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Per il Tribunale di Milano la decisione di allestire importanti eventi culturali in uno spazio inaccessibile come l’Arengario ha escluso le persone con disabilità dalla partecipazione alla vita sociale

Il diritto delle persone con disabilità a partecipare alla vita culturale e agli eventi pubblici in condizioni di parità con gli altri cittadini va sempre riconosciuto. Anche su questo assunto trova le basi la condanna che il Tribunale di Milano ha comminato al Comune di Monza per avere utilizzato uno spazio non accessibile alle persone con disabilità motoria, l'Arengario, come sede di eventi culturali aperti alla cittadinanza. Così facendo, di fatto, alle persone con disabilità è stato impedito prendere parte agli eventi, configurandosi il reato di discriminazione indiretta. A renderlo noto, la LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità, che contro il Comune aveva presentato il ricorso, rappresentata dagli avvocati Gaetano de Luca e Barbara Legnani.

La vicenda
Ma andiamo per ordine. La vicenda viene ricostruita in una nota dalla stessa associazione, che riporta come ad agosto 2019, il Comune di Monza affidò in concessione a una società privata (Vidi srl) l'attività di valorizzazione dell'Arengario tramite l'organizzazione di sei mostre di "rilievo nazionale e internazionale" nel periodo tra settembre 2019 e marzo 2021. Le prime due mostre ("Lego CityBooming" e la rassegna dedicata al celebre fotografo Steve McCurry) hanno fatto registrare un enorme successo di pubblico. Ma già a gennaio 2020 i rappresentanti di Ledha Monza e Brianza avevano denunciato una situazione di discriminazione ai danni delle persone con disabilità motoria. Ne era seguito l’invio di lettere di diffida al Comune da parte del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi, evidenziando come la scelta di organizzare una mostra in uno spazio non accessibile configurasse "una discriminazione collettiva, vietata dal nostro ordinamento giuridico" e chiedendo di organizzare la mostra di Steve McCurry in uno spazio accessibile a tutti. Il Comune aveva poi partecipato ad un incontro con i legali di LEDHA e i tecnici del Centro regionale per l'accessibilità e il benessere ambientale (CRABA) con l'obiettivo di individuare una soluzione per rendere accessibile l'Arengario ma non ne erano poi seguiti interventi migliorativi.
Nel 2020, LEDHA ha segnalato poi per quattro volte al Comune di Monza "la violazione delle norme sull'accessibilità e la gravissima discriminazione nei confronti delle persone con disabilità". Nel 2021 il Comune di Monza ha annunciato la decisione di trasferire le mostre organizzate da "Vidi srl" all'interno di uno spazio accessibile (il Serrone di Villa Reale), ma l'Arengario è stato comunque utilizzato per allestire la rassegna artistica "Monza in acquarello". LEDHA riporta che All'ennesima lettera di diffida, il Comune ha risposto evidenziando come Monza "non può prescindere dall'utilizzo dell'Arengario, sia per la sua posizione centrale sia per la numerosità delle opere esposte, che necessitano di tutti gli spazi espositivi disponibili".

La sentenza
Per il giudice, nel comportamento del Comune di Monza si configura una discriminazione di natura indiretta, perché anche l’omessa rimozione di barriere architettoniche di fatto non è un comportamento neutro ma va ad incidere sulla possibilità delle persone con disabilità di accedere e partecipare alla vita sociale: "L'omessa predisposizione da parte dell'amministrazione di misure volte a eliminare le barriere architettoniche in un luogo destinato alla frequentazione collettiva, sebbene possa apparire una condotta neutra, è idonea a incidere, di fatto, nella sfera soggettiva di tutti i portatori di disabilità motoria", scrive il giudice nella sentenza. Evidenziando come, a seguito della decisione del Comune di allestire una serie di importanti eventi culturali all'interno dell'Arengario, le persone con disabilità "sono state estromesse in via ingiustificata dalla partecipazione alla vita sociale".

Il Commento di LEDHA
LEDHA e Ledha Monza e Brianza rinnovano al Comune di Monza la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, mettendo a disposizione le competenze delle associazioni e quelle del Centro regionale per l'accessibilità e il benessere ambientale (Craba) affinché non solo l'Arengario, ma tutti i luoghi della cultura della città di Monza siano accessibili alle persone con disabilità.

Gli interventi del Comune
In una nota stampa, il Come di Monza Brianza ha comunicato che sono in corso da mesi alcune verifiche statiche e materiche, indagini geognostiche e strutturali dell’Arengario con fotorilievi realizzati anche con droni e sondaggi non invasivi sulla struttura per stilare un documento conclusivo che entro poche settimane sarà inviato alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano che aveva richiesto tale lavoro quale attività propedeutica alla realizzazione di uno studio di fattibilità. L’amministrazione comunica che l’obiettivo, oltre all’ottenimento dell’idoneità statica, è quello di individuare le possibili modalità di abbattimento delle barriere architettoniche del monumento, da tempo non più adibito ad attività espositiva proprio per questi motivi. In particolare i progettisti dell’Ente stanno studiando l’installazione di un ascensore esterno che per la prima volta consentirà la piena fruibilità dell’edificio.
In programma anche lavori di consolidamento del pavimento per aumentarne la portata, in vista delle installazioni che saranno ospitate nello storico palazzo, garantendo così la massima sicurezza. Entro 30 giorni sono previsti gli esiti delle indagini in corso sul monumento.

Redazione

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