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Le nuove disposizioni del Ministero per le attività socio-sanitari e l’accesso in sicurezza di parenti e visitatori presso le strutture residenziali socioassistenziali, sociosanitarie e hospice durante la seconda ondata di Coronavirus


STRUTTURE RESIDENZIALI ED EMERGENZA COVID
Dopo mesi nei quali essere ricoverati in un RSA ha significato totale separazione dai propri parenti (e in generale da qualsiasi visitatore esterno alla struttura che non fosse autorizzato dalla dirigenza) causa emergenza sanitaria da Coronavirus, con le nuove linee guida del Ministero si apre uno spiraglio per i degenti ma anche i familiari.
Nelle nuove indicazioni il Ministero ha sicuramente fatto tesoro delle drammatiche conseguenze anche psicologiche che il distanziamento fisico e le restrizioni ai contatti sociali - precauzionali e necessari – subiti tanto dai ricoverati anziani e disabili quanto dai loro parenti, sia stato fonte di sofferenza negli scorsi mesi di lotta al COVID: mesi nei quali proprio le RSA sono state purtroppo tra i principali teatri di contagi massicci e conseguenti decessi.

LE NUOVE LINEE GUIDA
Le nuove linee guida emanate dal Ministero della Salute e inviate ai gestori delle RSA sono operative dal 30 novembre 2020, e contengono le disposizioni per l’accesso dei visitatori a strutture residenziali socioassistenziali, sociosanitarie e hospice, ma anche indicazioni per i nuovi ingressi nell’evenienza di assistiti positivi nella struttura, e le modalità di ripresa di attività socio sanitarie.
La principale novità che balza subito all’occhio è la possibilità di prevedere dei momenti e degli spazi appositi (ad es la “stanza degli abbracci”) per favorire la relazione dei pazienti: un momento importante per evitare che l’allontanamento prolungato dalle fonti affettive comporti conseguenze sul piano sia psicoemoticvo che, conseguentemente,m anche fisico in questi soggetti già così fragili.
Nel testo, tra le premesse si legge infatti che “D’altra parte, l’attuazione di tali misure (quelle per il contenimento del contagio, ndr), tra cui il distanziamento fisico e le restrizioni ai contatti sociali imposte dalle norme volte al contenimento della diffusione del contagio hanno determinato una riduzione dell’interazione tra gli individui e un impoverimento delle relazioni socioaffettive che, in una popolazione fragile e in larga misura cognitivamente instabile, possono favorire l’ulteriore decadimento psicoemotivo determinando poi un aumentato rischio di peggioramento di patologie di tipo organico. Inoltre, anche i familiari hanno dovuto affrontare la distanza dal proprio caro e la conseguente difficoltà ad offrire sostegno e supporto affettivo in un momento difficile come quello attuale”.

LE NUOVE MODALITÀ
In questo contesto vengono quindi illustrate le proposte della “Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, istituita presso il Ministero della Salute con DM 8 settembre 2020, riguardanti la ripresa in sicurezza di visite e contatti presso gli anziani in strutture residenziali, che, a partire dall’analisi degli elementi di criticità caratterizzanti il sistema residenziale sociosanitario per la terza età, individuano soluzioni organizzative utili per ripristinare in sicurezza le attività socio-relazionali all’interno delle strutture stesse, altrettanto necessarie quanto quelle sanitarie.

Queste le indicazioni in sintesi:

1.       VISITE DI PARENTI E VOLONTARI
Devono essere assicurate le visite dei parenti e dei volontari
per evitare le conseguenze di un troppo severo isolamento sulla salute degli ospiti delle residenze. Le visite devono essere effettuate in sicurezza tramite adeguati dispositivi di protezione e adeguate condizioni ambientali.

2.       VIDEOCHIAMATE COI PARENTI
Tutte le strutture residenziali devono approntare adeguate misure perché ad ogni ospite sia data facoltà di collegarsi regolarmente in modalità digitale con i propri congiunti e amici, in particolare laddove le condizioni epidemiologiche dell’area in cui si trova la struttura non permettano visite frequenti in presenza.

