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montascaleVediamo le tutele giuridiche (e i vuoti normativi) nel caso in cui sia necessario richiedere alla Asl un ausilio sostitutivo per guasto


Ricordo che una mattina, frequentavo ancora il liceo, la mia amica Camilla mi fece trovare sul banco un foglietto ripiegato in quattro. Al suo interno vi era una bellissima caricatura. Ero raffigurata seduta su di una specie di sedia-trattore ed indossavo una tutina da supereroe dotata anche dell' immancabile mantello.  La didascalia recitava: "Cara SuperAgny, le tue giornate sono piene di ostacoli ed imprevisti, ma niente e nessuno ti potrà mai fermare... Io ti vedo così!".

A distanza di  ben tredici anni, questo piccolo episodio mi fa ancora ridere di cuore e sebbene non sia ancora divenuta una famosa eroina dei fumetti, posso dire di aver acquisito una certa abilità nel risolvere spinose questioni, che rappresentano, per una persona disabile, un vero e proprio ostacolo allo svolgimento di una normale vita quotidiana e di relazione.
Numerose sono le brevi storie che potrei raccontare, ma oggi ho deciso di soffermarmi su di un episodio che ha visto quali protagonisti principali, me e il mio fido montascale  a cingoli.

Dopo anni  di onorato servizio, l'ausilio in questione ha deciso di abbandonarmi su di una rampa di scale proprio alla vigilia di una lunga serie di festività. Recatami, come consuetudine, presso l'Ufficio Protesi del mio Distretto per far compilare il classico modulo per ottenere il nullaosta alla fornitura del presidio, ad attendermi  vi era un' amara scoperta. Nonostante la gravità e particolarità della situazione, non esisteva alcuna corsia preferenziale, e la pratica avrebbe dovuto seguire il lungo iter di prassi, tempistica compresa.
A questo punto ero davanti a un bivio: rassegnarmi alla clausura in attesa che il pachiderma burocratico si mettesse lentamente in moto o smuovere la situazione usando ciò che, prima la vita,  poi le aule universitarie, mi avevano insegnato. Io ho scelto - ovviamente! - la seconda opzione.


Contattati gli Uffici  competenti per richiedere un apparecchio sostitutivo da utilizzarsi fino all'arrivo di quello autorizzato e fornito dal SSN, veniva alla luce come nessuna norma contemplasse l' insorgere di tale evenienza. Il vuoto normativo è una delle situazioni che  spaventa maggiormente il  cittadino, ancor più se diversamente abile, perchè si sente in balia degli eventi e vede, nel fidarsi del semplice buonsenso del singolo interlocutore, l'unica strada percorribile: un vero e proprio salto nel vuoto.
In realtà, in questo come in moltissimi altri casi, celati nell'ordinamento e non solo, vi sono solidi appigli per sentirsi più tutelati nell'attesa che chi dovere  si accorga della macroscopica "svista" e vi ponga rimedio.

Innanzitutto  viene in aiuto in tal senso, un'interpretazione estensiva del dettato costituzionale in primis del principio di uguaglianza e pari dignità sociale, che troviamo enunciato nell'art. 3 della Carta, insieme al  dovere di rimozione degli ostacoli impedenti la concretizzazione dello stesso.
Ricordare a chi di dovere  che non potersi spostare da casa, rinunciando alla propria vita lavorativa e di relazione impedendo  così la piena espressione della propria personalità porta ad una lesione di questo e di altri diritti fondamentali, sarà un argomento contro cui difficilmente sorgeranno obiezioni.
Bisogna poi tenere a mente che la privazione della libertà personale può assumere rilevanza penale.


E' importante infine conoscere un dato che esula dall'ambito giuridico ma possiede grande rilevanza: vi sono  migliaia di ausili, montascale compresi, che giacciono in completo stato di abbandono nei depositi delle Asl; alcuni  sono effettivamente vetusti ed inutilizzabili, moltissimi sono invece ancora fruibili, magari dopo piccole messe a punto. In pochi lo sanno e in pochissimi chiedono di poter attingere, in caso di urgenza e necessità a questo grande tesoro nascosto.
Si pensi quale semplificazione e quali benefici  anche economici, per la collettività, si otterrebbero laddove si procedesse finalmente alla catalogazione e raccolta di tutti i dati in un database, regionale o nazionale, consultabile da tutti gli operatori  delle Aziende Sanitarie Locali.

L' aver fatto leva su questi tre punti, facendo capire innanzitutto al Dirigente dell'Ufficio Protesi che ero pienamente conscia di non essere passiva e spaesata e di avere delle ottime carte da giocare,  mi ha permesso di riconquistare in brevissimo tempo la libertà perduta senza fare ricorso, strano a dirsi, ai media.

Questa, come detto in precedenza, è  soltanto una piccola storia di vita quotidiana simile a milioni di altre storie che si trovano dietro le finestre delle case di chi direttamente o indirettamente vive la disabilità.
Volevo semplicemente mostrare  come, nonostante la burocrazia e l'apparato sappiano essere delle belve assai feroci, siano domabili. L'importante è non mollare mai.

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Guida: come richiedere un ausilio

Dott.ssa Agnese Villa Boccalari