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Il Consiglio dell'Unione Europea ha proclamato il 2003 "Anno europeo dei disabili", per sensibilizzare le istituzioni e la società civile sul diritto dei disabili alla tutela dalla discriminazione e al godimento di pieni e pari diritti.

Il testo della Decisione 3 dicembre 2001 del Consiglio dell'Unione Europea relativa all'anno europeo dei disabili 2003.
Consiglio dell'Unione Europea
Decisione del 3 dicembre 2001 relativa all'anno europeo dei disabili 2003 (2001/903/CE)

Con la decisione del 3 dicembre 2001 il Consiglio dell'Unione raggiungere con questa iniziativa e le misure che sarà necessario adottare per conseguirli.     
Il provvedimento nasce dalla forte esigenza di sensibilizzare le istituzioni e la società civile sulle problematiche legate al mondo della disabilità. Si badi bene, non tanto sui problemi che una persona disabile può generare, ma sulle difficoltà, spesso difficilmente sormontabili, che la collettività e le istituzioni pongono davanti a queste persone e ai loro familiari.
Infatti, tra gli obiettivi che si intendono perseguire sono indicati:
- la sensibilizzazione riguardo il diritto dei disabili ad essere tutelati dalla discriminazione e a godere di pieni e pari diritti, nonchè delle misure necessarie per realizzare tali risultati;
- la sensibilizzazione all'eterogeneità delle forme di handicap;
- l'intensificazione della cooperazione tra i governi, le parti sociali, i servizi sociali, i gruppi di volontariato e gli stessi soggetti disabili insieme con i loro familiari e
- la sensibilizzazione al diritto dei bambini e dei giovani disabili ad un pari trattamento nell'insegnamento.

Tutti questi obiettivi potranno essere realizzati mediante l'organizzazione di incontri, eventi, campagne di informazione anche a livello comunitario, attività di cooperazione con i media per la diffusione di informazioni e per l'impiego di strumenti che agevolino l'accesso a tali informazioni anche da parte dei soggetti disabili (quali, ad esempio, i sottotitoli o il linguaggio dei gesti per i non udenti, le descrizioni vocali per i non vedenti, ecc.), l'assegnazione di premi o l'organizzazione di concorsi, indagini e studi.     
Le varie iniziative prese a livello nazionale, regionale o anche locale, possono usufruire di un contributo comunitario fino al 50% dei costi sostenuti, secondo la natura ed il contenuto della proposta.
Ogni Stato membro è tenuto a coordinare le diverse attività a livello nazionale istituendo un Comitato nazionale di Coordinamento delle attività   
In Italia esso è stato istituito presso il Ministero del Welfare ed è composto da rappresentanti di numerosi Ministeri (tra i quali quello della Salute, dell'Istruzione e delle Infrastrutture e Trasporti), del Coordinamento dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, dell'Anci, dell'Upi, della Fand e della Fish.
Tra i principali obiettivi che s'intendono raggiungere nel nostro Paese spiccano:
- la realizzazione di un Testo unico sulla disabilità, mediante la razionalizzazione della normativa esistente;
-
l'incentivazione della cooperazione tra i soggetti pubblici e privati che si occupano delle persone disabili sul territorio;
- la diffusione delle innovazioni tecnologiche per i disabili.

Si ricordi che l'Italia, insieme con la Grecia, avrà un ruolo fondamentale nella gestione dell'iniziativa in quanto da luglio 2003 presiederà l'Unione Europea.   
A questo proposito, senza aspettare il 2003, potrebbe essere giˆ un buon punto di partenza "ribattezzare" l'iniziativa: "Anno europeo delle persone disabili" invece di "anno europeo dei disabili". 
Quando si dice che le parole (anche solo l'aggiunta di un sostantivo) fanno la differenza!

Tratto da "Bottininforma"