3.       RIPRESA ATTIVITA’ SOCIOSANITARIE
Deve essere favorita la ripresa - nel rispetto delle previste misure di contenimento del rischio - delle attività sanitarie e sociosanitarie eventualmente sospese quali, ad esempio, fisioterapia, logopedia e terapia occupazionale e deve essere facilitato l’apporto degli assistenti sociali, assistenti personali e del volontariato, in considerazione del contributo da essi fornito agli ospiti in termini di mantenimento delle abilità fisiche e socio-relazionali.

4.       SALE DEGLI ABBRACCI
Le direzioni sanitarie devono predisporre un piano dettagliato per assicurare la possibilità di visite in presenza e contatti a distanza in favore degli ospiti delle strutture. Tra le soluzioni citate, la “sala degli abbracci” dove un contatto fisico sicuro può arrecare beneficio agli ospiti in generale ed a quelli cognitivamente deboli in particolare; devono comunque essere previsti adeguati protocolli al fine di garantire il contenimento del rischio e la sicurezza degli ospiti, dei lavoratori, dei volontari e dei visitatori.

Inoltre viene indicato o raccomandato:

1.       TEST RAPIDI AI VISITATORI
Si raccomanda di promuovere screening immediato ai visitatori, tramite la possibilità di esecuzione di test antigenici rapidi ai familiari/parenti/visitatori degli assistiti. In caso di esito negativo i visitatori sono autorizzati ad accedere alla struttura secondo le indicazioni fornite dal direttore della struttura.

2.       TAMPONI PER I NUOVI INGRESSI E PERSONALE
E’ raccomandato il test molecolare (che ha maggiore sensibilità dei test rapidi) per l’ingresso di assistiti in larghe comunità chiuse (RSA, strutture per soggetti con disabilità mentale, altro) e per lo screening degli operatori sanitari/personale che operano in contesti ad alto rischio.

3.       SOSPENSIONE VISITE IN CASO DI FOCOLAIO O CONTAGIO
Qualora si verificasse una positività in un soggetto, è necessario sospendere le visite. Le visite agli assistiti in isolamento o in quarantena possono essere tuttavia consentite in casi selezionati secondo la valutazione dei Direttori delle strutture e in base alle possibilità delle stesse di gestire in modo completamente autonomo (es. aree completamente separate e con staff differenziato) le aree con pazienti COVID-19 da quelle con gli assistiti negativi. In questo contesto le strutture devono assicurare il potenziamento della possibilità di relazioni a distanza.

4.       SOSPENSIONE INGRESSI IN CASO DI POSITIVI
Alla luce delle difficoltà a definire in tempi brevi l’effettiva circolazione del virus all’interno di una struttura in cui un assistito è risultato positivo, a causa del tempo di incubazione che può arrivare anche a 14 giorni, si raccomanda di sospendere gli ingressi di nuovi assistiti nella struttura sino alla risoluzione del focolaio.

5.       HOSPICE E PAZIENTI IN FINE VITA
Nelle strutture residenziali la visita può essere autorizzata in situazioni di fine vita di assistiti affetti da COVID-19, dalla Direzione della struttura, previa appropriata valutazione dei rischi-benefici. In particolare, negli hospice, considerata la loro natura, questa pratica deve essere quanto più possibile applicata. Le persone autorizzate dovranno comunque essere in numero limitato e osservare tutte le precauzioni. Nelle situazioni di fine vita, su richiesta dell’assistito o dei familiari, si consideri anche di autorizzare l’assistenza spirituale, ove non sia possibile attraverso modalità telematiche, con tutte le precauzioni raccomandate. Può essere considerato l’ingresso di nuovi assistiti in caso siano presenti assistiti positivi, secondo la valutazione dei Direttori delle strutture sentiti i risk manager.

Per approfondire:
Il documento completo

Redazione

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