Audizione della FISH in Commissione Giustizia sulla proposta di legge che punta a garantire il patrocinio a spese dello Stato alle vittime di gravi infortuni sul lavoro, indipendentemente dal reddito
Garantire un accesso più tempestivo alla tutela legale alle persone vittime di gravi infortuni sul lavoro e, in determinati casi, superare il limite di reddito previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. È questo il tema al centro dell’audizione svolta il 29 settembre 2026 dalla FISH ETS presso la II Commissione Giustizia della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame della Proposta di legge C. 2904, presentata dall’onorevole Chiara Gribaudo.
La proposta interviene sull’articolo 76 del d.P.R. 115/2002, con l’obiettivo di prevedere l’accesso al patrocinio a spese dello Stato, senza il requisito reddituale, nei casi di decesso o di “totale inabilità” conseguenti a violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
La proposta di legge sul patrocinio a spese dello Stato
Il punto di partenza è la necessità di garantire assistenza legale anche quando la persona coinvolta in un grave infortunio non dispone delle risorse economiche necessarie per sostenere nell’immediato le spese legali e peritali. La disciplina attuale del patrocinio a spese dello Stato è infatti collegata, in via generale, a determinati requisiti reddituali: la proposta C. 2904 mira a introdurre una deroga per le situazioni più gravi derivanti da violazioni delle norme antinfortunistiche, individuate nel testo attraverso i casi di decesso o di totale inabilità.
L’obiettivo è quindi intervenire in una fase nella quale la persona interessata e la sua famiglia possono trovarsi a dover affrontare contemporaneamente conseguenze sanitarie, lavorative ed economiche e, sul piano giudiziario, la necessità di ricorrere a legali e consulenti tecnici.
Le osservazioni della FISH: non solo perdita della capacità lavorativa
Nel corso dell’audizione, FISH ha evidenziato alcuni aspetti della formulazione della proposta che, secondo la Federazione, potrebbero limitarne la portata. In particolare, è stata richiamata l’espressione “persona resa totalmente inabile”: secondo la posizione espressa dalla FISH nella memoria depositata alla Commissione, legare l’accesso alla tutela alla sola perdita totale della capacità lavorativa rischierebbe di non comprendere alcune situazioni caratterizzate da conseguenze molto gravi sulla vita della persona, pur in presenza di una capacità lavorativa residua.
La Federazione ha quindi proposto di utilizzare un criterio maggiormente collegato alla condizione di disabilità e alla necessità di sostegni, richiamando la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e il quadro introdotto dal decreto legislativo 62/2024, attuativo della riforma della disabilità.
Tra le modifiche suggerite figura l’estensione della deroga al limite reddituale alle persone che, in conseguenza dell’infortunio o di un significativo aggravamento di una condizione preesistente, si trovino in una situazione di disabilità con necessità di sostegno intensivo di livello elevato o molto elevato, secondo i criteri indicati dalla normativa sulla disabilità.
Si tratta, dunque, di una proposta avanzata dalla FISH nel corso dell’audizione e non di una previsione già contenuta nella proposta di legge.
L’accesso provvisorio al patrocinio
Un altro tema affrontato dalla Federazione riguarda i tempi necessari per definire l’effettiva gravità delle conseguenze di un infortunio. Al proposito, la FISH ha proposto un sistema di ammissione provvisoria al patrocinio a spese dello Stato, basato sulla documentazione medica disponibile nella fase iniziale. In questo modo, secondo la proposta illustrata in audizione, l’accesso alla tutela legale non sarebbe necessariamente subordinato all’attesa di perizie definitive o dell’esito del procedimento giudiziario. La questione è legata anche alla necessità di sostenere tempestivamente le attività tecniche che possono essere indispensabili per accertare le conseguenze dell’infortunio.
Anche le spese peritali tra gli interventi proposti
Nella memoria presentata alla Commissione, FISH ha inoltre indicato la necessità di prevedere una copertura diretta delle spese tecniche e peritali: tra i costi indicati rientrano quelli relativi a consulenti specialistici, come medici legali e ingegneri, oltre agli eventuali esami diagnostici necessari nell’ambito della tutela giudiziaria.
L’obiettivo è evitare che la necessità di anticipare queste spese possa costituire un ostacolo all’avvio o alla prosecuzione delle azioni legali.
La tutela oltre il processo penale
Un ulteriore punto riguarda l’ambito dei procedimenti per i quali dovrebbe essere garantita la deroga al limite reddituale. La proposta illustrata dalla FISH prevede infatti di estendere la tutela anche ai giudizi civili, previdenziali e del lavoro collegati all’infortunio. In questa prospettiva rientrerebbero, tra gli altri, i procedimenti relativi al risarcimento del danno, al reintegro e all’eventuale richiesta di accomodamenti ragionevoli.
La questione, quindi, non riguarderebbe esclusivamente l’eventuale procedimento penale legato alla violazione delle norme sulla sicurezza, ma anche le diverse controversie che possono derivare dalle conseguenze dell’infortunio.
Familiari, caregiver e accessibilità del processo
Nella memoria depositata dalla Federazione vengono inoltre richiamate le esigenze dei familiari e dei caregiver che si trovino a dover esercitare o tutelare diritti collegati alla situazione determinata dall’infortunio: la FISH propone anche l’introduzione di adattamenti procedurali e ausili per garantire l’accessibilità del processo alle persone con disabilità.
Si tratta di un ulteriore profilo della questione: oltre alla possibilità economica di accedere a un avvocato e ai consulenti tecnici, viene considerata anche la concreta possibilità per la persona con disabilità di partecipare al procedimento e di esercitare i propri diritti.
Le risorse economiche
Infine, la FISH ha richiamato il tema delle risorse necessarie per rendere operative le misure: la stima iniziale di 10 milioni di euro all’anno dovrebbe essere oggetto di una nuova valutazione, alla luce dell’ampiezza delle tutele prospettate.
Un intervento che amplia il dibattito sull’accesso alla giustizia
La proposta di legge e le osservazioni presentate nel corso dell’audizione dovranno ora essere valutate nell’ambito dell’iter parlamentare.
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