività artistiche diventano "arteterapia"; l'"equitazione" diventa "ippoterapia". Tutto viene terapizzato!
Purtroppo la disabilità non è sempre una malattia curabile con medicine o con la riabilitazione: spesso è uno stato esistenziale con il quale la persona deve convivere; la questione è capire come convivere e come approcciare con persone con disabilità o a rischio di emarginazione sociale.

Da queste basi, anticipando di gran lunga l'anno europeo 2003 delle persone disabili e 2004 dell'Educazione attraverso lo Sport, è nato EQUITABILE® con lo scopo di offrire qualcosa di diverso e più stimolante ai cavalieri disabili rispetto alle tradizionali proposte.
Partendo dall'importanza del valore delle diversità in genere che dovrebbero essere sempre vissute come risorse e, promuovendo il concetto delle diverse abilità come elemento sostitutivo dell'idea di disabilità (intesa come non abilità a fare), personalmente ho coniato un nuovo termine: l'IPO-TERAPIA, ossia la "poca terapia", per evidenziare quanto persone con problemi possano evidenziare diverse abilità nello svolgere la propria attività equestre.
Troppo spesso si guardano queste persone come non abili, evidenziando una ormai diffusa supponenza della nostra Società nel concentrare l'attenzione sulle componenti negative di alcuni individui; se riuscissimo a guardare le stesse persone nelle loro componenti di potenzialità potremmo innanzitutto abbattere uno spesso muro di pregiudizio ma, soprattutto, porremmo le basi per una maggiore possibilità di inclusione sociale.
Ecco perché ad oggi un centinaio di quadri tecnici di Equitazione Integrata EQUITABILE® operano attivamente al recupero delle persone con difficoltà attraverso l'equitazione, spinti dalla convinzione che lo sport, valido strumento educativo e socializzante, possa essere la vera evoluzione della terapia.

Senza voler minimizzare l'importanza della riabilitazione equestre, nella quale il cavallo riveste un ruolo decisivo attraverso il suo movimento, l'attenzione in EQUITABILE® è rivolta alla capacità di mediazione che il cavallo convoglia nel lavoro con soggetti con difficoltà e alle loro abilità residue.
Attraverso "il gioco dell'equitazione" è possibile imparare una comunicazione "nuova", più stimolante, ed apprendere comportamenti accettati dal cavallo: la componente educativa che l'equitazione offre è una delle massime espressioni di consapevolezza e integrazione di emozioni, affettività , compiti, regole, abilità e responsabilizzazione.
L'obiettivo deve sempre mirare alla ricerca della Persona e non del cavaliere: l'ottenimento di competenze specifiche del mondo equestre è solo finalizzato alla generalizzazione di abilità spendibili nella vita di tutti i giorni.

Per un disabile intellettivo l'interazione con un animale rappresenta prima di tutto attenzione alla sua cura, ai suoi bisogni, al suo stato di salute e all'umore; dedicargli tempo ed energie, oltre ad essere una positiva esperienza personale, insegna la responsabilità .
E' questo forse l'unico ambito che può rendere una persona consapevole che qualcuno dipende da lui e dalle sue scelte ed azioni: tutte le attenzioni subite dal disabile, spesso soffocanti, di educatori,insegnanti di sostegno, genitori, vengono in questo modo convogliate e dirottate positivamente ad un essere maggiormente bisognoso giocando un ruolo fondamentale sull'autostima del soggetto.

Fino a qui il cavallo rientra nell'area di influenza della Pet Therapy (da poco riabilitata dall'ex Ministro Sirchia come Terapia del Benessere nella nuova Carta dei Diritti degli Animali), ma in aggiunta a questo approccio il nobile animale ha una marcia in più: il poter portare ed il poter essere guidato.
Pensiamo alla sensazione che una persona con difficoltà motorie può provare nella conduzione di un cavallo: la libertà di movimento senza l'aiuto di nulla e dei nessuno!
Fino a qui tutto sembrerebbe rivolto alle diverse abilità e, in un certo senso, potrebbe apparire che quanto proposto sia la falsa riga di quanto già fanno altre Realtà nel campo del Sociale: il movimento EQUITABILE® si rivolge anche e soprattutto a tutti quegli strati a rischio di esclusione sociale come le diversità etniche, culturali, le Seconde Generazioni dei figli di immigrati e giovani con problematiche relazionali, non necessariamente "disabili".

Il punto di partenza e di arrivo in EQUITABILE® è sempre indirizzato all'Inclusione Sociale attraverso il nobile animale: l'occasione di incontro tra le diversità in genere, attraverso un partner quale il cavallo e l'equitazione può essere il volano per abbattere alcuni muri del pregiudizio, e se la conoscenza reciproca è il mezzo per mitigare questa anacronistica "paura del diverso" il gioco è fatto.


Lambruschi Roberto
Coordinatore Nazionale dell'Equitazione Integrata EQUITABILE®


INFO:
http://www.equitabile.it


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