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POESIE
Silvana Pagella

AMO LA CAMPAGNA

Amo la campagna
dove è vissuta
mia nonna,
dove io stessa
sono cresciuta.
Amo passeggiare
prati rinverditi
e fioriti.
Amo respirare
alla libera brezza.
Adoro occhieggiare
i biondi campi
dalle spighe dorate
coi fiammeggianti papaveri.
Amo i piccoli insetti
che sorvolano
ogni fiore,
ogni corolla,
ogni stelo,
ogni prato.
M'incanto nell'osservare
i cirri vaganti
per il firmamento.
Poi,
ritorno a guardare la terra
sotto i miei piedi,
e vedo le rose rosse:
mi viene il desiderio
di raccoglierne alcune
per la mia mamma;
ma le spine pungenti
mi tengono lontana.


DOV'E'?

Dov'è
quella rosa rossa
che rappresenta
              l'amore?

Dov'è
quel ramo di pesco
              fiorito?

Dove
volerà, ora,
la tenera e verde foglia
              dell'alloro?

La rosa
s'è celata
in un profondo
              dormire.

Il ramo, lassù,
              s'è rammollito.

Ma desta,
è la foglia
              d'alloro.

Essa è qui,
piena di poesie
che entrano, soavemente
nell'intelletto
e nel cuore 
              d'ogni poeta.


PENSIERI D'UNA TROVATELLA

Non ho mai
conosciuto l'infanzia;
nemmeno la soavità
delle carezze materne.

Ero nata
recentemente,
e subito venni
a contatto
con la cruda realtà
di chi è
senza famiglia.

Non rammento
d'aver assaporato
un gaudioso Natale
coi miei genitori,
una lieta Pasqua
con fratelli
e sorelle.

Ricordo,
soltanto,
che un mattino
mi svegliai,
insieme,
a tanti volti
estranei ed infantili,
ed udì
il triste vagito
di chi mamma
non ha più.


IL MIO CANTO

Il mio canto
è la vita,
la gioia,
la bellezza,
l'amore
ed avere
un cuore
colmo di sole.

Nel mio canto
c'è serenità,
poesia
e musica
d'una primavera
che non termina mai
di fiorire,
d'una esistenza
assai assetata
d'apprezzare
e d'ammirare.


ERA UN MATTINO...

Era una mattina
chiara e splendente,
quando,
mi svegliai serena.

Era un mattino
tiepido ed ilare,
quando,
composi
il primo versetto d'amore.

Era un giorno
quieto e gaudioso,
allorché,
sentii cantare
il mio cuore.

Era una mattinata stupenda,
allorquando,
compresi,
che l'anima mia
aveva trovato il suo sole.

Era un giorno;
era un mattino,
fiducioso e radioso,
per me,
poiché, esclamai:
" malgrado tutto, il creato è sempre bello! "


FIOCCO ROSA DISTRUTTO

Sull'uscio
d'una villetta solare,
ieri,
era applicato
un luminoso fiocco rosa:
in quella casetta,
nido d'unione armoniosa,
vagiva una vita,
appena germogliata,
dai vaporosi riccioli d'oro,
con le iridi
color del cielo terso
che si specchiavano
negli occhi felici di mamma.

La giovane madre
sorrideva serena,
e, piamente,
con la fantasia materna
sognava e prevedeva
la figlioletta cresciuta
ed adolescente,
correre lieta,
nel giardino fiorito,
inseguendo i rosei cirri.

Stamani,
quel sogno era sfumato,
il fiocco rosa
assomigliava
ad una corolla appassita.
La piccola villa,
già nido d'allegri trillini,
era immensa
di lacrime amare.

S'udiva
il pianto struggente
proveniente
da un giovane cuore
che non ha amato
invano la sua creatura morente.

Man mano
che la luce crepuscolare
spuntava,
lo splendore
di quel fiocco rosa,
sempre più imbruniva.


GLI AMICI DEL SOLE

L'amico del sole
è il canto
amante
la vita.

L'amica del sole
è la terra
essente
colma di praterie.

Gli amici
dell'astro radioso
sono gli augelletti
intonanti
all'uniscono
le piccole gioie.

L'amico del sole
è il mare
infondente
la quiete
e la serenità.

