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Le tappe del viaggio con scooter pieghevole in Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Norvegia, Olanda, Germania e Bulgaria con 22 voli e 8 treni

(Publiredazionale)

Abbiamo
già avuto modo di raccontarvi delle esperienze di viaggio di Riccardo Calvini, ingegnere della provincia di Lecco che utilizza per i suoi spostamenti lo scooter pieghevole Atto: un ausilio necessario da quando la Sclerosi Multipla ha intaccato non solo la sua mobilità, ma indebolito anche gli arti superiori. Siamo tornati a contattare Riccardo per farci raccontare del suo ultimo viaggio durato ben due mesi in varie città d’Europa, compiuto da solo, a bordo dello scooter Atto, spostandosi in aereo, treno e taxi. 

Dove e quando ha viaggiato negli ultimi due mesi, Riccardo?
L’ultimo viaggio che ho fatto l’ho iniziato il 24 giugno e l’ho terminato il 28 agosto. In totale sono stati 66 giorni continui di viaggio. Inizialmente le tappe sono state italiane: sono stato a Firenze, poi in Sardegna (a Cagliari  e Alghero), e poi Roma. Dopo Roma sono volato a Madrid per 4 giorni, da lì sono stato alle Canarie (Tenerife e Gran Canaria), poi Madeira e isole Azzorre (São Miguel e Terceira) ed infine Lisbona. Dal Portogallo mi sono spostato a Bordeaux, in Francia, poi ho fatto tappe al nord: Oslo, Copenhagen e Amsterdam. Dopo una veloce tappa a Francoforte e Norimberga, ho concluso il viaggio a Sofia, in Bulgaria.

riccardo calvini a madrid

Madrid. Km 0, Puerta del Sol

Com’è viaggiare con una disabilità in tempo di pandemia?
La premessa fondamentale è che viaggiare in tempo di Covid è sicuramente diverso rispetto ai viaggi fatti in precedenza. Ma c’è stata una costante che ho trovato in tutto il viaggio e che mi ha favorevolmente sorpreso. Si penserebbe che, essendo un periodo nel quale ancora la distanza interpersonale è necessaria  a causa della pandemia, le persone non abbiano tantissima voglia di avvicinarsi, toccarti. Invece, al contrario, nel 99.9% dei casi, quando ho avuto bisogno di un aiuto laddove l’accessibilità mancava, ad esempio per attraversare una strada dissestata  o per trasferirmi dallo scooter alla carrozzina, ho sempre trovato qualcuno disponibile.

bagaglio composto da valigia e scooter atto richiusoCosa ha portato con lei sul fronte degli ausili e dei bagagli?
La mia sclerosi multipla mi impone di usare la carrozzina per gli spostamenti negli interni, inoltre utilizzo lo scooter Atto per muovermi in città, nei musei, nelle aree esterne, visto che anche le mie braccia sono deboli. Ho quindi viaggiato con la carrozzina, lo scooter e il mio bagaglio: una dotazione non così “minimale”. 

Quindi si può viaggiare da soli, con una disabilità, in mezza Europa?
Per la mia esperienza sì. Io ho viaggiato abbastanza “carico” e devo dire che non è stato così complicato. Devo precisare che riesco ancora ad usare – seppur con difficoltà – i taxi normali, poi negli aeroporti l’assistenza al check in e poi fino all’aereo è sempre stata perfetta. Ho viaggiato in treno e anche lì - talvolta con qualche mugugno perché l’assistenza dovrebbe portare in teoria solo un bagaglio – è andato tutto bene. Come dicevo, la vera costante del mio viaggio è che ho sempre trovato un aiuto, tanto in Italia quanto nel resto d’Europa. Dirò di più: non solo le persone mi hanno aiutato, ma più di una volta si sono fermate a scambiare due parole, hanno fatto un pezzo di strada con me: erano interessati e incuriositi dal vedere una persona con disabilità viaggiare da sola, e su un mezzo come Atto. Quindi il bello di questa avventura è stata che ho conosciuto anche delle persone interessate al mio viaggio. E questo è stato molto appagante.

