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Le leggi attuali garantiscono ai disabili l'inserimento e l'integrazione scolastica; nessuno, apertamente, nega questo diritto ma tra garantire l'integrazione a parole e realizzarla la differenza è enorme. Aumentano le leggi, crescono le garanzie (?), viene decentrato il potere di organizzare e di controllare, ma i diritti elementari dei cittadini più deboli ed in particolare dei disabili rimangono in gran parte disattesi. Il 13 maggio 2000 il Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara, insieme ad alcune Associazioni e Cooperative Sociali della Provincia di Ferrara, organizzò un convegno sull’integrazione scolastica dal titolo “Costruiamo insieme la scuola di tutti”; obiettivi della giornata erano quelli di offrire un occasione di confronto costruttivo fra Associazioni, Enti ed Istituzioni su alcuni aspetti problematici inerenti l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, di verificare lo stato di attuazione degli Accordi di Programma previsti dalla Legge 104/1992 (la cosiddetta "Legge Quadro sull'Handicap") e di confrontare le varie esperienze regionali. Nel confronto emerse l’arretratezza di Ferrara quale unica provincia dell’Emilia Romagna a non essersi ancora dotata di accordi di programma. Una legge dello Stato (L.104/92) impone alle province di far sottoscrivere, agli enti responsabili, accordi che li impegnino a seconda delle proprie competenze e responsabilità ad investire risorse per garantire il diritto allo studio dei ragazzi disabili. A quel Convegno i responsabili di Comune, Provincia, Azienda USL, Provveditorato agli Studi nei loro interventi si impegnarono pubblicamente a formalizzare, in tempi brevi, la bozza di accordi di programma presentata. Ad un anno di distanza la bozza è rimasta tale. Ad un anno di distanza i problemi per gli studenti disabili sono cresciuti ancora (come testimoniano le numerose segnalazioni al punto d’ascolto dell’A.I.A.S.). A nove anni dalla legge 104 la provincia di Ferrara è ancora senza accordi di programma. Dobbiamo pensare che quel Convegno sia servito soltanto come “passerella” per i responsabili degli Enti e delle Istituzioni? Come associazione siamo convinti che non siano sufficienti gli accordi di programma a garantire il diritto di stare decentemente a scuola; per questo occorrerebbe il rispetto delle leggi, professionalità e tanto buon senso (ma per questo non hanno ancora istituito nessun corso di laurea). Ma riteniamo sia indispensabile stabilire attraverso gli accordi di programma veri e propri contratti, dove le parti definiscano anche le risorse economiche ed umane da impiegare ed i tempi di erogazione delle stesse, oltre ad un coordinamento delle professionalità, delle responsabilità, delle idee e degli impegni. Il prossimo sforzo del volontariato ferrarese sarà quello di pubblicare gli atti del convegno dello scorso anno: dal confronto con la realtà emergeranno, in maniera oggettiva, le promesse false e demagogiche, il confronto impari con le altre province dell’Emilia Romagna, l’assenza di sensibilità e la mancanza della volontà politica di risolvere i problemi insieme. Concludevamo il nostro intervento al Convegno "Costruiamo insieme la scuola di tutti" chiarendo quale è per noi il significato della parola "Integrazione": dialogo, comunione di intenti, lavoro comune, confronto di idee, scambio di esperienze, costruzione di professionalità, sperimentazione, verifica, progettualità. Cosa significa invece la parola "Integrazione" per i responsabili di Comune, Provincia, Azienda USL, Provveditorato agli Studi? Siamo davvero curiosi di conoscerne l'interpretazione.
Ferrara, 21 aprile 2001

Per il gruppo delle Associazioni e Cooperative organizzatrici del convegno “Costruiamo insieme la scuola di tutti”

Vito Martiello Centro Servizi Volontariato - Ferrara

Nicola Quirico - nicola@disabiliforum.com