CONGEDO GENITORI DI DISABILI: L’EMENDAMENTO SA DI BEFFA
Tanta la rabbia del Coordinamento del prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi che promette battaglia
Segnatevi la data del 31 ottobre 2011, perché questo giorno rappresenta davvero uno spartiacque tra chi può e chi non può. Ci stiamo riferendo alla data cui fare riferimento per verificare se si avrà diritto al congedo in quanto genitore di figli disabili gravi.
Ma andiamo per ordine. E’ notizia di pochissimi giorni fa dell’inserimento, nel Decreto Milleproproghe emanato dal Governo, di un emendamento che consente "ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 risultano essere in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali maturino, entro 24 mesi dalla data di inizio del predetto congedo il requisito contributivo per l'accesso al pensionamento indipendentemente dall'età anagrafica...", valido per genitori che lavorino nei settori pubblico e privato, in congedo per assistere figli disabili gravi.
L’emendamento, proposto e a firma della Senatrice Mariangela Bastico (Pd), lascia però l’amaro in bocca al Coordinamento del prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi, da tempo impegnato per la messa in atto di politiche a sostegno delle famiglie schiacciate dal peso di un’assistenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che non ci sta.
Il Coordinamento, promotore a sua volta di una proposta di legge da due anni ferma alle Commissioni Senato per chiedere una presa in carico del problema a 360 gradi, sottolinea in particolare almeno due motivi per cui l’emendamento si rivelerebbe anticostituzionale. In primis, l’individuazione di una data, il 31 ottobre 2011 appunto, come spartiacque tra chi potrà avvalersi della nuova agevolazione, e chi no. Secondo l’emendamento, infatti, solo chi si fosse trovato in congedo straordinario in quel preciso giorno rientrerà negli aventi diritto. Tutti gli altri, che avessero già terminato i giorni a disposizione, o che semplicemente in quella data non si fossero trovati in congedo per vari motivi – non ultimo quello di aver terminato i giorni a disposizione - sarebbero tagliati fuori.
Il secondo punto davvero incomprensibile è inoltre l’applicazione della norma ai soli genitori di disabili, escludendo così tutte le altre figure famigliari che possano invece essere impegnate nell’assistenza alla persona con disabilità.
Il sentimento tra i famigliari di disabili gravi è quindi quello di rabbia, rabbia per un emendamento che sembra più un “contentino” col sapore della beffa, se si considera che non solo la norma limita le agevolazioni a un ristrettissimo numero di persone, non solo vengono rigettate le domande per un prepensionamento a quei famigliari logorati da un carico assistenziale senza pari, ma che anzi, come qualsiasi lavoratore, anche loro dovranno sottostare agli aumenti dell’età pensionabile come qualsiasi lavoratore.
Ma il Coordinamento non si ferma qui, e promette battaglia. In primis, con la stesura di una lettera che gli aderenti del comitato sono invitati a inviare al Ministro Elsa Fornero e al Sen. Mariangela Bastico, nella quale si legge che “Le nostre famiglie si battono da anni per ottenere il riconoscimento della opportunità di prepensionamento dei lavoratori e delle lavoratrici che svolgono il lavoro di cura nei confronti di familiari disabili gravi e gravissimi. Ma la politica e le Istituzioni fanno orecchie da mercante ed anzi emettono norme che hanno il sapore della beffa e questo dopo 17 anni di attesa e di false promesse! In tutta Italia abbiamo raccolto oltre 200.000 firme che attestano l’adesione di tanti e tante.”
Ancora: “Nel complimentarci con amara ironia per l'emendamento 6.63 appena approvato e finanziato nel Decreto Milleproroghe con 10 milioni di euro in due anni e per questo nuovo spreco di risorse che non risponde affatto alle esigenze delle nostre famiglie, abbiamo deciso di aprire le nostre case e di invitarvi a trascorrere un fine settimana da noi” ricordando che “Siamo dappertutto; qualcuno di noi potrebbe essere il suo vicino di casa. Le nostre famiglie vi ospiteranno per farvi capire cosa significa la nostra condizione di care-giver, 24 ore 24, 365 giorni l'anno, escluso solamente l'orario del nostro impegno professionale dal quale è NECESSARIO CHE CI SOLLEVIATE, riconoscendo come accade nel resto d'Europa, l'impegno del quale ogni giorno solleviamo la collettività. Vi aspettiamo!”
La battaglia si preannuncia quindi lunga.
PER INFO:
Comitato Prepensionamento per i Familiari di Disabili Gravi e Gravissimi
Link all’emendamento
IN DISABILI.COM:
Speciale Lavoro Disabili
PREPENSIONAMENTO PER I FAMILIARI CHE ASSISTONO DISABILI GRAVI
Francesca Martin
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Martedì 21 Febbraio 2012 00:01










