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NON AUTOSUFFICIENZA? TROPPO COSTOSA PER L'ITALIA

 
 


taglio_speseR375Promuovere i servizi territoriali creando anche un sistema privato di fondi integrativi

In Italia i costi per le cure dedicate ai non autosufficienti sono eccessivi, questo è quanto emerge con violenza dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia. Per far fronte a questa spesa eccessiva ci saranno dei tagli, saranno istituiti dei fondi previdenziali privati, saranno promossi i servizi territoriali ma solo alle Regioni che si dimostreranno realmente efficienti saranno concessi i finanziamenti del Fondo per la non autosufficienza.

LA SITUAZIONE - In Italia le persone non autosufficienti sono almeno 2,6 milioni, di cui 2 milioni di anziani. La non autosufficienza riguarda quindi, se le stime non sbagliano, 1 famiglia italiana su 10.
Quali sono le risposte possibili a una persona che non è in grado di essere autonoma? I servizi domiciliari, i servizi residenziali, i centri diurni, i trasferimenti monetari diretti (l’indennità di accompagnamento per capirci) e il sostegno al lavoro privato di cura (agevolazioni fiscali, assegni finalizzati etc).
Le badanti, o assistenti familiari, hanno praticamente colmato da sole il vuoto dei servizi territoriali: in Italia lavorano circa 770 mila badanti, di cui circa 700 mila straniere, e i miliardi stimati per le loro retribuzioni sono 9 all’anno.

LA SPESA STATALE - Lo Stato esborsa circa 6,3 miliardi annui in indennità di accompagnamento. Pare che in Italia, a differenza degli altri paesi UE, la spesa monetaria verso il long term care (cure a lungo termine) sia assolutamente eccessiva, raggiungendo infatti il 42%, contro il 24% della Germania e il 14% della Norvegia.
Le ultime stime disponibili illustrano che la spesa pubblica relativa al 2007 per l’assistenza continuativa a persone non autosufficienti ammonta a 17,3 miliardi di euro (secondo i dati della Ragioneria dello Stato).

NORD E SUD –  Le condizioni di disabilità sono più gravi nell’Italia del Sud e nelle isole, si parla di tasso standardizzato di patologie croniche del 14% al sud contro il 12% del nord. Si legge nel rapporto che il divario Nord - Sud emerge in tutta la sua forza con Veneto – Friuli Venezia Giulia – Emilia Romagna – Lombardia che “prendono in carico” a diverso titolo (in rapporto alla  popolazione) il triplo degli anziani non autosufficienti di Campania, Puglia, Calabria. Lo stesso parametro raggiunge il valore di 4 -5 volte se si considera la percentuale di anziani utenti di strutture. L’ADI conferma il fenomeno.
Nelle Regioni in cui vi è la maggior presenza di servizi (Nord) si registra la più  bassa percentuale di pensioni di accompagnamento, al contrario ove i servizi sono più carenti la pressione per ottenere invalidità e indennità di accompagnamento sono superiori, fatto assolutamente non giustificato da particolari situazioni epidemiologiche
.

QUALE SOLUZIONE ? – Secondo il Governo la via italiana dovrà essere una collaborazione tra il sistema pubblico e quello privato. Il Ministro Sacconi ha infatti dichiarato di voler tagliare gli sprechi e promuovere lo sviluppo dei servizi territoriali. Saranno però istituiti anche dei fondi integrativi previdenziali privati che dovranno supplire alle carenze statali e garantire ai cittadini il diritto e la responsabilità di scelta delle prestazioni nonché una efficace ed efficiente gestione delle loro risorse. I finanziamenti alle Regioni infine si baseranno su un criterio di “virtuosismo”: le risorse aggiuntive erogate dal fondo per la non autosufficienza dovranno essere “condizionate a comportamenti che sviluppano servizi virtuosi”.

FAVOREVOLI O CONTRARI ? -  Il presidente dell’Auser (Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà) Michele Mangano si dice preoccupato e non condivide inoltre la proposta dei fondi integrativi privati, in quanto non rappresenta una soluzione ma una scorciatoia, scelta per non impegnarsi in una strategia di più ampio respiro.
Cgil chiede un adeguato finanziamento del Fondo Nazionale per l’autosufficienza, mentre CISL  auspica urgentemente che si legiferi sui diritti fondamentali alla cura, all’assistenza, all’integrazione sociale e al sostegno alle famiglie.

Il Rapporto sulla non autosufficienza in Italia 2010 è scaricabile a questo indirizzo web.

Per approfondire:

INVALIDITA’ CIVILE

INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO

Ilaria Vacca


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Commenti (1)
nn lo abbiamo voluto noi
1 Martedì 03 Agosto 2010 15:12
giusy62
nn tutti hanno voluto diventare disabili.....come me che nel 1997 mi hanno diagnosticato la sclerosi multipla,ma purtroppo se nn si è autosufficenti qualcuno ci deve pur aiutare,lo stato dovrebbe fare seri controlli ed io penso che ci sarebbero molti + soldi.


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