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Oltre alle accortezze di prevenzione, aiutiamo con i nostri comportamenti le persone anziane, le più fragili ed esposte in questo momento

Da quando l’emergenza Coronavirus è scoppiata, lo stiamo sentendo tutti i giorni: i casi più gravi di complicazione (ed eventuale letalità) si verificano generalmente in pazienti anziani o, in generale, nei pazienti con salute già compromessa da pregresse malattie.

E’ la polmonite la causa principale della mortalità in queste persone: nei soggetti con difese immunitarie più basse, il virus riesce ad essere più aggressivo perché penetra negli alveoli dei polmoni, causando crisi respiratorie. Le persone più fragili sono quindi quelle con situazioni pregresse di problemi respiratori polmonari, ma anche patologie croniche, pazienti oncologici, diabetici, con patologie cardiache o immunosoppressi.

Cosa fare, dunque? Sotto il profilo della prevenzione sono valide le regole che tutti dovremmo rispettare:
-lavarsi spesso le mani
-evitare il contatto con chi soffre di infezioni respiratorie acute
-non toccarsi naso, occhi, bocca con le mani
-coprirsi sempre naso e bocca quando si starnutisce o tossisce
-non prendere farmaci antivirali o antibiotici se non prescritti dal medico
-pulire con disinfettanti a base di cloro o alcol le superfici

Ma ci sono anche dei comportamenti importanti da tenere coi nostri anziani, anche per non farli sentire le prossime sicure vittime di questo virus. Se le misure ci impongono di tenere almeno il famoso metro di distanza, obbligandoci in alcuni casi anche a ridurre le visite ai nostri nonni , tanto in casa quanto alla casa di riposo, aumentiamo però le telefonate, i video e i messaggi. Non facciamoli sentire soli, e aiutiamoli, invece, a comprendere che queste nuove accortezze sono necessarie per la loro e nostra salute.

Importante, soprattutto per gli anziani che vivono soli, anche che siano messi in guardia dalle truffe che in questi giorni sono state segnalate in alcune città, nelle quali si sono registrati tentativi di introdursi nelle case con la scusa di controlli sanitari o tamponi a domicilio, ma anche da messaggi falsi circolanti su whatsapp o telefonate che diffondono allarmi infondati. Ricordiamo, peraltro, che in questi giorni alcune città hanno attivato delle linee telefoniche dedicate proprio agli anziani (qui l’esempio di Bergamo) per dare loro uno strumento di informazione.

Affinchè la raccomandazione a non uscire di casa non sia troppo restrittiva, se viviamo con loro aiutiamoli a deambulare e muoversi in casa, magari in giardino, accettando il sacrificio di limitare al massimo le uscite senza però rinunciare all’importante movimento fisico.

Infine, contribuiamo tutti ad un clima migliore: non banalizziamo la situazione e non abbrutiamoci esorcizzando la paura ricorrendo ai numeri di pazienti anziani che tanto avevano già problemi. Ciascun malato non è un numero, non una statistica, ma una persona: non dimentichiamolo mai, anche di fronte alle fredde cifre, e viviamo questo momento difficile per tutti come una sfida che ci possa aiutare ad uscire non solo indenni, ma migliori sul fronte dell’empatia, dell’umanità e della solidarietà verso le persone più fragili. Un piccolo e significativo esempio arriva da Novara,  dove la Pro Loco è riuscita a distribuire a case di riposo, chiese ed ospedale della città i fiori altrimenti destinati al macero della fiera dei vivai di Rho – annullata causa Coronavirus. Un piccolo gesto di attenzione, una carezza in giorni difficili.

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Redazione

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