Menù

ford veicoli per disabili Advertisement
TRASPORTO CARROZZINA
shop prodotto disabiliabili
poltrona relax
tecnodrive allestimenti trasporto disabili
banner materasso
caterismo disabili
ascensori per disabili
scooter per disabili
scooter per disabili byco
Tieniti aggiornato iscriviti alla newsletter
Privacy e Termini di Utilizzo
  • Allestimento su Ford B-Max per il trasporto disabili con ribaltina o sedile girevole

    Allestimento su Ford B-Max per il trasporto disabili con ribaltina o sedile girevole

  • Küschall Compact Attract, la carrozzina superleggera pieghevole totalmente a Nomenclatore Tariffario

    Küschall Compact Attract, la carrozzina superleggera pieghevole totalmente a Nomenclatore Tariffario

  • BycoDrive: da scooter pieghevole a unita' trainante per carrozzina in pochi gesti

    BycoDrive: da scooter pieghevole a unita' trainante per carrozzina in pochi gesti

  • Jaguar, la carrozzina superleggera che pesa solo 7,6 kg

    Jaguar, la carrozzina superleggera che pesa solo 7,6 kg

  • Sostituire il vecchio ascensore con KONE NanoSpace™, la soluzione rapida e vantaggiosa

    Sostituire il vecchio ascensore con KONE NanoSpace™, la soluzione rapida e vantaggiosa

giochi bambini disabili

Esperti rispondono

Grid List

Ho chiesto per mia madre disabile in carrozzina, e con me residente, la possibilità di accedere con la macchina al piano sotterraneo dove sono presenti i box di altri condomini (io non sono proprietaria di box), il cui corsello e corridoio sono recintati e protetti da due cancelli elettrici, solo per la mobilità di mia madre cioè solo per le volte in cui è necessitata ad uscire di casa. In un primo momento mi è stata accordata e mi avevano dato le chiavi dei cancelli elettrici, ora, sulla richiesta di un condomino, mi viene rifiutata. L'uscita ordinaria dal portone essendo sotto il pavimento stradale, prevede l'accesso al parcheggio comune solo tramite scalini in pietra. Esistono delle norme che mi possano permettere l'accesso al corridoio dei box. Inoltre il medesimo corridoio e i box si trovano al piano sotterraneo che è lo stesso del corridoio delle cantine di cui sono proprietaria e diviso da questo solo da una porta senza chiave, probabilmente per questione di sicurezza dell'intero edificio. L'immobile è stato ultimato tra il 1988/1989 e successivamente ristrutturato. il secondo dei due cancelli elettrici è stato predisposto per l'accesso ad una stradina che costeggia il muro dei box, e sul quale i proprietari degli stessi si sono autonomamente costruiti dei parcheggi.

 

La risposta dell'Ing. Marchetti


Sono sempre di più colpito dalla “sensibilità” mostrata nei confronti delle esigenze dei portatori di handicap. Che giustificazioni avrà portato quel condomino per rifiutare la chiave del cancello elettrico?
Faccia richiesta all’assemblea di costruire un sistema per l’abbattimento delle barriere architettoniche (rampa, servoscala, piattaforma elevatrice, ascensore).

 

Ing. Marco Marchetti
www.vimec.biz

Add a comment

Sto costruendo un agriturismo che vorrei fosse il più possibile fruibile da persone con disabilità. Oltre al bagno con il maniglione, ci sono idee e linee guida da poter seguire per poterlo rendere estremamente accogliente?


La risposta dell'Ing. Marchetti

Non conosco linee guida per rendere più accogliente l’ambiente. Per quanto riguarda invece il bagno la invito a leggere attentamente il DM 236 del 1989 dove si trovano tutti i requisiti da rispettare.

 

Ing. Marco Marchetti
www.vimec.biz

Add a comment

Amministro un condominio di 3 piani, di cui uno seminterrato, dotato di ascensore. dal cortile per accedere al seminterrato ci sono 4 gradini, per totali cm. 60,00 di dislivello da vincere. Poiché al primo piano c'è una scuola interpreti, il titolare mi chiede l'installazione di una rampa per poter far accedere eventuali disabili dal seminterrato, tramite ascensore. Quanto deve essere lunga questa rampa per vincere il dislivello di 60 cm., ovvero l'altezza dei 4 gradini che dal cortile interno portano al seminterrato?