L'amica del sole
è l'anima mia
avente
raggiunto
il vertice della pace.


STELLA CADENTE

Ho visto
una stella cadente,
errava ed ardeva
nel cielo blu scuro.

Guardava
quaggiù,
sulla terra,
ogni cosa vivente.

Vedeva
ogni nazione,
ogni mare,
ogni uomo,
ogni fiore,
ogni animale
giacenti
sotto di lei.

Ma,
la stella,
non l'ho vista felice;
tremando, piangeva.
Perché?

Aveva, forse,
veduto,
e compresso
che il mondo 
è oppresso
dal male.


TI RINGRAZIO!
Alla mia ex maestra: Paola Quercioli

Ti ringrazio
per avermi amata,
laggiù,
nel fiorentino istituto.

Ti ringrazio
d'avermi insegnato,
piamente,
scienze e saggezza.

Ti ringrazio
per essermi stata vicina,
per aver sofferto
e gioito con me.

Ti ringrazio
dei tuoi sinceri
e materni rimproveri,
che mai scorderò.

Ti ringrazierò,
sempre,
per essermi stata
la mia seconda mamma!


LASCIAMO

Lasciamo
dissolvere,
ogni nostro dubbio,
come 
si dipana
la nebbia al sole.
 
Lasciamo
che le nostre iridi,
contemplino,
senza segno di procella,
i boccioli di rose
roridi di rugiada.

Lasciamo
che il nostro cuore
assapori
con gioia,
il vespertino cinguettio
dei fringuelli.

Lasciamo
che la nostra mente
s'apra
alla bellezza vitale,
scordando
ogni delusione.

Permettiamo
alla nostra anima
di trasformarsi
in una limpidissima
sorgente di sorrisi
e di cantilene.


NOTTE NEBBIOSA

Sopraggiunge
la nebbia
nella notte
fonda ed illune.
Essa sale
e cela
ogni fenomeno;
non s'intravede
più alcuna luce
splendere
nell'oscurità.
Non si nota
più una finestra illuminata.
Tutto è nascosto
dalla bruna fitta
ed impalpabile
che s'innalza
dall'umidità
del suolo.
Così,
le nostre iride
che nulla vedono
nella nottata
nebbiosa ed invernale,
sono come le pupille spente
d'un fanciullo cieco.


FIGLIA DEL PIANTO

Chi è
la figliola
nata dal dolore
e dal pianto?

E' una fanciulla
nata per far soffrire
e per dare tormenti?

No!

La figlia del pianto
è una croce
che abbraccia
tutti gli uomini.

E' una luce
che splende
nell'oscurità
più profonda.

E' una voce
invitante
a condividere
ogni gemito
del mondo.

E' una fiammella
di pace
che quieta
ogni ansia
dell'intelletto.

La figlia del pianto
è anche
la figlia dell'amore:
essa è la vita,
la vita
di tutta l'umanità.


ANDIAMO!

Navighiamo
sopra la barca
conducente
alle rive
della vita matura
ed adulta,
senza tremare.

Andiamo
senza sostare,
senza prendere pause
sul sentiero
prestabilito
dal destino.

Percorriamo
il lungo viale
delle esperienze,
degli avvenimenti,
delle sconfitte
e delle vittorie.

Affrontiamo tutto,
noncuranti
dalle paure infantili,
ciò che incontreremo
dinanzi a noi.

Abbiamo forza
e fiducia
in noi stessi
e vinceremo.

Saremo
come ogni generazione
che ci ha preceduto:
costruttori
d'un mondo nuovo!


DESTINO

Destino,
tu sei.
nel nostro
lungo o breve
sentiero di vita,
con gioie e tristezze;
coi sorrisi e pianti.

Destino,
noi possiamo
dominarti;
ma mai fuggirti!

Destino,
tu sei,
per noi dolce;
tu sei,
per noi ripido;
vicino e distante,
ma mai taci,
e mai ci dici addio.

Destino,
ti trovi,
sempre,
dentro di noi,
riordinandoci
di soffrire qui,
di rassegnarci là...
... Poi un giorno,
c'invierai,
nella strada del declino
per morire
come tramonta il sole.


