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Ci troviamo presso il Lago di Trasimeno, si sta svolgendo la riunione generale dei Centri Mobilità Fiat.
Incontriamo il coordinatore Antonio Ridolfi, al quale chiediamo informazioni proprio sul lancio del nuovo sito internet Retecdm.net?
"Abbiamo fortemente voluto l'apertura del sito, proprio per unire il più possibile le informazioni che arrivano da ogni singolo centro in modo tale che tutti i centri siano sempre a conoscenza di tutto ciò che si fa. Altro scopo è quello di permettere agli operatori dei centri di colloquiare con il coordinamento Fiat e fra di loro nella maniera più veloce possibile. Un ultimo obbiettivo è quello di permettere a tutti i navigatori di accedere ai nostri servizi gratuiti ogni qual volta ne abbiano bisogno".

Da quando sono partiti questi centri di passi in avanti ne sono stati fatti. Quali sono i prossimi obiettivi?
"Ci sono ancora molti passi da fare, anche perché in questi anni il Parlamento più volte ha affrontato le tematiche che noi stiamo portando avanti. Dalle più semplici patenti speciali per persone con deficit motori fino ad arrivare a quanto si doveva e si dovrà fare per gli esiti da traumi cranici. Ma anche per tutta la popolazione, sempre più anziana, che vuole continuare a guidare. E' sempre più necessario implementare ciò che noi facciamo con le simulazioni proprio sulla batteria di test che riguardano il cognitivo, interessano tutti oramai. Inoltre Sempre più bisognerà sposare, se e quando ne verrà riconosciuta la bontà scientifica, quello che viene fatto anche da un punto di vista legislativo."

Mi sembra di capire, che inizialmente tali simulatori venivano usati per individuare gli strumenti atti a sopperire un deficit motorio; oggi non solo per questo, ma anche e soprattutto, per individuare eventuali deficit cognitivi?
"Infatti. In ogni persona possono esserci tutta una serie di problematiche rispetto anche alla possibilità di continuare a guidare, dopo un trauma. Questo non significa togliere le patenti. Questo significa che si deve considerare lo strumento patente come uno strumento di vita quotidiana delle persone. E non più come ancora avviene come un diritto essenziale dell'uomo dalla nascita alla morte.
Quello che non va bene è che la patente sia considerata alla stessa stregua del diritto al lavoro, perché non è così! La patente è uno strumento che deve essere usato nel modo giusto. Se qualcuno a un certo punto della propria vita inizia a non usarla più nel modo giusto, o viene rieducato ad usarla, oppure non gli è più permesso condurre un mezzo‑¬¦ Altrimenti non si spiegherebbe come poter diminuire quelli che sono sicuramente i troppi incidenti strada‑¬¦"

Quindi nei centri di mobilità la sicurezza innanzi tutto?
"La testimonianza di ciò è che dei 18 centri ben 8 sono in strutture pubbliche. Spesso sono proprio le C.M.L. e i relativi Presidenti di Commissione che richiedono di utilizzare insieme alle nostre professionalità questi simulatori. Ma le dirò di più, sono stati sottoscritti degli accordi pubblici e privati come per esempio i casi dell'Inail di Budrio, la Commissione Medica Locale di Bolzano, la Provincia di Salerno, la Provincia di Terni. Tra breve la Regione Marche intera. Questo, ci permette, di lavorare tranquillamente con il pubblico e per il pubblico, sulla base delle indicazioni che loro stessi ci danno. Il passo successivo non può essere che uno; o questa attività trova un riconoscimento che già nelle dichiarazioni nelle interrogazioni parlamentari è stato dato, e quindi trova un riconoscimento pubblico pieno di collaborazione con gli Enti preposti, oppure questa attività rimane ferma al palo. In una specie di limbo, tra pubblico e non pubblico".

Per meglio capire l'utilità può dirci ad oggi quante persone sono venute o sono state mandate in questi centri?
"Nei centri dal 1995 ad oggi sono passate circa 12mila persone. Ma le dirò di più i Centri di loro sponte si stanno evolvendo per accompagnare i candidati fino al conseguimento finale della patente. Chi gestisce questi centri, cooperative di persone disabili piuttosto che istituzioni, portano la persona fino addirittura al conseguimento della patente".

Questa è una realtà solamente italiana, di cui andare fieri.
"Infatti non esiste nessun altro paese al mondo che faccia qualcosa di simile se non l'Inghilterra, che era partita per prima ma in modo difforme ed è arrivata dopo di noi in modo unitario. Possiamo dire che noi siamo l'unico paese ad avere una così vasta prestazione di servizio su tutto il territorio Nazionale".

Incontriamo anche il responsabile del programma Autonomy dr. Umberto Murazio, a cui chiediamo in che modo l'impegno di Fiat Autonomy rimanga vivo e attivo.

"La dimostrazione del nostro approccio è proprio in questo incontro, dove abbiamo riunito tutti i Centri di Mobilità che dal 1995 operano sul territorio italiano per aiutare le persone a capire se possono guidare. E' confermato l'impegno, anzi stiamo cercando di creare una squadra, perché questo impegno sia sempre più valido e sempre più al servizio delle persone disabili e delle C.M.L."

Le persone viste da questi centri sono moltissime‑¬¦
"Abbiamo un migliaio di persone all'anno che si appoggiano ai nostri centri. Siamo un punto di riferimento e una base per paesi europei che hanno creato delle strutture locali molto simili e molto in linea con quello che noi già facciamo".

La Fiat garantisce quindi ancora questo programma?
"Sicuramente, il Programma Autonomy è confermato. Con il lancio di nuovi modelli abbiamo sempre più auto accessibili, munite di cambio automatico indispensabile per alcuni handicap".

INFO:

Il nuovo sito del Coordinamento Centri mobilità Fiat auto

Su Fiat Autonomy vedi anche:
A SPASSO AL MOTORSHOW, TRA GLI STAND DEL MERCATO DISABILI

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[Valter Nicoletti]