La risposta dell'Ing. Marchetti

Per quanto riguarda i requisiti delle rampe, li riporto di seguito (dal DM 236/1989)
“8.1.11. Rampe Non viene considerato accessibile il superamento di un dislivello superiore a 3.20 m ottenuto esclusivamente mediante rampe inclinate poste in successione.
La larghezza minima di una rampa deve essere: -di 0.90 m per consentire il transito di una persona su sedia a ruote;
-di 1 ,50 m per consentire l'incrocio di due persone. Ogni 10 m di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1,50 x 1,50 m, ovvero 1,40 x 1,70 m in senso trasversale e 1 ,70 m in senso longitudinale al verso di marcia, oltre l'ingombro di apertura di eventuali porte.
Qualora al lato della rampa sia presente un parapetto non pieno, la rampa deve avere un cordolo di almeno 10 cm di altezza. La pendenza delle rampe non deve superare 1'8%.
Sono ammesse pendenze superiori, nei casi di adeguamento, rapportate allo sviluppo lineare effettivo della rampa.
In tal caso il rapporto tra la pendenza e la lunghezza deve essere comunque di valore inferiore rispetto a quelli individuati dalla linea di interpolazione del seguente grafico. “

Grafico pendenza rampa

Ing. Marco Marchetti
www.vimec.biz

 

Add a comment

Gentile avvocato,
solo da pochi giorni sono venuta a conoscenza del nuovo comma 2 bis dell'art. 20 della legge 104/92 modificata dall'art. 25 della Legge 114/ 2014.
LEGGE - L'art. 25 - comma 9 del Decreto legge n. 90/2014 (cosiddetto Decreto Semplificazioni) convertito con modificazioni dalla legge n. 114/2014 ha modificato l'art. 20 della legge 104/92 aggiungendo il comma 2-bis in cui si prevede che una persona con invalidità uguale o superiore all'80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista nel concorso pubblico.
Essendo affetta da sclerosi multipla con invalidità dell'80% e dovendo sostenere, a breve, l'esame di Stato per abilitazione alla professione di Architetto, Le chiedo se sono tenuta a sostenere le varie prove o se ne sono esente.
In attesa di una Sua cortese risposta porgo cordiali saluti.
P. P.  

La risposta dell'avvocato Colicchia

Cortese P.P.;
Con il penultimo comma, l'articolo 25 interviene pure sulla legge 104/1992 e in particolare sull'articolo 20 quello che riguarda le prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni.
Viene inserito un nuovo comma che stabilisce che una persona con invalidità uguale o superiore all'80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista.
Badi bene però che è fatto espresso riferimento alla prova preselettiva eventualmente prevista, ossia una prova che in alcuni casi può prevista al fine di limitare il numero dei candidati ammessi alla procedura, e non anche alle altre prove necessarie per il superamento del concorso.

Spero di esserle stato di aiuto
Cordiali saluti.

AVV. ROBERTO COLICCHIA

Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

 

Add a comment

Buongiorno,
Le scrivo in quanto la mia banca mi ha obbligato ad aprire un conto per l'incasso della pensione di mia figlia di anni 4 disabile al 100% in quanto ha una malattia genetica rara.
Ho letto la modulistica ma mi sono rifiutato di firmare il contratto in quanto impone 2 principi:
1) in caso di contrasto nell'utilizzo della pensione la banca è autorizzata a consentire le operazioni di prelievo soltanto dietro autorizzazione del giudice tutelare
2) non si possono delegare terze persone all'utilizzo del conto, per cui in caso di decesso o malattia grave  nostra figlia non è tutelata. Ha qualche consiglio da darci?
E. G. C.  

