A un uomo di Padova era stata rubata la carrozzina nell’androne di casa: il suo appello sui social è stato raccolto dalla famiglia di Alex Zanardi, che gli ha prestato una carrozzina del campione, finchè non ne riceverà una nuova dalla ASL
Un gesto incomprensibile, che lo ha fatto sentire violato nell’intimo più profondo, oltre a privarlo della libertà di spostarsi, e di una possibilità di vita attiva. E’ così che Jacopo Lolli, un ragazzo veneto, aveva raccontato il 27 luglio, con un post su Facebook, il furto della sua carrozzina, avvenuto quando l’ausilio era parcheggiato nell’androne di casa sua a Padova.
Nel suo appello affidato ai social, Lolli chiedeva di dare massima diffusione al post, così da avere qualche speranza di poter ritrovare la sua carrozzina. Il post ha effettivamente viaggiato molto, fino a giungere alla famiglia di Alex Zanardi che ha deciso di prestargli una carrozzina di Alex, scomparso lo scorso maggio, per consentirgli di poter riprendere la sua vita attiva, finchè non gli verrà fornita una nuova sedia.
Così il giovane, in un post sui social, ha annunciato la bella notizia: “Buonasera, dopo giorni non facili, vorrei condividere con voi una bella notizia. La famiglia Zanardi con grandissima generosità, ha voluto prestarmi questa carrozzina con un gesto di grande buon cuore, emblematico e rappresentativo dell’animo e dell’immenso carisma di Alex Zanardi.
Questo gesto mi consentirà di potermi nuovamente spostare liberamente dalla mia casa e vivere vita attiva. Ho già avviato l’iter sanitario utile ad avere una nuova carrozzina e spero di restituire questa al più presto”.
L’uomo ha anche ringraziato Luca Zaia, che aveva condiviso il post e auspicato una soluzione all’accaduto, e le “tantissime persone che hanno preso a cuore questa faccenda con solidarietà, affetto, grande impegno personale e dedizione, senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile. Grande esempio che per una azione negativa, se ne possono fare migliaia di grandissime”.




