Al convegno internazionale promosso da ENAT, AccessibleEU e AISM, istituzioni e stakeholder a confronto sulle strategie per rendere il turismo più inclusivo, innovativo e competitivo
Il turismo accessibile rappresenta oggi uno dei settori più promettenti dell’economia turistica europea: si tratta di un mercato che supera i 400 miliardi di euro di valore, coinvolge oltre 100 milioni di cittadini europei con esigenze specifiche di accessibilità e sostiene circa 9 milioni di posti di lavoro. Si tratta di numeri che confermano come l’accessibilità non sia soltanto una questione di diritti, ma anche un importante fattore di sviluppo economico, innovazione e competitività per i territori.
Di questi temi si è discusso il 18 giugno all’Acquario di Genova durante il convegno internazionale“Destinazioni Turistiche Inclusive e Smart: Strategie per l’innovazione”, promosso da ENAT (European Network for Accessible Tourism), AccessibleEU e AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti della Commissione Europea, di UN Tourism, del Ministero del Turismo, del Ministero per le Disabilità, della Regione Liguria, del Comune di Genova, del mondo accademico, associativo e imprenditoriale. Presenti circa 300 partecipanti, tra presenza e collegamenti online, provenienti da 43 Paesi.
Il valore economico del turismo accessibile
Secondo le più recenti stime europee, il bacino dei viaggiatori con esigenze di accessibilità supera i 100 milioni di persone. In Italia il turismo accessibile genera ogni anno 8,8 milioni di arrivi e 38,4 milioni di presenze nelle strutture ricettive, pari all’8,2% del totale nazionale.
L’impatto economico complessivo sfiora i 10 miliardi di euro considerando l’intero indotto. Tutto questo ci dice come investire nell’accessibilità significhi migliorare la qualità dell’offerta turistica, ampliare il numero di visitatori e favorire una crescita sostenibile del settore.
Nel corso del confronto è emersa la necessità di accelerare gli investimenti in accessibilità, mobilità inclusiva, innovazione digitale, formazione degli operatori turistici e valorizzazione accessibile del patrimonio culturale, attraverso strategie condivise a livello europeo.
Un anno simbolico per i diritti
Il convegno si è svolto in un momento particolarmente significativo: il 2026 segna infatti il ventesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, che riconosce il diritto delle persone con disabilità a partecipare pienamente alla vita sociale, culturale e ricreativa.
Nel messaggio inviato ai partecipanti, il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha ricordato l’impegno del Governo nel promuovere il turismo accessibile, sottolineando la recente attivazione di un Fondo interministeriale da 50 milioni di euro destinato alle Regioni per sostenere progetti dedicati all’accessibilità, al miglioramento dei servizi e alla formazione degli operatori.
Anche la Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, attraverso un videomessaggio, ha richiamato l’importanza di garantire alle persone con disabilità la piena fruizione delle opportunità turistiche, dalle spiagge ai percorsi naturalistici, dai siti culturali alle destinazioni montane, evidenziando il ruolo della Riforma della Disabilità nel rafforzare questo diritto.
Liguria e Genova puntano su inclusione e innovazione
L’assessore al Turismo della Regione Liguria, Luca Lombardi, ha definito il convegno un’importante occasione di confronto internazionale, ribadendo come il turismo accessibile rappresenti una priorità della programmazione regionale per rendere le destinazioni più attrattive, sostenibili e competitive.
Sulla stessa linea l’assessora al Turismo del Comune di Genova, Tiziana Beghin, che ha sottolineato la volontà della città di diventare un modello di accoglienza inclusiva e smart. Un percorso che va oltre l’eliminazione delle barriere architettoniche e punta alla costruzione di un ecosistema urbano, culturale e digitale capace di offrire esperienze accessibili a tutti.
Le buone pratiche europee
Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze internazionali e alle migliori pratiche sviluppate in Europa nel campo delle destinazioni turistiche accessibili e smart.
Secondo Anna Grazia Laura, presidente di ENAT, le destinazioni più innovative sono quelle che riescono a integrare l’accessibilità nella pianificazione, nei servizi e nell’esperienza complessiva dei visitatori. Per questo motivo è fondamentale favorire la collaborazione tra istituzioni, operatori e organizzazioni, condividendo competenze e modelli di successo.
Un concetto ribadito anche da Igor Stefanovic, coordinatore tecnico per Etica, Cultura e Responsabilità Sociale di UN Tourism, che ha evidenziato come l’accessibilità rappresenti oggi una delle principali opportunità per rendere il turismo più sostenibile, inclusivo e competitivo a livello globale.
Formazione e nuove competenze
Tra i temi affrontati anche quello della formazione professionale: le esperienze presentate hanno mostrato come l’accessibilità richieda non solo infrastrutture adeguate, ma anche nuove competenze da parte degli operatori turistici.
Percorsi formativi specifici e sviluppo delle professionalità del settore sono stati indicati come strumenti essenziali per garantire un’accoglienza realmente inclusiva e migliorare la qualità complessiva dei servizi.
AISM: il turismo accessibile è partecipazione e cittadinanza
Per AISM, che ha promosso l’iniziativa insieme a ENAT e AccessibleEU, il turismo accessibile rappresenta un elemento centrale per favorire autonomia, partecipazione e inclusione sociale delle persone con sclerosi multipla e con altre disabilità.
«Il turismo accessibile è uno strumento concreto di partecipazione, autonomia e cittadinanza», ha dichiarato il direttore generale di AISM Mario Alberto Battaglia, ricordando come il tema sia parte integrante dell’Agenda 2030 della Sclerosi Multipla.