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile E.G.C.;
La questione da lei sottoposta è stata spesso oggetto di discussione e di richiesta di chiarimenti da parte di genitori che si trovavano nelle sue stesse condizioni.
Giova dunque porre l'attenzione su quanto espressamente stabilito dall'INPS  con il messaggio n. 3606 del 26 marzo 2014, tramte cui sono stati precisati quali sono i diritti dei genitori dei ragazzi disabili o di chi ne fa le veci.
Al riguardo l'ente ha previso che : non serve l'autorizzazione da parte del Giudice tutelare per gestire e aprire un conto corrente intestato al minore beneficiario dell'indennità di accompagnamento o di frequenza. Tali indennità, infatti, devono essere gestite direttamente dai genitori o da chi ne fa legalmente le veci per l'assistenza e la cura del minore.
In genere, se sul conto vengono effettuati versamenti e prelievi di importi limitati, alla banca potrà bastare l'esercizio della potestà genitoriale, ovvero basterà dimostrare di essere i genitori del minore o il legale rappresentante.
Per altri atti dispositivi che eccedano l'ordinaria amministrazione, ovvero che prevedono l'esborso di somme più importanti, invece, la banca dovrà pretendere l'autorizzazione del giudice tutelare. Questo perché l'indennità di frequenza o di accompagnamento è destinata ad essere utilizzata dai genitori o da chi ne fa le veci per provvedere all'assistenza e alla cura del minore disabile. Le somme, quindi, sono liberamente utilizzabili dai genitori ad esempio per la frequenza di corsi scolastici o di formazione, cure mediche, trattamenti riabilitativi, terapeutici e riabilitativi e per l'assistenza di un accompagnatore.

Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

 

Add a comment

Buongiorno,
ho 54 anni, invalida al 75% per artrodesi D2-L4, disturbo bipolare, sono impiegata. Nell'ultimo rinnovo contrattuale è stato firmato un accordo che prevede che dal 4° al 6° evento di malattia venga detratto il 50% dello stipendio per giorno di malattia, dal 7° evento la detrazione passa al 75%. Senza menzionare se chi è disabile ne fosse esonerato. Viene fornita soltanto una lista di patologie: epatite, tubercolosi, cirrosi, pancreatite ed altre a livelli che uno deve essere quasi morto. E' legale, è possibile? Ci si può difendere?
A.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile A.;
In materia di congedo per cure invalidi e trattamento economico di malattia la normativa di riferimento è quella dettata  dal Decreto legislativo n. 119 del 2011 per i dipendenti mutilati e invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%.
A  questi è concessa  la possibilità di usufruire ogni anno, anche frazionatamente, di un congedo per cure di 30 giorni.
Durante tale congedo, che non rientra nel periodo di comporto, il dipendente percepisce il trattamento economico previsto dal regime delle assenze per malattia.
Il dipendente per poter usufruire dei vantaggi previsti dalla legge deve presentare domanda accompagnata dal certificato del medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica che attesti la necessità delle cure in relazione all'invalidità riconosciuta e documentare in maniera idonea la sottoposizione alle cure (art. 7 - comma 2 del D.Lgs 119/2011).
La domanda deve essere rivolta al datore di lavoro che retribuisce il congedo secondo il regime economico delle assenze per malattia.
I giorni di assenza del congedo per cure vengono retribuiti dal datore di lavoro con le regole delle assenze per malattia (art. 7 - comma 3 del D.Lgs n. 119/2011).
Il congedo per cure non è indennizzabile dall'INPS e rimane a carico del datore di lavoro (Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, 5 dicembre 2006).
Con l' interpello n. 10/2013 la direzione generale del Ministero del Lavoro ha, al riguardo, ribadito che l'indennità per congedo per cure va calcolata secondo il regime economico delle assenze per malattia, esclusivamente per quel che riguarda il computo dell'indennità, la quale comunque continua ad essere sostenuta dal datore di lavoro e non dall'Istituto previdenziale.
Inoltre, ai fini della corretta determinazione del trattamento economico corrispondente, appare pos-sibile intendere la fruizione frazionata dei permessi come un solo episodio morboso di carattere continuativo, in quanto connesso alla medesima infermità invalidante riconosciuta.
In ogni caso, per il suo caso specifico, Le consiglio di verificare quanto specificamente previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria e di richiedere consulenza ed eventuale assi-stenza ad un ente di patronato.

Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

Add a comment

Ho SLA di tipo spinale. Vorrei carrozzina elettronica da usare sia indoor che out. Meglio trazione anteriore o posteriore? Come si carica sull'auto? Peso ca. 85 kg
Ho visto il modello Permobil F3 corpus, può andare bene ?
Grazie S.

