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L'adagio: "imparare giocando" è noto a tutti.
Più fantascientifica è invece l'affermazione "imparare giocando... con un robot".
Non parliamo del tecnologico Giappone, della ricca ricerca statunitense, nè di un nuovo modello di Playstation, ma del progetto tutto europeo (e anche italiano) 'Interactive Robotic Social Mediators as Companions' (Iromec).
Obiettivo? Realizzare sistemi robotici che interagiscano con i bambini con gravi disabilità, in particolar modo motorie e cognitive, affinchè questi possano giocare in autonomia. Giocare, ma anche apprendere, crescere, divertirsi e uscire dall’isolamento sociale.

L'iniziativa, avviata nel 2006 e in programma fino al 2009, è coordinata dall'Austria e vede la partecipazione anche di Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda.
Per l'Italia ci sono due atenei che stanno lavorando: l'Università di Siena, e l'Università della Valle d'Aosta.

Il settore di studi affidato alla Valle d'Aosta è, in maniera specifica, lo sviluppo della cornice metodologica e degli scenari d'uso.
Sul progetto lavorano da 17 mesi tre ricercatori (una psicologa, un ingegnere e una pedagogista), e la docente di Pedagogia dell'integrazione Serenella Besio.
"Abbiamo curato un volume sui fattori critici nell'uso della robotica con bambini disabili - spiega la Besio - mentre adesso stiamo lavorando con medici, fisioterapisti, insegnanti e genitori per capire i requisiti del nuovo robot; inoltre sperimentiamo modelli esistenti per valutarne limiti e potenzialità".

Il progetto è articolato lungo 4 principali fasi:
1) Analisi critica delle tecnologie e delle metodologie disponibili, con particolare riferimento alla robotica.
2) Sviluppo e valutazione di una metodologia per l’utilizzo di robot come mediatori sociali e cognitivi per il gioco del bambino disabile, per migliorare la sua Qualità della Vita e la sua inclusione sociale.
3) Sviluppo e sperimentazione di un prototipo di giocattolo robotico e di scenari di uso orientati ai bisogni reali dei bambini, e in relazione a contesti e problemi concreti. Il progetto IROMEC prevede un diretto coinvolgimento degli utenti finali (bambini disabili, le loro famiglie), e degli operatori del settore (insegnanti, riabilitatori, medici, psicologici, studiosi e ricercatori).
4) Valutazione dei risultati in termini di efficacia del prototipo sviluppato sia per il raggiungimento di obiettivi educativi e riabilitativi sia per il miglioramento delle capacità di gioco dei bambini e di soddisfazione; diffusione attiva, degli esiti finali, anche nella prospettiva di definire le linee per l’implementazione di un “servizio/prodotto” rispondente alle esigenze degli utenti.

Nelle ultime due fasi sarà coinvolta anche l'azienda Usl valdostana, soprattutto per quanto riguarda i pazienti con disabilità motoria. A Siena e in Gran Bretagna, invece, il prodotto verrà testato con bimbi autistici.

Il modello, che dovrà avere caratteristiche di sicurezza, robustezza, affidabilità e accessibilità, sarà pronto per l'estate del 2008. Costerà inizialmente intorno ai 20mila euro, ma un gruppo di lavoro spagnolo sta già studiando le possibilità di contenimento del prezzo per una futura commercializzazione sul mercato.

INFO:

Il sito dell'Università della Valle d'Aosta
Strada Cappuccini, 2A
11100 Aosta
tel. 0165 306711
Fax 0165 32835

Il sito del  progetto europeo di ricerca 'Interactive Robotic Social Mediators as Companions' (Iromec)
Referente: Dr. Gernot Kronreif
PROFACTOR Research and Solutions GmbH
Forschungszentrum
A-2444 Seibersdorf, Austria

Il sito dell'Università di Siena, altro partner italiano del progetto.

Vi avevamo già raccontato del progetto in concomitanza con l'ultima edizione di Handymatica:
APPRENDERE PER VIVERE MEGLIO: AD HANDIMATICA SE NE PARLA


[Alberto Friso

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