COME LA TINTA DELL'AURORA

Come la tinta
calda dell'aurora
che annuncia il giorno,
senza ardere;
è pure
la parola accattivante
del buon Pastore
che ci sussurra,
priva di furore.

Come il tenue colore
della ridente alba
chiama la formichina
al lavoro;
è anche la voce amorevole
del Padre che cancella
ogni nostro inquieto pensiero.

Come la naturale pittura
dell'aurora
ci rincuora, ogni mattina;
pure la fedele mente
dell'inimitabile Pittore
ci colma di perdono,
di bontà
e d'infinite speranze.


MELO SOLITARIO

Ogni volta
che scorgo
quel melo solitario,
nel giardino
della nonna paterna,
il mio cuore rammenta
che anche lui
è solo,
come me!
Lo contemplo,
sussurrandogli:
" Melo piccolo e solingo,
comprendo cosa tu provi
nell'arida terra,
incompreso ed abbandonato.
Soltanto la pioggia
ti ama;
essa allorché scende
dal cielo
e lava i tuoi bruni rami.
L'odorosa brezza solletica
le verdi tue foglie.
In autunno riposi
spoglio e stanco
nell'aperta campagna grigia.

Io ti penso,
melo solitario,
e ricordo
quando
mia nonna vivente
ti curava pazientemente.
Ma, ora,
quella buona persona
è defunta.
E, tu, vivi
sul terreno rinsecchito
incompreso
e con poco rispetto,
come me!


NOTTE ESTIVA

È stupenda,
è dolce
la notte estiva:
la notte lucente
di tremule stelle
e schiarita
dalla vigile luna.
È bello
sentirci circondati
dall'olezzante brezza serale.
È splendido percepire
il mite gracidare
delle verdi renelle,
il frinire di grilli.
La notte estiva
è colma
di note provenenti
dalla maestra natura
che spalancano
ogni intelletto umano.
Tutto ci sembra pace,
tutto ci appare sereno.
Da lontano s'ode
il lento mormorio
del corso d'acqua
ed il bonario schiumeggiare
dei mari infiniti.
L'odorosa e fresca terra
riposa
con ogni creatura
ed i prati brillano
di rugiada
sotto il raggi lunari.
Persino,
l'antico cimitero
si gode
la freschezza
della serata estiva
con il lieto venticello
spirante
tra i argentei rami
d'ogni cipresso.


PIETRE

Pietre,
cosa siete, mai, voi?
Pietre,
siete, forse, frammenti
di costellazioni, cadute
ed arse
dall'atmosfera terreste,
e notturna?

Pietre,
siete, forse,
pezzi di monti
spezzati
dalla piccozza
dell'uomo,
rotolando sul suolo?

Pietre,
piccole o grandi
che siate,
e quale forma
abbiate,
e donde veniate,
anche voi,
appartenete,
all' ingresso
del nostro mondo,
della nostra natura,
della nostra sfera,
della nostra vita!


SOLO IL MIO CUORE

Non sono
le mie labbra
che parlano sommesse,
ma è la voce
del mio minuscolo cuore.
Solo
il mio piccolo cuore
può esprimere
i pensieri
vicini e lontani;
le filosofie
di gioia e di pianto.
Solo il mio cuore,
ardentemente,
desidera lottare e vincere
tutto ciò che di triste
alberga
nel mio intelletto.
E soltanto
nel mio cuore
cercherò di riporre,
come in uno scrigno,
i miei raggi solari
e d'amore.


HO CHIESTO E M'E' STATO DATO
Composta nel 1986: giorno della mia Cresima, a LOURDES

Ho chiesto,
al Signore,
l'amicizia.
Mi è stata data
con tanto amore.

Ho domandato,
al Redentore,
il desiderio
d'assaporare
la Via del Bene.
Ed Egli
ha spalancato,
innanzi a me,
il Vincolo della Verità.

Ho chiesto
Alla Mamma Universale
di mandarmi
la forza
per superare
ogni ostacolo
e tanto amore
per il prossimo.
Ed Ella
ha ascoltato
le mie suppliche.

Ora
invoco
lo Spirito Santo
di trasformarmi
in una perfetta cristiana,
poiché
desidero,
sempre,
lottare
con Cristo e per Cristo:
mio Re
e mio Liberatore!


