"ASSISTENTI SESSUALI" O PROSTITUTE?
In Svizzera, a seconda delle visioni, sono "avanti". O forse sono "indietro". Date voi un giudizio.
Il fatto è presto detto, i primi dieci «accarezzatori» e «accarezzatrici» per disabili psichici hanno iniziato ad operare a Zurigo, dopo un corso di formazione (piacerebbe vedere gli autorevoli testi su cui queste persone hanno studiato...).
Prestazioni a pagamento, che i 10 "professionisti" svolgono nel loro tempo libero e ad una tariffa di 150 franchi (100 euro circa) l'ora più le spese di viaggio. Esclusi i rapporti sessuali orali e sessuali veri e propri, gli assistenti sessuali propongono ai disabili che lo richiedono massaggi, carezze, esperienze sensuali o giochi erotici. Per aiutare il cliente, si spogliano completamente anche loro. In ogni caso, sono i clienti a fissare il limite da non superare.
"Si tratta di 6 donne e 4 uomini - dice Aiha Zemp, presidente ad interim dell'associazione basilese «Handicap e sessualità - contro la violenza sessualizzata» (Fachstelle Behinderung und Sexualität - gegen sexualisierte Gewalt, FaBS) - che a fianco alla loro nuova attività già operano nel mondo del lavoro svolgendo un'altra professione, di tutto rispetto: dal falegname, al fisioterapista, passando dalla giornalista o l'insegnante di lavoro manuale."
La FaBS ha ripreso lo scorso mese di novembre le redini del progetto dalla sezione zurighese di Pro Infirmis, che lo aveva abbandonato a causa delle reazioni negative e del calo delle donazioni provocate da un'iniziativa "che tocca due temi che rimangono tabù nella nostra società: l'handicap e la sessualità". Ci permettiamo un commento: c'è modo e modo di toccare questi due temi, e non tutti sono validi, evidentemente.
Il nome che si sono date queste persone è "assistente sessuale".
Ad "erudirli" ci ha pensato l'olandese Nina de Vries, una "pioniera in questo campo" con esperienza pluriennale in Germania. Notate, la chiamiamo solo con il nome e la nazionalità e non ci spingiamo oltre. Visto che ha esperienza in Germania, siamo andati a cercare il suo nome nel web, anche per capire se darle la qualifica di "sessuologa" o di qualcosa di un po' più volgare. A toglierci dalle spine almeno questi due link, significativi, al di là di tutto. A questo indirizzo in lingua inglese, che racconta brevemente il tutto, la De Vries è definita chiaramente "prostitute". Infatti la tipa in questione pratica a Berlino, per quanto ora si sia trasferita in Svizzera. In Germania la prostituzione è legalizzata, quindi niente di strano, senonchè lei pratica solamente o preferenzialmente con i disabili mentali.
Il secondo link che vi proponiamo non è molto più incoraggiante, considerando l'eloquente titolo "News for Perverts".
Concludo con un quesito, che rilancio. Questa attività sessuale proposta è davvero "terapeutica" o è solo una furbata, in cui tanti potrebbero cadere? A 100 euro all'ora...
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Martedì 22 Giugno 2004 12:29










