Il disegno di legge sui caregiver familiari è stato oggetto di modifiche, con l’approvazione in Commissione Affari sociali di alcuni emendamenti al testo originario. Totale bocciatura da parte dell’associazione caregiver: “È un testo di legge che continua a dire alle famiglie: arrangiatevi”
E’ calendarizzato per il prossimo 2 ottobre l’arrivo in Aula del ddl caregiver, dopo il via libera della Commissione Affari Sociali della Camera. Il ddl, atteso da anni, arriva peraltro in Parlamento con una serie di novità introdotte al testo originario di inizio anno, attraverso una serie di emendamenti.
Le novità al testo del ddl caregiver
Gli emendamenti già approvati dalla dodicesima Commissione affari sociali prevedono una serie di novità:
– innalzamento della soglia ISEE da 15 mila a 25 mila euro ma con un reddito massimo di tremila euro lordi annui.
– l’estensione di alcuni benefici ai caregiver minorenni
– l’estensione della distanza (in km)tra la residenza del caregiver non convivente e dell’assistito (da 25 a 40 km).
Questi i principali cambiamenti, ferma restando una delle questioni più discusse e centrali: la dotazione economica. Rimangono infatti invariati i 257 milioni di euro previsti, ritenuti da più parte insufficienti a sostenere i 12 milioni di cittadini che quotidianamente si prendono cura di un congiunto con disabilità o non autosufficiente.
L’analisi del testo e delle novità da parte dell’Associazione Caregiver
Sulle novità al testo non mancano le critiche. CARER, l’Associazione dei caregiver familiari, parla senza mezzi termini di interventi “puramente cosmetici” al testo, il cui impianto non cambia, continuando anzi a scaricare la cura sulle famiglie, a discriminare i caregiver non conviventi, a lasciare invariato il carico di cura sui conviventi. “È un testo di legge che continua a dire alle famiglie: arrangiatevi e alle Regioni: date servizi ai caregiver, ma senza risorse trasferite dallo Stato”, dichiara l’associazione.
CARER evidenzia così i punti critici di un testo che non sposta il carico sulle spalle delle famiglie:
1. “Caregiver conviventi: il carico di cura resta invariato“
Per i caregiver conviventi non viene finanziato nessun supporto concreto, “tranne un mero riconoscimento economico (poco più di un euro all’ora) a fronte di almeno 91 ore alla settimana di assistenza al proprio caro”.
“Il DDL Locatelli non interviene su:
- la solitudine dei caregiver;
- l’assenza di servizi domiciliari;
- la mancanza di sostegni psicologici, formativi e di sollievo…;
- il burnout crescente;
- l’impossibilità a reggere da soli l’impatto della cura per giorni, settimane, mesi anni…
2. “L’ISEE a 25.000 euro: un trucco matematico, non un aiuto reale“
È stato approvato l’aumento della soglia di ISEE familiare da 15.000 a 25.000 euro, fermo restando il reddito personale non superiore a 3.000 euro annui.
Facendo Due calcoli, significa che si allarga il numero dei potenziali beneficiari, ma al di sopra dei 15.000 euro il contributo si riduce a tal punto da diventare simbolico: “con ISEE familiare di 24.000 euro il contributo è di soli 40 euro al mese”, sottolinea CARER.
3. Caregiver minorenni: un “riconoscimento” di forma
Sull’apertura ai caregiver minorenni, CARER riconosce il passo avanti culturale, ma sottitlnea, anche qui, la mancanza di servizi e tutele concreti, come pure supporti psicologici. “E’ un “riconoscimento” simbolico che di fatto si traduce meramente in crediti formativi e lascia sulle spalle di minorenni affaticamento, stress, difficoltà scolastiche, isolamento sociale, rischi di depressione e burnout emotivo…”
CARER: l’idea di base che la cura sia un fatto privato, non sociale
Il giudizio al DdL Locatelli da parte dell’associazione è quindi quello di una bocciatura, a partire dall’idea di base del provvedimento stesso che, secondo CARER, “continua a fondarsi su un’idea per noi sbagliata: la cura è un affare della famiglia, non dello Stato e chi ha una persona cara che necessita di assistenza quotidiana vi si dedichi, in primis le donne, anima e corpo, rinunciando al lavoro, al relativo reddito, al proprio progetto e relazioni di vita, alla possibilità di avere un futuro oltre la cura.
Il contributo economico diventa la giustificazione per non costruire servizi ed offrire opportunità, non riconoscendo nemmeno contributi figurativi e sicurezza sociale!”
In sintesi, CARER boccia il testo anche dopo gli emendamenti, lasciando un testo che:
- non riduce il carico di cura;
- non elimina le discriminazioni;
- non costruisce servizi;
- non sostiene realmente i caregiver.
Così il commento finale di CARER, che è anche un appello: “I caregiver di questo Paese meritano una legge che liberi, non una che confermi, la solitudine in cui vivono e la fatica assistenziale che affrontano ogni giorno supplendo di fatto all’assenza dello Stato.”
“ L’approvazione del testo di legge licenziato dalla Camera compromette principi costituzionali quali il diritto alla salute, al lavoro, allo sviluppo della persona, alle pari opportunità.È una legge che fotografa la sofferenza, ma non la affronta!”.
Redazione