HO PAURA DEL VUOTO

Quando sono sola
tutte le cose
le vedo lontane
e sento
dinanzi a me stessa
un vuoto
sì grande;
non odo
più voci,
più musiche,
più aliti.
Un vuoto infinito.
che m'impaurisce,
e mi sembra
di precipitare
dal mondo,
di rotolare
nello spazio immenso
e nel tempo remoto
senza trovare
una presa
cui aggrapparmi.
Ma, ecco,
arriva la mamma
che nelle sue braccia
mi stringe
così dolcemente,
ed io,
improvvisamente,
mi scordo
della paura
del vuoto.


HO AMATO

Ho amato
l'azzurro del cielo,
il sole, la luna, le stelle,
la terra, il prato, i fiori,
le piante, la pioggia,
le nuvole, i tramonti,
le aurore, il vento,
il mare, i monti,
i laghi, i fiumi,
tutte le creature.
Ho amato anche Dio;
ma soprattutto,
ho amato
la gioia di vivere!


AMO

Amo il sole
perché è il caldo
ed ilare volto
di Dio.

Amo la luna
perché non abbandona
la terra
alle tenebre.

Amo
le auree stelle
perché sono occhi
che brillano
sul creato.

Amo
la limpidezza
della scorgente
perché è pura
come gli sguardi
d'un frugoletto.

... Ma soprattutto,
amo
la voce umile e dolce
della mia mamma.


SOGNI INFANTILI

Si sa,
ogni bimbo,
giocando
coi propri balocchi
s'immagina grande,
si vede:
imperatore, re,
eroe, cavaliere.
Sogna
di essere aviatore,
di volare per l'azzurro
dei cieli distanti ed infiniti. 
Fantastica
d'essere un potente generale
d'un esercito
di prodi e fedeli soldati.
Crede
di sposare una principessa,
vede sé stesso padre
di tanti principini.

Quando
sarà adulto,
sorriderà
di quei sogni,
di quei giochi
di quel mondo
lontano e perduto,
non scordandosi
affatto
di quelle immagini giulive
della tenera infanzia
che, purtroppo,
non ritornerà
mai più.


IL MIO LIBRO DELLA VITA
Pensieri d'un'orfanella.

E' stato lungo,
e non sempre sereno
il mio libro della vita.

Ho visto,
per poco tempo,
la mamma ed il babbo;
ma quanto amore
da loro
ho assaporato!
Tante carezze materne
hanno coperto
il mio viso;
quanti baci paterni
hanno reso soave
la mia brevissima infanzia!
Rammento,
le calde preghiere
che recitavamo uniti
e mani giunte a Dio.
Poi...
Improvvisamente,
un giorno,
è sopraggiunto
il crudele distacco,
e venne l'ora
dell'addio terreno.
Ma, io, non mi sento sola
ed abbandonata:
mi trovo, ancora,
unita ai miei,
mediate,
l'eterna Catena
                            dell'Amore.


COLORI PREDILETTI

Amo
il colore del sole
perché
significa:
"Amore".

Mi piace
il bianco della neve:
è il colore della purezza
e della quiete.

Adoro
il ceruleo del cielo
poiché assomiglia
al Manto della Vergine.

Ammiro
il colore dell'alba:
è il simbolo
della vita che si risveglia.

Contemplo
il verde del prato,
e comprendo
che è la tinta della speranza.


LA TUA DONNA

S'affacciava,
la sera,
dal balcone
che s'apriva
sulla strada,
di rimpetto
all'osteria.
Ti chiamava,
ti chiamava ancora.
Tra le risa,
il fumo
ed il forte
olezzo del vino,
la percepivi appena.
Ma, ugualmente,
t' alzavi,
lasciavi gli amici,
abbandonavi il bicchiere;
rincasavi un po' barcollante.
Inutilmente,
avevi cercato
di scordare
la tua povertà,
il poco tuo denaro,
la troppa tua stanchezza.
Ti destavi il mattino
col pensiero del pane,
sempre,
più opprimente,
col capo,
maggiormente,
dolente.
Ma, ogni sera,
costante
la voce ti richiamava
e ti staccava
da quel bicchiere
di troppo.

Anni sono passati:
ora che hai più denaro,
minore stanchezza;
ora che non vai più
all'osteria,
adesso,
che non avresti
nulla da dimenticare.
Ora il trapasso
t'ha portato via
quella voce d'amore.


