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KARIN PROIA

 
Karin Proia

Karin Proia: avvenente bellezza mediterranea del cinema e della tv italiana.
Apprezzata dalla critica, da cui è stata definita grintosa e appassionata, è una delle attrici italiane più promettenti.
Ha mosso i primi passi in teatro, ottenendo un grande successo, per poi passare alla televisione, dove ha interpretato vari ruoli in diverse fiction.
L'ha intervistata per noi Annalisa: leggiamo di che cosa hanno parlato...

Come e quando è nato in te il desiderio di intraprendere la carriera artistica?
Credo che sia nato con me.
All'età di 3 anni, le suore dell'asilo mi fecero cantare in un programma tv regionale, dedicato agli anziani nelle case di riposo.
Qualche anno dopo, la maestra delle elementari, Edda, mi iscrisse ad un concorso canoro radiofonico...
Il problema era a Natale, quando le mie compagne recitavano a turno il ruolo della Madonnina col velo azzurro, mentre io ero sempre "relegata" a quello dell'angelo "canterino"!
Quando ho visto per la prima volta una pianola a casa di un'amichetta, ho "costretto" mio padre a iscrivermi ad una scuola di musica per imparare a suonare il pianoforte.
Poi ho frequentato l'Istituto d'Arte... e per le pareti di casa mia è stata la fine!
Per ultimo, ma solo in termini cronologici, è arrivato il teatro: seminari di recitazione prima e pratica poi, quando sono stata scelta per "Uno sguardo dal ponte" di Arthur Miller (e pensare che non mi sentivo assolutamente pronta né per quel ruolo così importante, né per la faticosa vita di tournée).

Disabili-com: Karin Proia 
Karin Proia

Quali sono i lati positivi del tuo lavoro e quali, invece, quelli che elimineresti?
Il bello di questo lavoro è che è molto creativo e ti permette di "essere" o "diventare" tutto o quasi tutto.
Da bambina il mio sogno più grande era quello di avere la macchina del tempo per poter vedere tutte le epoche della storia...
Beh (!), in un certo senso con questo lavoro si può fare...
Sono "stata" nell'anno 1000 al tempo dei Crociati, in una casa umida fatta di pietre; negli anni '50 emigrata in America, nipote di uno scaricatore di porto; nella Seconda Guerra Mondiale, innamorata di un soldato nemico; poi infermiera, nobile decaduta e sono morta tante volte!
Il brutto è che non sempre si può scegliere il progetto che si vorrebbe (parlo ovviamente per me, immagino che per Catherine Zeta Jones la cosa sia diversa!), a volte per mancanza oggettiva di tale progetto, altre perché non ci sono ruoli adatti. 
In Italia, poi, si dovrebbe assolutamente rischiare di più... dare più spazio ai giovani e alle idee. Vengono fatti dei film, anche molto belli, che quasi nessuno vede perché fanno parte di circuiti molto piccoli di distribuzione, e quindi arrivano in pochissimi cinema.

Disabili-com: Karin Proia 
Karin Proia

Come valuti il rapporto tra mass-media e disabilità? Se ne parla a tuo avviso a sufficienza e nel modo giusto?
C'è sicuramente poca informazione a riguardo, e trovo che spesso i media siano superficiali, affrontando il tema disabilità in modo generico, stereotipato e, quel che è peggio, pietistico. Dovrebbero parlare di più dei reali problemi dei disabili, d'inserimento, per esempio, nell'ambito sociale o lavorativo e farlo in maniera più competente.
Quindi credo sia necessaria una partecipazione attiva in questo tipo di informazione dei disabili stessi. Bisognerebbe far accrescere la consapevolezza verso questa realtà perché solo con la conoscenza si può sviluppare una vera sensibilità a riguardo...

Negli ultimi diversi film hanno fatto pieno riferimento alla disabilità (A beautiful mind, Mi chiamo Sam, Ti voglio bene Eugenio...): li hai visti? Ti sono piaciuti?
Tra questi ho visto soltanto "A beautiful mind" e mi è piaciuto molto: il fatto che si trattasse di una storia vera mi ha avvicinato molto ai protagonisti.
"Mi chiamo Sam" dai Trailer TV sembrava un po' scontato, comunque non posso giudicare perché non l'ho visto.

