Calendario con date dei prossimi pagamenti del lavoratore domestico e regole di retribuzione della badante per le festività che cadono la domenica
Per le famiglie che hanno alle dipendenze un lavoratore domestico con mansioni di badante, è necessario avere un calendario con le principali scadenze relative al pagamento dello stipendio ma anche dei contributi, festività, e tredicesima mensilità.
Vademecum per le famiglie
In particolare, con l’arrivo dell’autunno si avvicinano alcune scadenze importanti per i datori di lavoro domestico e la novità di una nuova festività, che va a ricadere sulle tasche delle famiglie. Fa il punto sui prossimi pagamenti Assindatcolf, l’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, che ha predisposto un breve vademecum per aiutare le famiglie a orientarsi tra scadenze e adempimenti, chiarendo anche alcune regole importanti reletive importanti, ovvero le regole di retribuzione della badante in caso di festività che cade la domenica.
Come pagare la badante se la festività cade di domenica
Assindatcolf ricorda che il CCNL badanti prevede che, quando una festività infrasettimanale coincide con la domenica, vanno seguite queste regole per la retribuzione della badante:
– per badante convivente è previsto il recupero del riposo in un’altra giornata oppure, in alternativa, il pagamento di 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.
– per badante non convivente, invece, la festività viene retribuita sulla base della normale paga oraria ragguagliata a 1/6 dell’orario settimanale, anche se in quella giornata non era prevista la prestazione lavorativa.
Calendario scadenze pagamenti badanti
riassume poi l’associazione anche le prossime date importanti per le famiglie: si parte il 4 ottobre con il riconoscimento della nuova festività nazionale (San Francesco d’Assisi), che fa aumentare da 12 a 13 quelle previste nel CCNL del comparto:
- 4 ottobre: festività San Francesco d’Assisi
Da quest’anno si festeggia questa nuova festività. San Francesco quest’anno cade di domEnica, pertanto va seguita la disciplina sopra esposta, a seconda che il lavoratore domestico sia convivente o meno. - 10 ottobre: scadenza dei contributi
Dal 1° al 10 ottobre il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi INPS e la contribuzione CAS.SA.COLF relativi al terzo trimestre dell’anno, cioè per attività svolta nei mesi di luglio, agosto e settembre. Il versamento resta dovuto anche quando nel trimestre il lavoratore ha usufruito delle ferie: il periodo di ferie, infatti, non interrompe l’obbligo contributivo. - 1 novembre: festività di Ognissanti
Cade di domenica, quindi la festività va gestita con le regole sopra esposte. - 8 dicembre: festività Immacolata Concezione
Non coincide con la domenica, quindi la festività va gestita secondo le ordinarie regole previste dal CCNL (art. 16). - 15 dicembre: tredicesima.
Entro il mese di dicembre deve essere corrisposta alla badante la tredicesima mensilità, calcolata sulla base della retribuzione globale di fatto e proporzionata ai mesi di servizio prestati nell’anno.
- 25 dicembre: festività Natale
Quest’anno non cade di domenica, quindi segue le regole della normale festività. - 26 dicembre: festività Santo Stefano
Quest’anno non coincide con la domenica, quindi segue le regole della normale festività.
Servono interventi fiscali per le famiglie
Soprattutto in questi tempi di inflazione, caro carburante e spese che gravano sugli italiani, Assindatcolf torna a ribadire la necessità di interventi fiscali per alleggerire il carico sulle famiglie: “L’introduzione della festività del 4 ottobre porta con sé un nuovo onere economico per le famiglie che hanno alle proprie dipendenze colf, badanti e baby sitter – sottolinea il presidente di Assindatcolf Andrea Zini – particolarmente evidente quest’anno, che la ricorrenza cade di domenica.
Di fronte a un costo del lavoro che continua a gravare direttamente sui bilanci familiari, chiediamo una maggiore semplificazione degli adempimenti amministrativi ma soprattutto interventi fiscali che rendano più sostenibile il costo dell’assistenza e del lavoro domestico. Le attuali forme di deduzione e detrazione sono del tutto insufficienti rispetto alla spesa effettivamente sostenuta. È un intervento che riteniamo necessario – conclude – e che torniamo a chiedere al Governo, soprattutto in vista della definizione della prossima Legge di Bilancio”.
Redazione