HO VINTO L'OSCURITA'

A lungo
ho pianto
in quella notte
interminabile,
dalle mie labbra
sono usciti
gemiti disperati;
ma, la mia volontà
lottava
ed ha vinto l'oscurità.
Ora,
sono forte e solare,
avverto
l'universo argenteo
parlare
al mio cuore vincitore,
dire.
"Riprova,
che ancora vincerai".
Sì,
 continuo a lottare,
poiché so
che ogni giorno
è una battaglia, 
ed ogni sera
è una conquista.
Desidero
Vivere, amare e pensare,
ed infine pure soffrire;
ma non invano,
perché so
che dopo questa lotta
vedrò trionfare
la mia forza d'animo.


... E SEI ANCORA TU!

Dormo;
Tu mi svegli,
mi chiami,
sussurrandomi
parole molto dolci.

Chi sei?

"Sono l'amore divino,
che sempre ti segue".

Sono sola e penso,
e nella mia stanzetta,
vedo una Luce
che illumina
le mie iridi
ed il mio cuore.

Ma ignoro
da dove viene.

"Sono Io; sono la Luce
proveniente dall'Universo.
Sono la spera solare,
che senti riscaldare
la tua anima".

Signore, allora,
sei, sempre, Tu,
a parlarmi,
a svegliarmi,
a vigilarmi,
a chiamarmi,
a consolarmi?

Sì, sei Tu...
... ed, ancora, sei Tu!


IL GRIDO DELL'ANIMA MIA

"Luce della poesia.
Dammi la musica! "
Questo è il grido
profondo ed articolato
dell'anima mia:
una musica accattivante
che m'invogli
a rinascere.


E'  TARDI
Alla mia ex maestra: Paola Quercioli

E' tardi,
vado,
qualcuna,
di lassù,
m'attende
assai intrepida.

E' tardi,
e già spunta l'occaso,
e la sentinella notturna
m'avverte
col suo lume
ed il suo richiamo.

E' tardi,
è ora
che parta
verso
colei che pensosa
m'aspetta,
lontano.

... E viene,
sempre,
più tardi,
e colei
che a distanza
m'attende,
già perde
ogni speranza.

Odo
una voce
pregante;
sento
 un voce nota
sussurrarmi:
"E' tardi, torna,
che io
non ti rivedrò più".


LA TUA DONNA

S'affacciava,
la sera,
dal balcone
che s'apriva
sulla strada,
di rimpetto
all' osteria.
Ti chiamava,
ti chiamava ancora.
Tra le risa,
il fumo
ed il forte
olezzo del vino,
la percepivi appena.
Ma, ugualmente,
t' alzavi,
lasciavi gli amici,
abbandonavi il bicchiere;
rincasavi un po' barcollante.
Inutilmente,
avevi cercato
di scordare
la tua povertà,
il poco tuo denaro,
la troppa tua stanchezza.
Ti destavi il mattino
col pensiero del pane,
sempre,
più opprimente,
col capo,
maggiormente,
dolente.
Ma, ogni sera,
costante
la voce ti richiamava
e ti staccava
da quel bicchiere
di troppo.

Anni sono passati:
ora che hai più denaro,
minore stanchezza;
ora che non vai più
all'osteria,
adesso,
che non avresti
nulla da dimenticare.
Ora il trapasso
t'ha portato via
quella voce d'amore.


... E SEI ANCORA TU!

Dormo;
Tu mi svegli,
mi chiami,
sussurrandomi
parole molto dolci.

Chi sei?

" Sono l'amore divino,
che sempre ti segue".

Sono sola e penso,
e nella mia stanzetta,
vedo una Luce
che illumina
le mie iridi
ed il mio cuore.

Ma ignoro
da dove viene.

"Sono Io;  sono la Luce
proveniente dall'Universo.
Sono la spera solare,
che senti riscaldare
la tua anima".

Signore, allora,
sei, sempre, Tu,
a parlarmi,
a svegliarmi,
a vigilarmi,
a chiamarmi,
a consolarmi?

Sì, sei Tu...
... ed, ancora, sei Tu!