Riccardo Calvini lisbona
Lisbona. Padrão dos Descobrimentos, Belem

In questi due mesi ha preso 22 voli e 8 treni. E’ andato sempre tutto liscio?
Devo dire una cosa che potrebbe stupire. Io ho viaggiato tantissimo nella mia vita, e per esperienza personale mi sento di dire che l’assistenza disabili ricevuta negli aeroporti  e stazioni ferroviarie italiane è tra le migliori al mondo.  Ci tengo a dirlo visto che noi italiani abbiamo un po’ questo difetto di “darci addosso” e dire che fuori funziona tutto meglio. Io volo principalmente o da Malpensa o da Fiumicino - ma in questo viaggio ho viaggiato anche su Cagliari, Firenze, Alghero: in tutti i casi l’assistenza è stata perfetta. Segnalo ad esempio che a Fiumincino nella zona arrivi all’esterno dell’aeroporto c’è una colonnina, con telecamera, che permette, una volta scesi dal taxi, di contattare l’assistente, al quale si può chiedere ciò di cui si ha bisogno, e dopo 5 minuti arrivano gli addetti all’assistenza. Per dire, ho fatto una tappa a Francoforte, e lì non c’è possibilità di chiamare l’assistenza all’arrivo del taxi in aeroporto; quindi bisogna solo sperare che il tassista sia gentile, porti tutti i bagagli e ti spinga con la sedia all’interno fino all’ufficio preposto, perché altrimenti non viene nessuno a prenderti. Stesso giudizio positivo posso dire per i treni italiani, non solo alta velocità, ma anche i regionali. 

Nessun problema ad imbarcare gli ausili in aereo?

riccardo calvini copenhagen
Copenhagen e La Sirenetta

Di solito, se il problema c’è, è al check-in, quando dici che hai una batteria al litio per lo scooter: quando fai questa affermazione è come dire “ho una bomba”. Ho avuto quindi questo problema nel volo tra le due isole delle Tenerife: il volo dura mezz'ora con un ATR 42 operato da una piccola compagnia locale. Lì avevano ancora i vecchi regolamenti che indicano una potenza massima batteria 160 Wh mentre la mia batteria di Atto è di 249 Wh. Con l’addetta al check-in è iniziata quindi la solita discussione: “non può imbarcarla, deve spedirla via cargo con contenitore speciale ecc”. Io, avendo viaggiato parecchio e avendo incontrato diverse volte questa problematica, so già come muovermi e cosa controbattere, quindi viaggio sempre con le copie delle normative internazionali ICAO aggiornate, dove viene spiegato che il limite è 249 Wh. Talvolta questo non basta, allora è bene sapere che l’ultima parola sull’imbarco o no della batteria spetta al comandante del velivolo, e non agli addetti di terra. Quindi dicendo questo già capiscono che sei uno che conosce i propri diritti… poi solitamente il capitano è aggiornato sulle ultime regole, e infatti così è stato anche nel mio caso, per cui mi hanno permesso  di imbarcare la batteria. Anche se intanto ho perso un’ora e mezza. 

Come consiglia di muoversi per evitare questo genere di inconveniente?
Il consiglio  è di andare al checkin sempre con ampio anticipo, ma anche avvisare le compagnie qualche giorno prima, telefonando o utilizzando le apposite funzioni che alcune grandi compagnie hanno, e infine portare con sé tutti i documenti. Se si dimostra che si conosce il tema e la problematica, in genere tendono  a fare meno contrapposizione. 

