Il nuovo decreto interministeriale ripartisce le risorse del Fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità: ecco come funzionano gli incentivi per le imprese, a quanto ammontano i fondi e come farne richiesta all’INPS
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 160 del 13 luglio 2026 il Decreto interministeriale del 5 giugno 2026 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per le Disabilità e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il quale vengono ripartite le risorse Fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità per favorire l’inclusione lavorativa delle persone disabili attraverso incentivi economici diretti ai datori di lavoro. Allo scopo, per le assunzioni relative all’anno 2025 vengono attribuiti all’INPS 46.580.000 euro.
Vediamo come funziona il fondo e come vengono utilizzate tali risorse.
Cos’è il Fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità?
Il Fondo è lo strumento finanziario istituito dall’articolo 13 della Legge 12 marzo 1999, n. 68, la normativa quadro che disciplina il collocamento mirato in Italia. La sua finalità principale è quella di abbattere le barriere all’ingresso nel mercato del lavoro per le persone con disabilità, offrendo ai datori di lavoro privati delle agevolazioni economiche sotto forma di integrazioni salariali. Tali incentivi servono a compensare, almeno in parte, i costi legati all’inserimento lavorativo e alle eventuali necessità di adattamento del posto di lavoro.
Risorse 2025: oltre 76 milioni di euro per l’occupazione
Le risorse stanziate all’INPS col presente decreto si aggiungono a quelle già destinate alla medesima annualità dal Decreto interministeriale 24 febbraio 2016, pari a 20.000.000 euro, nonché a quelle previste dal DPCM 21 novembre 2019, pari a 1.915.742 euro.
Per l’annualità 2025, la dotazione finanziaria complessiva del Fondo è quindi di:
- 73.988.837,00 euro come stanziamento principale per l’anno 2025.
- 2.193.829,00 euro derivanti da residui non impegnati dell’esercizio 2024.
Queste somme non arrivano solo dal bilancio dello Stato: il Fondo è alimentato anche dai cosiddetti contributi esonerativi (versati dalle aziende che chiedono l’esonero parziale dagli obblighi di assunzione previsti dalla Legge 68/99) e, potenzialmente, da versamenti spontanei e solidali di soggetti privati. Per il 2025, i soli contributi esonerativi versati dai datori di lavoro e riassegnati al fondo ammontano a circa 7,68 milioni di euro.
Fondo lavoro disabilità: come vengono suddivise e distribuite le risorse
Il decreto stabilisce anche la ripartizione delle risorse per garantire la continuità degli incentivi per le assunzioni già effettuate e per quelle future. La quota maggiore delle risorse viene trasferita direttamente all’INPS che si occupa dell’erogazione dei bonus. Nello specifico, per il 2025 sono stati destinati all’Istituto:
- 21.915.742,00 euro per la quota fissa già stabilita da decreti precedenti.
- 7.686.924,00 euro derivanti dai contributi esonerativi versati tra il 2024 e il 2025.
- 46.580.000,00 euro a valere sulla disponibilità propria del Fondo per l’anno 2025.
Quando possono chiedere gli incentivi i datori di lavoro?
In base al decreto e alla normativa di riferimento, gli incentivi finanziati dal Fondo per il diritto al lavoro dei disabili sono destinati ai datori di lavoro privati. Nello specifico, il provvedimento chiarisce che:
- Destinatari principali: L’accesso agli incentivi previsti dai commi 1 e 1-bis dell’articolo 13 della Legge n. 68 del 1999 è garantito specificamente ai datori di lavoro privati.
- Soggetti obbligati: Sono inclusi tra i potenziali beneficiari anche quei datori di lavoro che versano i contributi esonerativi previsti dall’articolo 5, comma 3-bis della medesima legge. Questi contributi, versati da chi chiede l’esonero parziale dagli obblighi di assunzione, contribuiscono ad alimentare il Fondo stesso.
- Tracciamento e monitoraggio: L’INPS è incaricato di monitorare la tipologia dei datori di lavoro che beneficiano della misura, distinguendoli per tipo di attività svolta.
L’erogazione di tali somme avviene sotto forma di integrazioni salariali per l’occupazione di lavoratori con disabilità, in conformità con il Regolamento UE n. 651/2014 relativo agli aiuti all’occupazione
Come fare richiesta di incentivi
I datori di lavoro privati che intendono beneficiare della misura devono rivolgersi all’’INPS, che gestisce la procedura di domanda e l’erogazione degli incentivi. Operativamente, le aziende devono:
- Verificare il possesso dei requisiti previsti dalla Legge 68/1999.
- Inoltrare la domanda di incentivo tramite i canali telematici dell’INPS.
- Attendere la conferma della disponibilità dei fondi (l’INPS monitora trimestralmente le risorse per evitare sforamenti).
L’INPS è inoltre incaricato di monitorare l’efficacia della misura, raccogliendo dati sul numero di domande, sulla tipologia di disabilità dei lavoratori assunti e sui settori di attività dei datori di lavoro beneficiari.
Redazione