IL GRIDO DELL'ANIMA MIA

"Luce della poesia.
Dammi la musica!".
Questo è il grido
profondo ed articolato
dell'anima mia:
una musica accattivante
che m'invogli
a rinascere.


NON VEDI? NON SENTI?
Ad un fuggiasco

Fanciullo,
perché fuggi
lontano, lontano
dai tuoi cari?

Sei,
forse,
in cerca
d'un'inesistente gaiezza?

Cerchi,
qualcosa
che hai nella mente;
ma, forse, non riesci
a trovare mai?

Non vedi,
fanciullo,
la mammina piangente?
Il babbo pensoso
e stanco?

Non mediti
al cuore materno
che soffre, sì,
tanto per te
e lo serba nel suo intimo?
Non rammenti,
ciò che ti disse,
un giorno,
tua madre,
quand'eri
un batuffolo rosa?

Essa,
ti disse:
" Pargoletto mio,
sarai, sempre,
il più bel fiore
della mia vita!"


CONTEMPLAZIONE SPIRITUALE

Contemplo
il cielo
con l'astro dorato,
e mi trovo
innanzi
al Tuo volto.

Contemplo
la madre terra
con i fiori
ed i frutti,
e avverto,
a me accanto,
la Tua presenza.

Mi lascio
cullare
dalla benigna brezza,
ed odo subito
il Tuo richiamo accattivante.

Osservo
ogni piccola cosa,
e il mio intelletto
e già pensa a Te.

Abbraccio,
con amore,
il mio prossimo,
e vedo,
Te in lui.

E' notte,
ormai;
ma l'oscurità
non scende
su di me
perché
ci sei Tu.

Contemplo,
ancora,
le tremule stelle,
ed il mio cuore
sente ed assapora,
in pace,
l'ardente luce
del mio Autore.


DESIDERI INTERIORI

Vorrei essere
quel Bacio
per poter dare
al mondo
tanto amore.

Desidererei assomigliare
a quell'Anima
di luce
per illuminare
il cuore
d'ogni fratello.

Vorrei stare
in compagnia
della fresca erbetta,
come un piccolo fiore,
per dimostrare
che l'umiltà è pace.

Desidererei imitare
il cinguettio
del più piccolo uccello,
ringraziante,
il Creatore,
presente,
in ogni vita.

Vorrei essere
una donna
con molta cultura,
ma pura di cuore,
capace d'ascoltare
i pargoli ed i grandi.


DESIDERIO

Desidererei
vivere
in una graziosa
e candida villetta
dalle imposte
e dall'uscio verdi,
con il tetto rosso
ed il camino fumante.
Mi piacerebbe
stare comodamente seduta
accanto al focolare
ed udire
dolci ed affettuosi aggettivi
che fanno bene
al mio cuore.
Sarei lieta
di vedermi,
soltanto, nel sogno,
in una casetta antica,
custodia d'amore,
d'unione e di solarità.


NON E' UN PARADOSSO

Non è un paradosso,
che io sia felice
pur nella mia 
              sventura!

Non è paradossale,
che io canti
le canzone 
              più belle,

seppur
non m'esprimo
al par d'una fanciulla
              normodotata.

Non è un paradosso
che io osservi
l'immensa 
              natura,

anche se cammino
non più autonomamente 
              come un tempo.

Non è paradossale
che io abbia una cultura
personale
              e privata.

Non è un paradosso
che io ami
come una qualsiasi
              creatura.


IL MESTIERE DEI BAMBINI

Sappiamo,
noi, adulti,
qual è
il mestiere dei bambini?
Lo sappiamo,
ma ancora,
non lo abbiamo compreso.

Il mestiere dei frugoletti:
è giocare, ridere, correre,
scherzare, fantasticare, cantare,
sognare, chiacchierare, coccolarsi.

E poi, ancora giocare!


L'AMICIZIA: DONO DI DIO
A Daniela Costantini

L'amicizia è gioia
di dare senza chiedere nulla.
San Paolo

L'amicizia
è una fiamma
che arde
nell'intimo,
e mai si spegne
e si consuma.

L'amicizia
è un fiore
a cui piace
essere cullato
dalla brezza
e sorridere
al sole.

L'amicizia
è una mera sorgente
che purifica
ed allevia
ogni ferita
del corpo
e dell'anima.

