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ALZHEIMER: NEL DIARIO DI UN FIGLIO LA STORIA DI UNA FAMIGLIA DI FRONTE AL MALE SILENZIOSO

 
 
copertina l'ultima arrampicataÈ in libreria "L'ultima arrampicata" di Sergio Resta

È un'epidemia silenziosa che colpisce in Italia circa 450 mila persone, una malattia che nel suo decorso finisce per coinvolgere tutta la famiglia. I ricordi che scompaiono, il decadimento fisico del malato si intrecciano con le difficoltà dell'assistenza domiciliare, la fatica  e soprattutto il dolore di vedere una persona amata perdersi nel buio dell'Alzheimer. Sergio Resta racconta la sfida impossibile di un figlio di fronte al padre colpito dalla malattia. È la storia vera raccontata ne "L'ultima arrampicata" (Mursia, pagg. 88; euro 9,00) in libreria in questi giorni, un libro che porta il lettore nelle pieghe di una malattia che, in una società sempre più vecchia, ha assunto i contorni di un devastante problema sociale.

Nel diario di Sergio Resta come per contrasto, mentre il padre perde le sue facoltà mentali e con esse la memoria di una vita, il figlio rievoca i ricordi del loro comune amore per la montagna e per le scalate fatte insieme. 
L'ultima arrampicata, quella per accompagnare  il padre verso la morte, Sergio deve affrontarla da solo. È un calvario quotidiano fatto di emozioni ma anche di problemi pratici, l'assistenza, il sostegno alla madre anziana.
Ma in questo sforzo gli saranno preziosi gli insegnamenti che il genitore gli ha trasmesso durante anni passati sui sentieri e sulle pareti, uniti dalla stessa passione per la montagna e le arrampicate. Il libro alterna ricordi dei momenti di complicità in mezzo alla natura alle cronache del presente: i primi segni del disorientamento, la perdita rapidissima delle facoltà mentali, la regressione, l'angoscia della madre.
L'insopportabile visione del padre, una volta bellissimo, che diventa un'ombra è straziante ma c'è in ogni brano del libro una pietas, un amore filiale che rende preziosa e toccante ogni pagina. C'è anche la rabbia per una fine ingiusta, beffardamente lontana da quella che era stata la vita vissuta.

E quando il padre "abbandona la corda per volare via" arriva alla fine la serena rassegnazione. Qualcosa si è compiuto e quello che davvero conta è non aver abbandonato il compagno, padre e amico.

Sergio Resta è nato a Roma nel 1957 e vive a Chiusi (SI). È chirurgo generale e specialista dei sistemi di emergenza territoriali. Svolge attività da libero professionista in Italia e all'estero. Autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche originali a stampa, è stato redattore dell'Enciclopedia Medica Italiana per la sezione chirurgica. È praticante attivo di discipline sportive di contatto e potenza.



INFO:

http://www.mursia.com


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Redazione


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Commenti (1)
Diamo più voce ai mali silenziosi
1 Sabato 28 Maggio 2011 01:45
Alfredovv
Leggendo questa articolo, mi è sembrato come se questo libro lo avessi già letto prima ancora di essere pubblicato; anche mio padre è affetto da questa malattia e ora sono già 6 anni. Mi sono trovato davanti mio padre nella parte di figlio e io nella parte di padre. Non ti dico l'imbarazzo della prima volta che ho provveduto io a cambiarlo e a lavarlo. La sua tenerezza però mi ha dato forza.
Quando all'inizio portai la cartella clinica al medico curante mi consigliò di fare domanda per l'invalidità civile; un calvario! Ancora oggi vado avanti e indietro tra avvocato e medici che stanno come avvoltoi a causa del sistema, oserei dire, mafioso che c'è intorno.
Enfatizzando: oltre il danno anche la beffa!


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