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NON SOLO DISABILI: DIRETTIVA DEL MIUR SU TUTTI GLI ALLIEVI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

scuola: classe di alunni Previsti percorsi didattici  ad hoc per tutte le situazioni di svantaggio non certificate, con interventi  individualizzati e personalizzati, prove compensative e dispensative

Il 27 Dicembre scorso il MIUR ha emanato una Direttiva rivoluzionaria, secondo cui l'area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. La complessità delle classi, infatti, diviene sempre più evidente e sono in costante aumento gli alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione, per molteplici ragioni. Quest'area dello svantaggio scolastico, che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: la disabilità ; i disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici e lo svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.

Per Disturbi evolutivi specifici intendiamo, oltre i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell'attenzione e dell'iperattività (ADHD). Queste ed altre differenti problematiche non vengono certificate ai sensi della L. 104/92 e non danno quindi diritto alle misure da essa previste, tra cui il docente di sostegno. La L. 170/2010 sui DSA rappresenta in tal senso una svolta poiché apre un diverso canale di cura educativa, concretizzando i principi di personalizzazione dei percorsi di studio enunciati nella L. 53/03, nella prospettiva della presa in carico dell'alunno con BES da parte di ciascun docente curricolare.

GLI ALLIEVI CON BES - Quanti sono in Italia gli allievi con BES? Gli alunni con disabilità certificata sono circa 113 mila, quelli con   DSA circa 300 mila e quelli con ADHD circa 80 mila. Vi sono poi alunni con funzionamento cognitivo limite (o borderline) che rappresentano circa il 2,5% della popolazione scolastica (200 mila), senza considerare quelli con svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale, presumibilmente non pochi. Si tratta quindi di oltre 700 mila alunni  (8,5% della popolazione scolastica) con BES. Una nuova sfida, non facile, per l'integrazione, in una scuola sempre più povera di risorse.

STRUMENTI DI INTERVENTO -  La Direttiva contiene importanti indicazioni sugli strumenti d'intervento. In particolare, viene evidenziata la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato, individuale o riferito a tutti i bambini della classe con BES, che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate. Esso può prevedere gli strumenti compensativi e le misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della L. 170/2010 (DM 5669/11) e l'adozione di una didattica inclusiva e centrata sull'apprendimento. In vista dell'accrescimento delle competenze di docenti e dirigenti, le Università attiveranno appositi corsi di perfezionamento professionale e/o master. Sono stati inoltre istituiti Centri Territoriali di Supporto (CTS) presso scuole polo, già previsti dal D. 5669/11, con funzione informativa e formativa, di gestione e consulenza, di ricerca e sperimentazione.

Tante attenzioni, dunque, alle nuove e complesse realtà della scuola italiana, con il riconoscimento delle varie, numerose  e mutevoli situazioni di bisogno, che necessitano di interventi didattici individualizzati e personalizzati. Rimane da chiedersi, però,  se essi possano essere realizzati dal solo docente curricolare, che lavora in classi sempre più numerose  e problematiche.


APPROFONDIMENTI

La direttiva


In Disabili.com

Misure previste per i DSA

Integrazione di tutte le diversità



Tina Naccarato

Forum

DISABILI O PORTATORI DI DISABILITA'?

disegno che lega le lettere dal cervello alla bocca Anche la nostra bella lingua italiana, come tutte le belle lingue, presenta i suoi difetti, le sue zona d'ombra, le sue cattive interpretazioni: mi spiego.
Se io dico che una persona è: disubbidiente, disoccupata, disattenta, voglio indicare che è rispettivamente "priva" di obbedienza, occupazioone, attenzione.Di conseguenza, se mi si definisce "disabile", si dice che io sono "privo di abilità": ma io non ci sto a che mi si definisca in questo modo.... Continua sul FORUM