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PENSIONE: TRA GLI ESODATI SALVATI ANCHE I GENITORI DI FIGLI DISABILI GRAVI


logo ministero loavoroA soli 150 genitori di figli disabili gravi potrà essere concessa l'applicazione della deroga

Questo 2012 sarà ricordato per più e più motivi, in particolare per le strette economiche che da più parti hanno colpito i cittadini italiani. Una su tutte, il decreto Salva Italia, con la riforma del lavoro - cosiddetta Riforma Fornero -, ha rappresentato una bella doccia fredda per i lavoratori del nostro Paese, con la modifica dei criteri per accesso alla pensione e relativo allungamento dell'età pensionabile. Legata alla Riforma Fornero, la questione degli esodati (lavoratori oltre i cinquant'anni fuori dal mercato del lavoro che con le novità introdotte non possono ancora accedere alla pensione) rappresenta un vero e proprio problema sociale, parzialmente tamponato con i successivi provvedimenti introdotti dal governo, utili a "salvare" circa 65.000 esodati italiani.

Nel caso di lavoratore con famigliare disabile grave, la questione pensione è un tasto assai delicato, su cui gruppi e associazioni battagliano da tempo, chiedendo che venga riconosciuto un diritto al prepensionamento, in considerazione del carico quotidiano dovuto all'assistenza dei propri familiari non autosufficienti. Che succede, dunque, se ad essere un esodato è un padre o una madre di figlio disabile grave? Sulla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 2012 è stato pubblicato il Decreto Interministeriale emesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, unitamente al Ministro dell'Economia e delle Finanze, in cui si regolamenta la questione dei cosiddetti "salvaguardati", ovvero quei lavoratori che, in quanto esodati, possono usufruire dell'esonero dall'applicazione  dall'applicazione delle nuove regole di accesso alla pensione. Tra questi rientrano anche i genitori di persone con disabilità gravi, che potranno andare in pensione secondo le vecchie regole.

 I REQUISITI - Nel Decreto interministeriale si indicano i criteri che saranno applicati per la concessione di questo diritto. Per prima cosa, ad essere interessati sono solo i genitori di persone con disabilità grave (esclusi dunque tutti gli altri gradi di parentela). Altro requisito è quello temporale:  gli stessi alla data del 31 ottobre 2011 devono risultare essere in congedo straordinario per assistere figli con disabilità grave. Alle loro spalle deve risultare un carico di 40 anni di contribuzione, e devono maturare entro 24 mesi dalla data di inizio del congedo, il requisito contributivo per l'accesso al pensionamento indipendentemente dall'età anagrafica.

LE DOMANDE - Solo questi quindi, una volta verificati i requisiti, potranno andare in pensione secondo le vecchie regole, quelle precedenti la riforma previdenziale.  Nota assai dolente: la misura si applicherà - ferme restando le verifiche dei requisiti - solo a 150 lavoratori. Considerando che attualmente sono oltre 3.000 i genitori che usufruiscono del congedo (dati Anffas), la forbice tra gli aventi diritto e quelli che resteranno fuori dalla misura, si allarga di molto.
Le domande devono essere inviate dal soggetto interessato tramite posta elettronica certificata o raccomandata A/R secondo le modalità e agli indirizzi indicati nella Circolare  n. 19/2012 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro il 21 novembre 2012.

LE COMMISSIONI - La stessa circolare rende note anche le modalità che saranno applicate dalle Commissioni che prenderanno in esame le domande per valutare chi potrà accedere ai benefici. Si tratta di Commissioni composte da due funzionari della Direzione territoriale del Lavoro  e da un funzionario dell'Inps formate nelle singole Direzioni territoriali del Lavoro competenti per territorio.

Se da una parte si tratta di una azione senz'altro dovuta, dall'altro lasciano un po' stupiti i criteri, nei quali alcune falle sono davvero evidenti, come quello dell'applicazione ai soli genitori di persone gravemente disabili, come pure l'elemento temporale, che limita ai soli "fortunati" in grado di conservare il congedo fino al 30 ottobre 2011.


PER APPROFONDIRE:

Circolare  n. 19/2012 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali


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