L'amicizia
è un dolce legame
formato
d'auree catene
che durano
oltre
il destino.

L'amicizia
è il dialogo sereno,
il dono prezioso
del Padre
ad ogni umana creatura.

L'amicizia
è come il cuore
dell'intero universo,
un cuore grande
e generoso:
il tuo.


DA LONTANO
Al santo Padre: Giovanni Paolo II

S'ode
in ogni angolo
del globo,
una voce
provenente
da molto lontano
che proclama
pace e pace.

E' una voce paterna
che porta
l'immortale Messaggio
di Cristo fratello
agli uomini
di buona volontà.

E' un richiamo
tenero ed umano
che avvicina
a sé
le novantanove
e le centesime pecorelle.

E' la voce
del primo Vescovo
dal mistico sorriso,
d'un Uomo giunto
da un povero paese;
ma fiero, forte e fedele.

Quell'Uomo
bianco vestito,
s'è fatto pellegrino
del Vangelo;
le Sue mani benedicenti,

le Sue braccia
che cingono
la sfera vivente
formano l'ombra
d'un lungo Ponte d'Amore.


CIO' CHE VERRA'

Amo
ciò che verrà,
come sto amando
il reale presente,
come ho amato
il soave passato.

Amo
i canti
che verranno;
adoro
il sole
che domani
danzerà
alto sul cielo.
Prego
per le creature
che nasceranno
nel futuro.

Amo ciò che sarà.

Amerò
poiché tutto
proviene
da Lassù,
dove si nasconde
quel Cuore
d'ogni cuore,
benedicente tutte
le anime.


CONTEMPLANDO IL CIELO

Talvolta,
sentendomi
nel cuore un peso
rammento
i miei dolori.
Contemplo,
dalla finestra,
il firmamento grigio
dell'inverno.
Osservo
la terra:
è muta e bianca.
Vedo
alcuni usignoli
tremanti per il gelo.
Penso,
allora,
al dolore altrui,
ed avverto
il mio cuore
tenere
il ritmo faticosamente
perché
trabocca di riflessioni.
Torno,
più tardi,
a ricontemplare
il cielo,
è sera,
e le ombre
s'allungano
lentamente.
E' un imbrunire sereno,
ed il mio cuore
ritrova se stesso,
inducendomi
ad intravedere
la luminosa strada,
nella speranza
d'un avvenire
più lieto. 


LAGO DI LACRIME

Ho visto
un lago di lacrime
d'un canuto tutto solo.

Ho notato
un lago di lacrime
d'un cane abbandonato.

Ho veduto
un lago di lacrime
d'una madre infelice.

Ho osservato
un lago di lacrime
d'un disabile dimenticato.

Ho contemplato
un lago di lacrime
d'una pianta abbattuta.

Ho guardato
un lago di lacrime
d'un fiore appassito.

Ho intravisto
un lago di lacrime
d'una farfalla catturata.

Ho conosciuto
milioni di milioni
di laghi di lacrime

ed ho compreso
che tutto il mondo
soffre e piange.


LA MIA LIBERTA'

Ho lottato parecchio
per conquistare
la mia limitata libertà.

Ma ora sono felice
e volo alta,
con le mie dispiegate ali,

per il firmamento
come un'aquila reale
padrona di sé stessa.


VERRO' DA TE, AMORE

Poesia,
sei il  mio amore.

Ed io verrò
da te, amore.

Poesia,
sei il mio nutrimento,

il cibo
della mia anima.

Verrò da te, amore,
al momento opportuno.

Quando avrò bisogno
d'una nuova saggezza,

quando sentirò
il bisogno di sognare

una realtà
che la mia infermità mi nega,

perché so
che sopra le tue dispiegate ali

incontrerò, pure,
il mondo dell'impossibile.

Verrò da te, amore,
tu non mi deluderai!


COSA SEI, SONETTO?

Sonetto,
con la tua impareggiabile musica,
sei il migliore amico
d'ogni poeta.

Sonetto,
al tuo articolato suono,
il compositore
entra, mentalmente,
nel mondo
dell'impossibile,
mescolandolo
con il possibile.

E lo aiuti
ad intravedere
tutto ciò
che nella realtà non c'è.


[continua]

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