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DIRETTIVA SUI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: IL MIUR PUBBLICA LA CIRCOLARE CON LE INDICAZIONI OPERATIVE

scuola bambini in classeLa via per l’inclusione dei BES: presa in carico collegiale e personalizzazione dell’apprendimento


Il 6 Marzo scorso il MIUR ha pubblicato la circolare n. 8 contenente le indicazioni operative per l’applicazione della Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 sui bisogni educativi speciali e sull’organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica.

La Direttiva delinea la strategia per realizzare il diritto all’apprendimento degli alunni in situazione di difficoltà , estendendo il campo di intervento non solo agli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), già previsto dalla L. n. 170/11, ma anche all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES), comprendente disabilità , DSA e/o disturbi evolutivi specifici, svantaggio linguistico, sociale e culturale. Essa estende a tutti gli allievi in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi ai principi della L. n. 53/03. Fermo restando l’obbligo di certificazione per le situazioni di disabilità e di diagnosi per i DSA, è compito del Consiglio di classe o del team dei docenti di scuola primaria indicare in quali altri casi sia necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica e/o di misure compensative o dispensative, nella presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni. Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire e documentare, secondo un’elaborazione collegiale, le strategie di intervento ed i criteri di valutazione più idonei. Il PDP, dunque, non è più indicato solo per i DSA, ma anche per progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita, di cui moltissimi alunni con BES, privi di certificazione diagnostica, hanno bisogno.

LA CIRCOLARE ‑¬â€˜ La circolare dedica ampio spazio proprio ai BES non certificati, agli svantaggi socioeconomici, linguistici e culturali: tali tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi o di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Per questi alunni è possibile attivare percorsi individualizzati e personalizzati, oltre che adottare strumenti compensativi e misure dispensative, per il tempo strettamente necessario. A differenza delle situazioni di disturbo documentate da diagnosi, infatti, le misure dispensative avranno in questo caso carattere transitorio, privilegiando le strategie educative e didattiche attraverso percorsi personalizzati.

POLITICA PER L’INCLUSIONE ‑¬â€˜ Nella circolare si esplicita che compiti del Gruppo di lavoro e di studio d’Istituto (GLHI) si estendono alle problematiche relative a tutti i BES, assumendo la denominazione di Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI), con più ampie funzioni, anche di interfaccia con altri organi istituzionali e del territorio. Nel Piano dell’Offerta Formativa (POF) della scuola, inoltre, occorre che trovino esplicitazione il concreto impegno programmatico per l’inclusione e l’utilizzo funzionale delle risorse. A livello territoriale un ruolo fondamentale è affidato ai Centri Territoriali di Supporto (CTS), quale interfaccia fra l’Amministrazione e le scuole, nonché rete di supporto al processo di integrazione. Risulta inoltre strategico il ruolo dei nuovi Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI), che potranno contribuire anche all’attuazione del D.L. n. 5/12, in cui si prevede la definizione di un organico dell’autonomia, funzionale all’ordinaria attività e di un organico di rete (scuole, reti di scuole ed ambiti provinciali), con carattere di stabilità per almeno un triennio, anche per i posti di sostegno, fatte salve le esigenze che ne determinano la rimodulazione annuale.
Quest’ultimo aspetto appare di particolare interesse e potrebbe consentire una più diffusa continuità didattica.

Il problema principale per la realizzazione di tali propositi rimane quello delle risorse, che appaiono del tutto inadeguate a concretizzare il complesso lavoro che essi implicano. Il MIUR sta infatti fornendo nel tempo strumenti normativi avanzati ed attenti alle necessità specifiche di ciascuno, cui si accompagna, però, la continua contrazione delle risorse. In tale situazione le buone intenzioni difficilmente potranno trovare reale e concreta applicazione e potrebbero restare mera, ulteriore e sterile incombenza burocratica.


APPROFONDIMENTI:
La circolare
Pagina del sito del MIUR dedicata al tema

IN DISABILI.COM:


La Direttiva



Tina Naccarato



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disegno che lega le lettere dal cervello alla bocca Anche la nostra bella lingua italiana, come tutte le belle lingue, presenta i suoi difetti, le sue zona d'ombra, le sue cattive interpretazioni: mi spiego.
Se io dico che una persona è: disubbidiente, disoccupata, disattenta, voglio indicare che è rispettivamente "priva" di obbedienza, occupazioone, attenzione.Di conseguenza, se mi si definisce "disabile", si dice che io sono "privo di abilità": ma io non ci sto a che mi si definisca in questo modo.... Continua sul FORUM