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Per i colpevoli: reclusione da due a sei anni e multe da 500 a 2.000 euro

(Publiredazionale)

Le vittime di truffa tra chi ha più di 65 anni sono salite da 14.461 nel 2014 a 15.909 nel 2015, fino ad arrivare a 20.064 nel 2016. Sono questi i numeri che, fin dal 2016 appunto, hanno allarmato il nostro Parlamento e anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e hanno portato, il 12 giugno scorso, all’approvazione in Senato del DDL intitolato provvisoriamente "Modifiche al codice penale in materia di circonvenzione di persone anziane".

Pene più severe, dunque, per chi truffa una persona anziana approfittando della sua condizione di fragilità. Se la Camera confermerà l’impianto approvato dal Senato, che prevede l’introduzione di un nuovo comma all’Articolo 643 del Codice Penale (che disciplina la circonvenzione di incapace), infatti, chi si macchia di questo reato potrà finire in carcere, con pene da 2 a 6 anni di reclusione e una multa da 500 a 2.000 euro.

Il nuovo comma, inoltre, disporrebbe anche che, in caso di condanna, la sospensione condizionale della pena per il reo sia subordinata al risarcimento integrale del danno alla vittima.

Una casistica variegata e molti gli strattagemmi diversi utilizzati per carpire la fiducia, estorcere denaro e far precipitare in uno stato di prostrazione la persona vittima di tutto questo. Non per nulla appaiono estremamente allarmanti i numeri citati dal senatore leghista Pillon in fase di presentazione del DDL: 32mila casi di clonazione di carte di credito ai danni di anziani, 240mila casi di anziani truffati da falsi operatori pubblici, 441mila di donazioni “estorte” a beneficio di persone che poi si sono rivelati truffatori, 129mila casi di anziani ingannati e derubati con la scusa di aiutare un familiare o un amico.

“Il Senato ha affermato un principio solenne - ha spiegato il Sen. Andrea Cangini (Forza Italia) a seguito delle votazioni - la vecchiaia è sacra e chi lede la vita o gli interessi di un anziano non merita di vivere libero accanto a noi”.
Non più solo progetti di inclusione, finanziamento all’abbattimento delle barriere architettoniche ambientali e casalinghe (per esempio per l’installazione di una sedia montascale), dunque, ma una vera e propria attenzione anche agli aspetti di benessere psicologico, derivante dalla tutela legale, per i nostri anziani.

Nella scorsa legislatura (la 17esima, governi Letta, Renzi e Gentiloni) non si è fatto in tempo ad approvare il disegno di legge presentato da David Ermini, allora deputato Partito Democratico e ora vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Nonostante l’appoggio bipartisan ottenuto in Senato, è inevitabile quindi chiedersi, in particolar modo ora che è cambiata la leadership di Governo, se e come il DDL proseguirà il proprio iter, considerato che è “fermo” all’esame della Camera dal 9 luglio scorso.


PER APPROFONDIRE:

Pagina dedicata all’iter del DDL sul sito del Senato


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Redazione

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