L’Italia bene o male la conosciamo. Parliamo dell’accessibilità delle città europee visitate. Cosa ci può dire?
Lisbona è una città stupenda, ma a livello di accessibilità presenta delle problematiche dovute al fatto che è essenzialmente adagiata su colline. Ad eccezione della parte lungo il mare, per muovermi in centro ho dovuto prendermi un taxi. Bordeaux è una città “facile” per un disabile: c’è una passeggiata lunghissima lungo il fiume, col fondo perfetto, quindi assolutamente piacevole da visitare. Riguardo al nord Europa, uno di solito pensa: Norvegia, sarà tutto perfetto, tutto accessibile. In realtà la Scandinavia non è così friendly per una persona disabile. I taxi disabili a Oslo ci sono ma costano un occhio della testa (per dare un’idea dall’aeroporto all’hotel in centro – 35 km – ho speso 160 euro). E anche trovare un hotel accessibile non è così semplice. Un punto assolutamente a loro favore, però, le piste ciclabili, che sono ovunque, e sono state perfette per girare con il mio scooter. Amsterdam è forse una delle città paradiso per una persona con disabilità motoria, perché piena di piste ciclabili, gli hotel in grandissima parte sono accessibili e attrezzati, e la città si gira bene. Sofia, invece, è ancora molto carente in fatto di accessibilità, ed è difficile da girare con lo scooter. Ma è proprio in questi Paesi dove l’accessibilità manca che la gente sopperisce in buona parte e volentieri – penso ai tassisti che si prodigano per farti salire a bordo in qualche modo o alle persone che per strada ti aiutano a superare il dislivello del marciapiede.

riccardo calvini amsterdam
Amsterdam. Rijks Museum

Visto che lei ha viaggiato davvero tanto, rispetto alla sua esperienza, ci dà un podio di accessibilità delle città europee più visitabili da una persona con disabilità?
A livello Europeo, delle città che ho visto, direi Berlino, che ho visitato lo scorso anno; ci sono tantissime vie ciclabili, metropolitana accessibile con lo scooter: io ho visto tutto il centro muovendomi con lo scooter o in metro. Dopo di che, classificherei Madrid, come Berlino accessibile anche nella metro, poi Amsterdam, di cui però non ho provato la metropolitana, perché ho girato il centro senza problemi. Tornando in Italia, vorrei anche ricordare la splendida pista ciclabile della Riviera di Ponente nell’imperiese che si snoda per 24 km a pochi metri dal mare da Ospedaletti a San Lorenzo, un vero gioiello, perfetta per Atto!


Parliamo di città in senso urbanistico, ma non solo: lei ha visitato anche molti musei e altre attrazioni con Atto, è così?

Sì, con lo scooter mi sono sempre spostato, oltre che nelle città e negli aeroporti, anche nei luoghi di interesse e musei, e devo dire che non ho trovato in Europa musei che non fossero accessibili. Magari talvolta la pedana era in uno scantinato, ma alla fine hanno sempre trovato il modo di farmi entrare e visitare. Poi ci sono musei più grandi, dove ovviamente non c’è nessun problema. Segnalo una cosa, a proposito. In Italia tutti i musei statali hanno la gratuità per le persone con disabilità, mentre in Europa non è affatto così ovunque. Un altro punto a favore dell’Italia, che merita davvero di essere visitata.

C’è un messaggio che vuole dare ai nostri lettori?
Spero che la mia esperienza possa essere una scintilla, un impulso per quelle persone che, nelle mie condizioni, hanno delle titubanze rispetto al viaggiare. Con la mia esperienza posso dire che se sei disabile, viaggiare non è più difficile rispetto ad una persona senza disabilità. Negli aeroporti c’è l’assistenza, negli hotel si trovano soluzioni, e nella stragrande maggioranza dei casi, se tu lo chiedi, le persone ti danno un aiuto. Quindi viaggiate! Perché è utile, vi aiuta ad essere positivi. Quindi, se c’è la minima possibilità di viaggiare, bisogna coglierla al volo!

Per la scheda tecnica o per richiedere maggiori info, prezzo e dettagli, potete visitare la nostra recensione dello Scooter Atto.

Redazione 



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