Molti nostri navigatori lamentano la spettacolarizzazione frequente della disabilità nei suoi casi eclatanti e a discapito della normalità dell'handicap. Sei d'accordo?
E' assolutamente vero ma, mettiamola così, la "spettacolarizzazione" è un po' il "mestiere" del cinema. Si tende spesso a raccontare storie speciali o persone speciali.
Sono numerosissime anche le spettacolarizzazioni delle persone cosiddette "normali": vedi Rambo, i numerosi film dell'eroe Mel Gibson (per dirne uno), i molti "Mission Impossible" (già il titolo parla da sé) del "normalissimo" Tom Cruise... e poi, protagonisti SOLO BUONI e antagonisti SOLO CATTIVI.
Pensiamo alla "normalità" di "Beautiful": sono tutti bellissimi (!!!), dalla nonna alla nipotina, dall'amico al suocero, dall'amante alla segretaria.
Per non parlare dei vari supereroi, che spesso sono semplici esseri umani ai quali succede qualcosa di speciale... l'Uomo Ragno, Devil ecc.
Comunque tra i film che parlano di normale disabilità c'è "Piovono mucche", scritto e diretto da Luca Vendruscolo, che racconta di un gruppo di obiettori di coscienza in una comunità di disabili. Qui, finalmente, i disabili sono liberi di essere anche antipatici o cattivi (non tutti ovviamente, è tutto condiviso equamente tra loro e gli obiettori).

 
Karin Proia

Qual'è il film o la rappresentazione teatrale sull'handicap che ti è maggiormente piaciuta?
Sicuramente "Piovono mucche": un film  d a   v e d e r e!
Tra i film che, poi, mi hanno emozionato di più c'è "Shine" (ho anche avuto la fortuna di lavorare col grande Armin Mueller-Sthal, che nel film interpreta il padre severo), "Lezioni di piano" e "Rain man".
L'autismo mi ha affascinata fin da piccola, quando su un libro di scienze lessi la storia di Nadia, una bambina che a quattro anni non sapeva parlare né comunicare se non col disegno... e disegnava in modo assolutamente straordinario...

Ti sei  mai rapportata a persone disabili?Come?
Soprattutto a scuola. In classe con me ci sono stati Francesca e  Marcolone (tra l'altro uno dei miei primi sostenitori!).
Mia nonna, nella vecchiaia, aveva perso la vista anche se faceva finta di niente, conosceva la casa benissimo e si muoveva con noncuranza cercando di darcela a bere (ricordava molto Ursula di "Cent'anni di solitudine")...
Anche un'amica d'infanzia... l'ho sempre considerata come una farfallina, era delicata e leggerissima, e secondo me poteva spiccare il volo da un momento all'altro: la ricordo per ultima perché non ho mai visto nessuna differenza tra me e lei (anche io potevo volare, nonostante non avessi ancora capito come).
Che non potesse camminare era solo una caratteristica... come il fatto che avesse gli occhi scuri.

Disabili-com: Karin Proia 
Karin Proia

Hai  mai partecipato a manifestazioni benefiche?
Sì, diverse volte.

Sei  mai stata testimonial di qualche campagna di solidarietà?
No, ma lo farei senza alcun dubbio.

Ritieni che i personaggi noti debbano farlo?
Assolutamente sì.

Secondo te si fa abbastanza per i disabili in Italia?
Beh, ci sono tante belle leggi... sarebbe proprio ora di metterle in pratica!
Qualche anno fa frequentavo un ragazzo di Latina che si batteva in prima linea per i disabili... aveva sviluppato una grande sensibilità verso questo tipo di problemi in primo luogo in famiglia (il padre è poliomielitico) e poi a scuola, dove aveva stretto amicizia con un ragazzo tetraplegico.
Grazie a lui ho cominciato a notare delle barriere insormontabili... i grandi limiti che la società stessa imponeva.
Trovo assurdo che ancora oggi cose così semplici come gli scivoli in città siano spesso impraticabili, o perché non sono a norma (!!!), o perché c'è qualcuno parcheggiato davanti... che i bagni attrezzati per disabili siano rari (e capita anche abbastanza spesso che non ci siano proprio bagni in genere).
Questa estate sono stata in vacanza in America... nei Parchi Nazionali si può arrivare con la macchina vicinissimo almeno al 90% delle attrazioni più belle.
A Disneyland i giochi sono tutti organizzati per le carrozzelle... e, arrivata a tarda notte in un albergo senza prenotazione, erano rimaste solo camere per disabili (è stata un'esperienza un po' scomoda, ma molto "formativa").
Comunque, non serve arrivare laggiù per vedere chi è organizzato meglio... anche in Europa l'Italia non brilla di certo.

Disabili-com: Karin Proia 
Karin Proia

Un saluto ai nostri navigatori di Disabili.com…
Un grande bacio a tutti gli amici di Disabili.com!

Hai un tuo sito internet?
Ancora non è in rete, lo sto preparando... appena sarà visitabile ve lo farò sapere.

La sua mail è karin_proia@hotmail.com
...sicuramente risponderà ai lettori che le scriveranno!

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