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MILLY DEI MIRACOLI
La D'Abbraccio arriva nel nostro Angolo Vip e ci racconta la "sua" disabilità
Lisa

Disabili-com: Marinagela D'Abbraccio

Intensa come poche, emozionante e profonda, Mariangela D'abbraccio è tra le attrici più ricercate e apprezzate del nostro teatro.
Reduce dal successo dello scorso anno in "Anna dei Miracoli", è impegnata quest'anno con il Tour di "Macbeth".
Si è concessa ai nostri microfoni per parlare di teatro, carriera, disabilità e molto altro...

Tra le teorie teatrali del '900, a quale si sente più vicina?
Io non ho una preparazione accademica, non ho fatto l'Accademia.
Il mio percorso formativo è stato molto particolare e personale, direi diverso dai soliti: non è accademico nel senso italiano del termine.
A quindici anni frequentai la scuola Fersen, quando c'era ancora Alessandro Fersen, una scuola comunque diversa rispetto a quelle della scuola italiana tradizionalmente intesa: veniva privilegiato lo studio dell'immedesimazione e del potere espressivo del corpo, prima che della parola.
All'università frequentai i laboratori di Grotowski, degli allievi di Peter Brook, e uno stage, che mi ha segnato molto, con Bruce Mayers. Lo ricordo ancora adesso con emozione.

Disabili-com: Marinagela D'Abbraccio

Come valuta il rapporto tra mass media e disabilità?
Si sono fatti dei passi in avanti ma, da spettatrice e lettrice, credo che siamo lontano dall'integrazione vera.
Credo che per risolvere davvero i problemi più gravi si debba partire dal singolo.
Se non ci muoviamo noi persone, con piccole lotte che poi fanno una grande lotta, non andremo da nessuna parte.

Dacia Mariani ha adattato per lei delle sceneggiature. Com'è stato il rapporto con lei?
Molto bello, molto importante perché abbiamo lavorato tanto insieme.
Nella mia carriera l'incontro con Dacia Maraini è stato molto fecondo.
Dacia ha scritto per me "La vita di Camille Clodel" e ha curato l'adattamento di "Dalla città l'inferno": tutte cose nate da un'ispirazione, uno stimolo reciproco che secondo me dovrebbe essere alla base di ogni collaborazione creativa.
C'è un rapporto molto vivo: incontrare un drammaturgo che, con la scrittura scenica che segue i tuoi progetti... la tua formazione è molto importante.
L'ideale sarebbe che la scrittura scenica seguisse la gente che lavora sul palcoscenico, un comune percorso tra compagnia a attori e autore.

Disabili-com: Marinagela D'Abbraccio

Lei è stata interprete straordinaria  di Hellen in "Anna dei miracoli": come si è relazionata a quel ruolo estremamente complesso?
E' un personaggio unico che può capitare nella carriera di un'attrice, nel quale mi sono calata dando anima e corpo e con molto rispetto, perché non è una commedia.
Era una storia realmente accaduta, e il mio è stato un personaggio che a un'attrice può dare tantissimo, perché ha a che vedere con il corpo, con la gestualità estrema, con una bambina in scena, con qualcosa di imprevedibile ogni sera.
E' anche un personaggio molto completo, essendo un personaggio realmente esistito perché, d'altronde, la vita è così, completa con una gamma di sensazioni e sfumature assolute.

Com'è vista la disabilità in quella piece teatrale?
La storia è dei primi del '900: c'è una bimba vista come un mostro, un fenomeno di cui aver paura perché diversa.
Nessuno riusciva ad arrivare a lei. In realtà era semplicemente una persona con un linguaggio, con un codice comunicativo diverso dal nostro, semplicemente questo.
Veniva vista come un animale strano.
L'amore, l'intelligenza, l'assenza di pregiudizi da parte dell'insegnante e della madre, possono superare davvero tutti gli ostacoli.
Alla fine la bambina e Miss Sullivan si trovano, e si capiscono, trovano un comune linguaggio e non si separeranno mai più, perché hanno un bisogno viscerale l'una dell'altra.

Disabili-com: Marinagela D'Abbraccio

Qual è il suo approccio con la disabilità?
In realtà non ho tra i miei amici o parenti persone con disabilità.
Non è capitato, tutto qui. Incontro molta gente, ovviamente disabili, a teatro, tra il pubblico che dopo lo spettacolo viene a salutare e a complimentarsi.
Proprio durante la rappresentazione di "Anna dei miracoli", molte sono state le persone con ritardi psichici, o loro parenti presenti.
Ho notato che seguivano la storia con estremo interesse e avevano reazioni violente.
La salvezza di tutti noi, comprese le persone con disabilità, è la voglia di arrivare all'altro, nonostante tutto. Altrimenti rimaniamo tutti persone a metà, incomplete.
Ognuno di noi è diverso dall'altro, ha una qualche peculiarità.
Anche la disabilità secondo me rientra in questa diversità trasversale, che tocca e interessa tutti.

Disabili-com: Marinagela D'Abbraccio

Com'è questa sua Lady Macbeth?
Lady Macbeth è un personaggio molto misterioso, ma tutta la tragedia è molto affascinante ed enigmatica.
E' la tragedia del potere, del sangue, degli assassini, si dice sempre: è vero, è tutto questo, e la trama sembra semplice.
Ma scatta qualcosa di inspiegabile. Lady Macbeth diventa assassina e avida di potere, ma poi si pente subito, tanto che arriva alla follia.
E' una donna piena di contrasti, e ogni sera cerco di capire qualcosa in più. E ogni sera la riscopro.

Progetti futuri?
Inizierò la Tournèe a Roma, al Quirino, con "Napoli milionaria", che porteremo poi in tutta Italia.
E poi riprenderò "Maria Stuarda", di Dacia Maraini.

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