La risposta dell'esperto

Salve Sig. S,
le carrozzine elettroniche a trazione posteriore sono consigliabili per un uso prevalentemente esterno, mentre quelle a trazione anteriore hanno una maggiore manovrabilità in spazi più stretti e quindi indoor.
Molto dipende anche dallo stile di guida dell'utente e dal feeling ricevuto, per questo motivo il mio consiglio è sempre quello di poter provare l'ausilio prima di acquistarlo.
Il carico su una autovettura è possibile farlo tramite rampe rimovibili di adeguata lunghezza o rivolgersi ad una officina specializzata per il montaggio di rampa manuale o automatizzata. E' logico che dipende tutto dalla grandezza della macchina e della possibilità di predisporre un piano dove asicurare tramite cinghie la carrozzina che viene trasportata.
Il modello F3 è l'ultima carrozzina presentata da Permobil, uguale al modello F5 ma con misure più compatte. E' adatta sia per interni, grazie alla trazione anteriore, che per esterni in quanto è dotata di un telaio molto rigido, sospensioni per ogni singola ruota in abbinamento ad un sistema di controllo della stabilità e traiettoria. Queste specifiche garantiscono un controllo estremamente preciso sulla maggior parte dei percorsi esterni.

Se vuole informazioni più approfondite sul modello in oggetto, può utilizzare il modulo di contatto diretto con l'azienda che trova a questa pagina

Saluti, Michele Giorni Disabili Abili

Add a comment

MI servirebbe sapere la misura delle ruote posteriori e anteriori  delle carrozzine per disabili, visto che devo montare delle rampe in alluminio ad un Taxi.
Grazie
G.

La risposta dell'esperto

Gentile Sig. G,
Le carrozzine elettriche hanno una larghezza che varia a seconda del modello e della marca. Le ruote di trazione anteriori o posteriori, che hanno il maggior ingombro, possono avere una larghezza esterna da un minimo di 55 cm fino ad un massimo di 65 cm. (esistono altre carrozzine per esigenze particolari, come il fuoristrada, con misure superiori).
Per le manuali la larghezza più comune è di cm 52, ma può variare anche di parecchi cm a seconda della grandezza della seduta dell'utente.

Saluti, Michele Giorni Disabili Abili Add a comment

Sono in carrozzina manuale con SM. Per due cadute ho avuto  il ginocchio Dx traumatizzato e i malleoli di Sx fratturati con vite e chiodo al titanio. La mia prima esigenza  è dormire/riposare con busto abbassato e gambe sollevate, ma con il problema che vado soggetta a clono-caviglia con scuotimento degli arti inferiori.
Ho inoltre l'uso delle mani debole e scoordinato (impossibile usare tablet/smartphone...). Niente ascensore e la struttura delle scale di casa non permette pedana, ma ho solo un montascale in cui  vengo messa e tolta con due sollevatori posti in cima e in fondo (e ho 2 carrozzine).
Se devo pensare ad una carrozzina elettrica o cmq impegnativa penso dovrò caricarla/scaricarla dal mio balcone con un piccolo argano. [e dire che un parallelepipedo gonfiabile a batteria forse risolverebbe la stasi venosa a disabili e abili - qualcuno vuol brevettare??]. Cloni e traumi mi impediscono di usare verticalizzatori e mezzi "veloci". Solo una possibile pedana posteriore tipo biga potrebbe alleviare la fatica a mio marito (ma lui vuol fare ginnastica...!!). Se devo muovermi da sola dovrei avere un joystyck intelligente che corregga le mie imprecisioni ed altre diavolerie elettroniche ad evitare danni a muri, mobili e .... caviglie!!. Sono [è il marito che scrive..] poco portata alla tecnica e poco paziente per prove e collaudi (!!!!!) Non è un problema, come si dice, "stimolante"?
Cordiali saluti
C.

La risposta dell'esperto

Gentile Sig. C.,
il grande problema per la sua movimentazione è sicuramente la mancanza di un ascensore, cosa che ha parzialmente risolto installando un montascale.
E' certo che una carrozzina elettrica ha un peso maggiore di una manuale, una soluzione  è quella di lasciarla in fondo al montascale e di usarla esclusivamente per gli esterni.
Altrimenti può scegliere una carrozzina elettrica da interni da usare dentro casa, potrebbe optare per una smontabile e di facile trasporto al piano.
Il problema del controllo della carrozzina è risolvibile installando un comando posteriore denominato "attendant" in modo tale da essere utilizzato da un accompagnatore.


Saluti, Michele Giorni - Disabili Abili Add a comment