AL VIA IL PRIMO MASTER DEDICATO ALLE CURE PALLIATIVE
Conoscere i nuovi farmaci del dolore, fare esperienza sui simulatori e affrontare il dolore nella sua complessità sociale
Il Decreto di Legge del 16 settembre 2009 si chiama “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” ed è volto a garantire a tutti i cittadini la possibilità di essere assistiti anche quando il dolore diventa cronico e non è più associabile a una malattia.
La qualità di vita dei pazienti è data anche dalla cura del dolore cronico e dall’accesso alle cure palliative, che ancora sono praticamente negate alla popolazione in alcune regioni italiane.
Proprio per questo motivo nasce a Padova il primo master italiano di secondo livello in Terapia del dolore e cure palliative. Si tratta di un corso di durata biennale, dedicato a medici che già si occupano di questo tipo di medicina, ed è diretto dal professor Francesco Ambrosio.
Per il master Ambrosio ha chiamato a collaborare con l’Ateneo Patavino i più illustri palliativisti italiani e si è circondato di farmacologi e psicologi, che possano fornire agli interessati una formazione completa da ogni punto di vista.
Il dolore non viene più considerato infatti solo un sintomo, ma una vera e propria malattia: per questo necessita di un approccio pluridisciplinare e complesso, che deve poter coinvolgere tutti gli operatori del settore.
L’importanza della cultura del dolore cresce di giorno in giorno, come aumenta la frequenza del binomio dolore-disabilità. È proprio il dolore in molti casi ad essere disabilitante, ma sul dolore si può agire, molto spesso le giuste cure possono essere risolutive per condurre una vita di relazione appagante.
All’interno della programmazione del master particolare importanza è rivestita dai farmaci biotecnologici e a tutte le opzioni terapeutiche innovative, e ovviamente alla modalità di somministrazione degli stessi. In particolare sarà cura dei docenti sensibilizzare i medici sull’importanza della somministrazione farmacologica intratecale (direttamente all’interno del sistema nervoso centrale, nel liquor cerebrospinale) e le eventuali terapie non farmacologiche di supporto (si pensi ad esempio alla stimolazione elettrica, che può risultare utilissima in alcuni casi).
I medici avranno inoltre la possibilità di esercitarsi su dei pazienti virtuali, nella modalità di simulazione avanzata. Vanto del Policlinico patavino è infatti l’Unità Simulazione Avanzata, che mette a disposizione diversi simulatori estremamente sofisticati e tecnologicamente avanzati. Questi simulatori umani (Human Patient Simulator) permettono attraverso dei software interattivi di fare esperienza sulle reazioni fisiche e fisiologiche di un “potenziale paziente umano”, e imparare così dagli errori commessi senza però dover coinvolgere pazienti in carne ed ossa.
Per info:
http://www.istar.unipd.it/
In Disabili.com:
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Mercoledì 10 Marzo 2010 00:00












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